Automan: L’eroe a 16 bit che ha portato il futuro nei nostri salotti
Dimentica gli eroi in calzamaglia o i poliziotti con i ray-ban. Nei meravigliosi (e un po’ folli) anni ’80, il futuro non aveva bisogno di armi da fuoco, ma di ologrammi luminosi e intelligenze artificiali! In un’epoca in cui ci si sbalordiva davanti a macchine parlanti e invincibili (se non l’hai ancora fatto, corri a leggere il nostro speciale su Supercar!), c’era un altro paladino della giustizia che sfrecciava per le strade della città. Ma lui non guidava un’auto normale: lui la creava letteralmente dal nulla, con un tripudio di luci al neon blu che ci faceva impazzire!
Oggi parliamo di Automan (il cui titolo originale americano è rimasto fortunatamente invariato da noi), l’eroe digitale che ha portato la magia dei pixel nei nostri salotti.
Trama: Un eroe a 16 bit contro il crimine reale
La premessa di questo telefilm di Automan era semplicemente geniale per l’epoca. Walter Nebicher è un giovane, geniale e un po’ imbranato programmatore informatico che lavora per il dipartimento di polizia di Los Angeles. I suoi superiori, però, lo relegano in ufficio a occuparsi di scartoffie e noiose statistiche, non ritenendolo adatto all’azione sul campo.
Walter, frustrato, decide di usare le sue competenze per creare un programma segreto: un ologramma interattivo, dotato di intelligenza artificiale, in grado di materializzarsi nel mondo reale per combattere il crimine. Nasce così Automan, un eroe virtuale (che assorbe una quantità enorme di elettricità per esistere) e che di notte scende in strada per risolvere i casi che la polizia non riesce a sbrogliare. La chicca assoluta? Ad accompagnarlo c’era l’inseparabile “Cursore”, capace di tracciare e materializzare in pochi secondi veicoli pazzeschi e indistruttibili fatti di luce pura, dalle auto agli elicotteri, sfidando le leggi della fisica (e affrontando le curve a novanta gradi senza decelerare!).

Cast o Personaggi: Il programmatore e l’ologramma
Il vero punto di forza di questa serie tv di Automan era il contrasto comico e affettuoso tra i due protagonisti. Nei panni dell’eroe olografico fatto di pixel e luce azzurra c’era Chuck Wagner: con il suo fisico statuario, il sorriso stampato in faccia e i suoi modi sempre eleganti e un po’ ingenui rispetto al mondo reale, era la personificazione perfetta di un computer che cerca di comportarsi da umano. Si faceva chiamare ironicamente “Otto J. Mann” (Auto-Man) quando doveva interagire sotto copertura.
A fargli da “padre” e spalla comica c’era Desi Arnaz Jr. nel ruolo di Walter Nebicher. E non dimentichiamo il tenente Jack Curtis (interpretato da Robert Lansing), il burbero detective della polizia che, pur non capendo nulla di tecnologia, si affida spesso alle geniali intuizioni di Walter e del suo “misterioso” amico informatico.
Episodi e messa in onda: Breve ma abbagliante
Qui arriva la notizia che, se all’epoca non l’avevi notato, ti spezzerà un po’ il cuore. Proprio come per altri cult del periodo (ti ricordi Manimal?), anche il telefilm anni 80 Automan fu una serie brevissima. Negli Stati Uniti andò in onda a cavallo tra il 1983 e il 1984, e fu cancellata a causa degli altissimi costi di produzione per gli effetti speciali (che all’epoca erano all’avanguardia) e per la forte concorrenza.
In totale furono girati solamente 13 episodi di Automan! Da noi arrivò a metà degli anni ’80 su Italia 1, diventando un fenomeno immediato grazie alle infinite repliche che ci davano l’illusione di trovarci davanti a una serie lunghissima. Come dimenticare poi l’adrenalinica sigla strumentale di Automan, che mescolava suoni elettronici da sala giochi con un ritmo poliziesco?
Dove rivederlo oggi
Se la nostalgia ti ha fatto venire voglia di ritrovare quell’atmosfera luminosa e “tron-esca”, ti starai chiedendo dove rintracciare il telefilm Automan oggi.
Al momento, non è stabilmente nei cataloghi dei colossi dello streaming come Netflix o Prime Video. Tuttavia, non è impossibile recuperarlo: spesso le reti del digitale terrestre specializzate in cult del passato (come TwentySeven) lo ripropongono nelle fasce orarie dedicate al vintage. Per i veri fan che non vogliono dipendere dalle TV, i cofanetti DVD pubblicati anni fa per il mercato home video sono un vero pezzo da collezione. Inoltre, YouTube resta sempre un ottimo porto sicuro per gustarsi intere compilation delle creazioni del magico Cursore o per riascoltare la colonna sonora.

I segreti di luce di Otto J. Mann
Prima di spegnere il monitor e tornare alla realtà, ecco le risposte ad alcune curiosità su questo cult informatico che molti cercavano online semplicemente come auto man!
- Che modello di auto era quella guidata da Automan?
Questo è un dettaglio che ha fatto impazzire tutti gli appassionati di motori! La famosissima e scintillante Lamborghini di Automan, materializzata dal Cursore, era nientemeno che una splendida Lamborghini Countach LP400. Ovviamente era resa “digitale” dagli effetti visivi applicati in post-produzione con uno speciale nastro riflettente. - Perché Automan non poteva operare di giorno?
Per esistere nel mondo fisico, Automan aveva bisogno di un’enorme quantità di energia elettrica, tanto da causare veri e propri cali di tensione in città quando si materializzava. Poiché di giorno il fabbisogno energetico cittadino era altissimo, se si fosse palesato sotto la luce del sole avrebbe rischiato di “scaricarsi” e svanire nel nulla! - Chi ha ideato gli effetti speciali della serie?
La serie fu creata da Glen A. Larson (lo stesso papà di Supercar e Magnum P.I.) che, per realizzare i costumi e i veicoli luminosi, si affidò a Donald Kushner, nientemeno che uno dei produttori del celeberrimo film Tron (1982). Ecco spiegato lo stile visivo inconfondibile!

