Mazinga Z: Il gigante d’acciaio che ha fatto la storia della nostra infanzia
Prima degli schermi piatti e dello streaming on-demand, la nostra fantasia viaggiava sulle frequenze dei vecchi canali televisivi. Bastava il ‘click’ del telecomando per accendere la fantasia e catapultarci, giorno dopo giorno, al centro di avventure sempre nuove e imprevedibili.
Eravamo capaci di struggerci fino alle lacrime per i drammi sentimentali di Candy Candy, per poi ritrovarci all’improvviso a esplorare la natura selvaggia sopravvivendo su un’isola con Flo la piccola Robinson, o a guardare il mondo da una prospettiva minuscola, tra pentole e cucchiaini magici, ne Lo strano mondo di Minù.
Quando cercavamo l’adrenalina e la competizione, potevamo tifare con il fiato sospeso per i combattimenti crudi e spietati sul ring de L’uomo tigre o ammirare la precisione millimetrica dei tiri sul green in Tutti in campo con Lotti. E se volevamo semplicemente staccare la spina con una bella risata, non c’era niente di meglio delle assurde e demenziali battaglie meccaniche di Yattaman.
Eppure, c’era un momento esatto in cui le nostre fantasie cambiavano completamente forma. Era l’ora in cui i nostri sogni diventavano di metallo pesante e sparavano raggi laser. Ancor prima di difendere lo spazio a bordo del formidabile Ufo robot goldrake, c’è stato un pioniere assoluto che ha dettato le regole del gioco.
Oggi parliamo del capostipite di tutti i robot dei cartoni animati, un gigante che ha segnato un’intera generazione. Sto parlando del leggendario Mazinga Z. Allacciati le cinture, amico mio, perché stiamo per scendere nell’hangar segreto e gridare ‘Mazinga, fuori!’ ancora una volta.
Trama: L’energia fotoatomica contro il male
La storia era roba da farci esplodere il cervello! Il geniale (e sfortunato) professor Juzo Kabuto scopre una lega metallica indistruttibile, la Superlega Z, e un’energia potentissima, l’energia fotoatomica. Purtroppo, il perfido Dottor Inferno (Dr. Hell) vuole rubargliele per conquistare il mondo con i suoi terribili mostri meccanici.
Prima di cadere per mano del cattivone, il professore affida la sua invenzione finale, un gigantesco robot da combattimento chiamato Mazinger Z (in originale lo chiamavano proprio così), a suo nipote Koji Kabuto. E così, guidando l’Aliante Slittante che si aggancia alla testa del gigante d’acciaio, Koji inizia una guerra spietata contro le armate del Dottor Inferno. Quante volte, nel cortile di scuola, abbiamo provato a gridare “Pugni a razzo!” o “Raggio termico!” sperando di avere la stessa forza del nostro eroe?
Cast o Personaggi: Eroi di ferro e amici buffi
Quando ripensiamo ai personaggi di Mazinga z, ci si riempie il cuore di pura nostalgia. Koji Kabuto era il classico eroe testardo e impulsivo, ma coraggiosissimo. Al suo fianco c’era Sayaka Yumi, che pilotava il buffo ma iconico robot dalle fattezze femminili Aphrodite A, famoso per i suoi indimenticabili “missili centrali”.
E come scordare la linea comica? A spezzare la tensione delle battute finali c’era lui, Boss, il teppistello dal cuore d’oro. Alla guida del suo strampalato e rottamato Boss Robot, fatto letteralmente di scarti di lamiera e capace delle espressioni facciali più improbabili, ci faceva sempre morire dal ridere alleggerendo anche gli scontri più drammatici.

Episodi e messa in onda: Una scorpacciata di metallo
Prodotta dalla mitica Toei Animation e creata dal genio visionario di Go Nagai, la serie in Giappone fu un successo clamoroso fin dal 1972. In Italia, stranamente, arrivò prima il suo “fratello maggiore” (Il Grande Mazinga), e solo successivamente nel 1980 fece il suo debutto il mitico Mazinga zeta sulla Rete 1 della Rai.
La serie storica giapponese conta ben 92 episodi, anche se da noi ne arrivò inizialmente una selezione di “sole” 51 puntate. Ma questo non ci impediva di innamorarci perdutamente dell’avventura. E poi… vogliamo parlare della colonna sonora? La sigla di Mazinga Z fin dal primo ascolto entrava subito in testa.
Dove rivederlo oggi
Se la nostalgia ha preso il sopravvento e vuoi farti una bella scorpacciata dei vecchi episodi di mazinga zeta ci sono buone notizie.
A volte la serie viene riproposta sui canali del digitale terrestre dedicati all’animazione giapponese o vintage, ed è spesso reperibile sulle moderne piattaforme di streaming gratuite o a pagamento dedicate agli anime. Per i veri puristi e collezionisti, le edizioni home video in DVD o Blu-ray (completamente restaurate) sono una chicca imperdibile. Anche YouTube resta un ottimo porto sicuro per riascoltare le storiche canzoni di mazinga e far scendere qualche lacrimuccia.

Curiosità dal laboratorio di ricerca fotoatomica
Siamo alla fine del nostro viaggio robotico, ma prima di spegnere i reattori, diamo un’occhiata ad alcune delle curiosità più gettonate tra noi vecchi fan.
- Qual è la canzone più famosa del cartone?
Senza dubbio la mitica canzone mazinga italiana (“Mazinga Z”), suonata e cantata dal Galaxy Group, una super band guidata dal grande maestro Vince Tempera. È un inno potente che ha accompagnato generazioni di ragazzini sognatori. - Cosa significa la Z nel nome?
La “Z” in Mazinga Z sta per Superlega Z (Chogokin Z), l’incredibile materiale indistruttibile di cui è composto il nostro amato bestione. Inoltre, il nome stesso “Mazinger” nasce in Giappone dalla fusione tra “Ma” (demone) e “Jin” (dio): questo perché il robot possiede una potenza tale da poter essere un dio salvatore o un demone distruttore, a seconda del cuore di chi lo pilota. - Che differenza c’è con Il Grande Mazinga e Goldrake?
Fanno tutti parte dello stesso glorioso universo narrativo di Go Nagai! Mazinga Z è il capostipite assoluto. Dopo di lui arriva Il Grande Mazinga (il successore più forte) e infine chiude il cerchio UFO Robot Goldrake, dove ritroviamo proprio Koji Kabuto come pilota co-protagonista!

