Samurai: Un uomo, un bambino e una spada contro tutti
Te lo ricordi quel silenzio glaciale rotto solo dal rumore del vento e dal cigolio di una carozzina di legno? Se sei cresciuto a pane e televisione locale, sai esattamente di cosa sto parlando. Non c’erano astronavi, non c’erano macchine parlanti. C’era solo un guerriero dallo sguardo triste, un bambino con il taglio a scodella e fiumi di sangue (che a noi sembravano sciroppo di lamponi, ma ci piacevano lo stesso).
Oggi sguainiamo la katana e parliamo di Samurai (conosciuto anche come Samurai senza padrone o con il titolo originale Kozure Ōkami). Mentre gli altri guardavano i robottoni, noi rimanevamo ipnotizzati da questo telefilm samurai, crudo violento e poetico, che ci ha insegnato che l’onore vale più della vita stessa.
Trama: La via dell’inferno
La storia era di una drammaticità unica, quasi shakespeariana. Il protagonista è Itto Ogami, l’ex boia dello Shogun, un uomo temuto e rispettato. A causa di un complotto ordito dal perfido clan Yagyu, Itto perde tutto: la sua carica, il suo onore e l’amata moglie, uccisa a tradimento.
Rimasto solo con il figlio neonato, Daigoro, sceglie la “via dell’inferno” (il Meifumado). Diventa un ronin, un sicario a pagamento che vaga per il Giappone feudale spingendo quella mitica carrozzina di legno – che, diciamocelo, era piena di armi segrete e lame nascoste! La samurai serie tv non era solo combattimenti: era il racconto del legame indissolubile tra un padre e un figlio, costretti a sopravvivere in un mondo ostile dove la lealtà era merce rara.
Cast o Personaggi: Lo sguardo di ghiaccio
Impossibile dimenticare il volto del protagonista. Kinnosuke Yorozuya (spesso accreditato come Kinnosuke Nakamura) dava vita a un samurai Itto Ogami monumentale. Parlava pochissimo, ma il suo sguardo diceva tutto. Quando corrugava la fronte, sapevi che per i cattivi era finita.
E poi c’era lui, il piccolo Daigoro (interpretato da Katsutaka Nishikawa). Con quegli occhi grandi e l’espressione sempre seria, era forse il bambino più tosto della storia della TV. Non piangeva mai, nemmeno quando le frecce gli fischiavano sopra la testa. Il loro nemico giurato era Retsudo Yagyu, il capo del clan avversario, che non smetteva mai di inviare ondate di ninja per cercare di fermarli.

Episodi e messa in onda: Un cult delle TV locali
La serie originale giapponese è stata prodotta dal 1973 al 1976. In Italia, questo telefilm anni 80 è arrivato un po’ in sordina, trasmesso principalmente dalle reti locali e circuiti minori (chi si ricorda Junior TV o le nottate su canali regionali?).
Spesso gli episodi venivano trasmessi in ordine sparso, e il doppiaggio a volte cambiava, ma il fascino rimaneva intatto. Era un prodotto diverso dai soliti telefilm americani: i ritmi erano lenti, contemplativi, per poi esplodere in trenta secondi di pura furia cieca. Una curiosità: spesso veniva confuso con un altro classico, The Samurai (quello con Shintaro e i ninja), ma le tonalità di Itto Ogami erano decisamente più oscure e adulte.
Dove rivederlo oggi
Se ti è venuta la nostalgia e vuoi rivedere il telefilm samurai, la caccia potrebbe essere ardua quasi quanto quella al clan Yagyu. Attualmente, la serie non è facilmente reperibile sulle piattaforme di streaming generaliste in Italia. Tuttavia, esistono edizioni home video (DVD) per collezionisti che raccolgono le gesta di Ogami. Spesso si trovano spezzoni o episodi completi su YouTube, caricati da appassionati che vogliono preservare la memoria di questo capolavoro. Un consiglio: se cerchi online, usa anche il titolo internazionale Lone Wolf and Cub, potresti avere più fortuna.
Sguainiamo la Katana: Curiosità e Risposte su Samurai

Il viaggio sulla “via dell’inferno” è lungo e pieno di insidie, ma anche di domande. Fermiamo per un attimo la carrozzina di Daigoro, posiamo la spada e cerchiamo di svelare i misteri che avvolgono questo ronin leggendario. Ecco le risposte ai dubbi che, come ferite di guerra, ci portiamo dietro dagli anni ’80.
- Il telefilm è tratto da un fumetto?
Sì, ed è un capolavoro assoluto. La serie è basata sul manga Lone Wolf and Cub (Kozure Ōkami) scritto dal leggendario Kazuo Koike e disegnato da Goseki Kojima. È considerato uno dei manga più importanti e influenti di sempre (anche Frank Miller, l’autore di Sin City, ne è un fan sfegatato). - Che differenza c’è con il film Shogun Assassin?
Molti ricordano un film chiamato Shogun Assassin. In realtà, quel film è un montaggio americano realizzato unendo scene dei primi due film cinematografici giapponesi di Itto Ogami (diversi dalla serie TV, con un altro attore protagonista, Tomisaburo Wakayama). - Perché si trova spesso la ricerca “telefilm samurai itto ogami”?
Perché in Italia il nome del protagonista era così forte che spesso sostituiva il titolo della serie nella memoria collettiva. La gente non cercava “Lone Wolf and Cub”, cercava proprio lui: Itto Ogami. - Esistono altre versioni?
Assolutamente sì. La storia è stata rifatta molte volte, inclusa una serie tv più recente (2002). Inoltre, l’idea del guerriero solitario che protegge un bambino “speciale” ha ispirato palesemente la serie moderna The Mandalorian di Star Wars.

