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Cartoni animati

Candy Candy

Giuseppe CastelliBy Giuseppe Castelli8 Mins Read22 Views
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candy candy
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Il cartone animato Candy Candy: tra lacrime, primi amori e quella sigla indimenticabile

Ti ricordi cosa facevi alle quattro del pomeriggio, appena tornato da scuola, quando fuori iniziava a fare buio? Io me lo ricordo perfettamente. C’era il profumo di pane e cioccolata, il divano un po’ scomodo della nonna e, soprattutto, c’era l’attesa. Quella scarica di adrenalina appena partivano le prime note di quella sigla che, ammettilo, stai canticchiando proprio adesso. “Candy Candy è fantasia…”

Oggi  voglio fare un tuffo carpiato nel passato, dritto al cuore della nostra infanzia. Voglio parlarti del cartone animato Candy Candy, un’opera che non è stata solo un passatempo, ma una vera e propria educazione sentimentale per milioni di noi. Non era solo un cartone animato: era un appuntamento con le emozioni, quelle forti, che ti facevano piangere come una fontana un minuto prima e sognare a occhi aperti quello dopo.

Trama: Molto più di un semplice cartone

Se ci pensi bene, la storia di Candy era una vera e propria telenovela, ma disegnata divinamente. Tutto inizia in quella notte di neve, con il pianto di due neonate abbandonate: Annie e Candy. Cresciute nell’orfanotrofio Casa di Pony, le due sono inseparabili finché il destino (e una famiglia ricca) non le divide.

La vita di Candy è un ottovolante. Passa dall’essere la “servetta” in casa dei Leagan – dove quei due demoni di Iriza e Neal le rendono la vita un inferno – all’essere adottata dalla potente famiglia Andrew. Ma il cartone animato Candy Candy non ci ha mai risparmiato nulla: ci ha fatto innamorare del “Principe della Collina”, ci ha fatto sognare tra le rose con Anthony e poi… beh, ci ha spezzato il cuore. Non ti dirò come (nel caso tu voglia rivederlo, anche se dubito tu l’abbia dimenticato), ma quel momento ha segnato il primo vero trauma infantile per molti di noi.

E poi Londra, la Royal St. Paul School, e lui: Terence. Il bello e dannato per eccellenza. La storia si sposta, matura, diventa un dramma su guerra, sacrificio e vocazione da infermiera. Insomma, una trama così densa che oggi ci farebbero dieci stagioni di una serie Netflix.

Cast o Personaggi: Chi abbiamo amato (e chi abbiamo odiato)

Non si può parlare di Candy Candy solo come anime (perché sì, tecnicamente è un anime, anche se noi li chiamavamo solo cartoni) senza citare i personaggi che ci hanno accompagnato.

  • Candy: Bionda, riccia, con le lentiggini e un ottimismo a prova di bomba. Ci ha insegnato a sorridere sempre, anche quando il mondo ti crolla addosso. E poi, diciamocelo, aveva un talento unico per arrampicarsi sugli alberi e usare il lazo.

  • Anthony: Il principe azzurro. Dolce, gentile, coltivatore di rose. Il primo amore ideale.

  • Terence (Terry): Qui il pubblico si divide. Se Anthony era la dolcezza, Terence era la passione. Capelli lunghi, sguardo tenebroso, attore di teatro. La scena sulle scale dell’ospedale o quella separazione a New York sotto la neve? Brividi ancora oggi.

  • Klin: Non possiamo dimenticare il procione! Quante volte abbiamo chiesto ai nostri genitori un procione domestico ricevendo un secco “no”?

  • Iriza e Neal: I cattivi perfetti. Li odiavamo con tutto il cuore, vero?

  • Albert: Il vagabondo con la barba che si rivela essere… beh, il perno di tutto. Una figura protettiva che tutti avremmo voluto avere.

cartone animato candy candy

Episodi e messa in onda: Un fenomeno tutto italiano

Forse non lo sai, o forse non ci hai mai fatto caso, ma stiamo parlando di un colosso. La serie conta ben 115 episodi. In Italia arrivò nel 1980 e fu un successo clamoroso. Tra tutti i cartoni animati anni 80 Candy Candy era quello che univa tutti: piaceva alle bambine per la storia d’amore, piaceva ai bambini (anche se non lo ammettevano) per l’avventura e le gag.

È stato trasmesso praticamente ovunque: dalle reti locali a Canale 5, fino a Italia 1. Ogni replica era un evento. Ricordo che bastava dire “C’è il cartone di Candy Candy in tv” per svuotare i cortili. Era un rito collettivo che oggi, con lo streaming on-demand, si è un po’ perso.

Dove rivederlo oggi

Qui, caro amico, arrivano le note dolenti. Se oggi cerchi cartone candy candy  su Google sperando di trovarlo su Netflix o Amazon Prime, rimarrai deluso. La serie è bloccata da anni a causa di una complessa controversia legale tra l’autrice della storia (Kyoko Mizuki) e la disegnatrice (Yumiko Igarashi). Una battaglia sui diritti d’autore che ha congelato la distribuzione in quasi tutto il mondo.

Quindi, come fare? Ufficialmente non esistono cofanetti DVD recenti o piattaforme di streaming che lo trasmettano legalmente. Tuttavia, chi cerca il cartone di Candy Candy spesso finisce per affidarsi al caro vecchio YouTube o Dailymotion, dove alcuni fan caricano vecchie registrazioni (spesso con quella qualità VHS un po’ sgranata che fa tanto nostalgia). Oppure, tocca spulciare nei mercatini dell’usato alla ricerca di vecchie VHS o DVD usciti prima del blocco legale. È diventata una caccia al tesoro, proprio come cercare il Principe della Collina!

Curiosità e segreti mai svelati: le FAQ sul cartone animato Candy Candy

cartone candy candy

Ci sono domande che ci portiamo dietro da quando eravamo bambini, dubbi rimasti sospesi proprio come quel finale agrodolce che ancora ci fa discutere. Ho raccolto qui le curiosità che almeno io cerco più spesso per svelare, una volta per tutte, i retroscena e le verità nascoste di questa storia indimenticabile. Tra amori perduti e dettagli che forse ti erano sfuggiti, ecco le risposte ai grandi “perché” della nostra amata Candy.

  • Qual è il vero finale di Candy Candy?

    Eccoci arrivati alla domanda da un milione di dollari, quella che ha tenuto sveglie generazioni intere di fan. Se anche tu, ripensando a quei pomeriggi davanti alla TV, ti sei chiesto almeno una volta come finisce Candy Candy, sappi che non sei solo. La risposta, però, è meno semplice di quanto si creda, perché cambia a seconda che tu stia guardando il cartone o leggendo le opere cartacee.
    Partiamo dal finale di Candy Candy che abbiamo visto tutti in televisione. Nell’ultimo episodio dell’anime, l’atmosfera alla Casa di Pony è di festa. Dopo mille peripezie, lacrime e viaggi transoceanici, Candy scopre la verità più sconvolgente di tutte: lo zio William, il misterioso benefattore che l’ha adottata e protetta nell’ombra, altri non è che Albert. Ma il colpo di scena non finisce qui. In un momento di estrema dolcezza sulla collina, Albert si rivela essere anche il Principe della Collina, quel ragazzino con la cornamusa e il kilt che aveva rapito il cuore di Candy bambina e le aveva regalato la spilla. Il cerchio si chiude: il suo primo amore ideale e il suo grande amico sono la stessa persona. Il cartone si chiude così, con un sorriso e una corsa verso il futuro, lasciando però in sospeso la questione sentimentale vera e propria.

  • Chi cantava Candy Candy in italiano?

    La prima, quella storica e indimenticabile che faceva “Candy è poesia, Candy Candy è fantasia…”, è dei Rocking Horse. Nello specifico, la voce principale che ci ha fatto sognare è quella di Douglas Meakin, un musicista inglese che ha cantato tantissime sigle di quel periodo (lo stesso di Il Grande Mazinger, per intenderci). Questa è la sigla originale del 1980, quella che abbiamo ascoltato sulle reti locali e che probabilmente stai canticchiando ora.
    Poi, nel 1989, quando il cartone è passato sulle reti Mediaset con il titolo “Dolce Candy”, la sigla è cambiata. A cantarla è arrivata la regina delle sigle, Cristina D’Avena. La sua versione, “Dolce Candy”, è più moderna e ritmata, ma per noi puristi della prima ora, quella dei Rocking Horse con quel sapore un po’ country resta imbattibile.

  • Come è morto Anthony di Candy Candy?

    Preparati i fazzoletti, perché stiamo per toccare un tasto dolente, forse il momento più traumatico della nostra infanzia televisiva. Se c’è un nome che evoca subito dolcezza e malinconia, quello è Anthony.
    Te lo ricordi, vero? Era il principe azzurro per eccellenza: biondo, gentile, coltivava le rose e aveva occhi solo per lei. La storia tra Candy e Anthony sembrava la classica favola destinata al “vissero felici e contenti”. Avevano appena vissuto un momento magico, con lui che le aveva dedicato la rosa “Dolce Candy”, e tutto sembrava perfetto.
    Poi è arrivata quella maledetta caccia alla volpe. In una giornata che doveva essere di festa, mentre cavalcavano insieme, il destino ha deciso di essere crudele. Il cavallo di Anthony mette una zampa in una tagliola (o in una buca nascosta, i dettagli a volte sfumano nei ricordi), l’animale cade e disarciona violentemente il ragazzo. Anthony batte la testa e muore praticamente sul colpo.
    È stato uno shock improvviso. In un attimo, il legame tra loro è stato reciso per sempre, lasciando noi spettatori nel disperato dolore. Credo che tra tutti gli episodi, quello sia stato il punto di non ritorno: il momento in cui abbiamo capito che quel cartone animato non era solo “disegnini”, ma una storia vera, cruda e commovente sulla perdita e sulla forza di rialzarsi.

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Giuseppe Castelli
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