Nintendo NES: La console che ha salvato i videogiochi
Pochi oggetti nella storia della tecnologia hanno avuto un impatto culturale paragonabile a quello del Nintendo NES. Per molti, questa scatola grigia e squadrata non è solo un pezzo di plastica e circuiti, ma il simbolo di un’intera infanzia. Il Nintendo Entertainment System, conosciuto da tutti semplicemente come NES, ha risollevato da solo l’industria dei videogiochi dopo il crack del 1983, diventando l’icona indiscussa degli anni ’80. Se oggi parliamo di gaming, lo dobbiamo in gran parte a questa console Nintendo nes che ha portato nelle nostre case mondi fantastici e personaggi indimenticabili.
Storia
La storia del NES inizia lontano dall’Occidente. In Giappone, la console fu lanciata nel 1983 con il nome di Famicom (Family Computer), sfoggiando un design bianco e rosso molto diverso dalla versione che conosciamo. Quando Nintendo decise di esportarla negli Stati Uniti e in Europa, il design fu rivisto per sembrare più un videoregistratore che un giocattolo, una mossa strategica per vincere la diffidenza dei rivenditori. Per molti videogiocatori occidentali, questa è stata la prima Nintendo (e spesso la prima console Nintendo in assoluto) a entrare in salotto, segnando l’inizio di un dominio durato anni. Non era solo una macchina da gioco, ma il Nintendo 1, il capostipite di una dinastia che continua ancora oggi.
Successo e diffusione
Il successo fu travolgente. Il Nintendo 8 bit non offriva solo una grafica superiore ai suoi predecessori, ma introduceva un modello di controllo qualità rigoroso che garantiva standard elevati per ogni Videogioco NES pubblicato. In un’epoca in cui il mercato era saturo di titoli scadenti, il sigillo di qualità Nintendo divenne una garanzia. La diffusione fu tale che il termine “Nintendo” divenne sinonimo di “videogioco” per un’intera generazione. Anche chi possiede un Nintendo vecchio modello oggi ricorda la sensazione di solidità e la precisione di quel controller rettangolare che ha definito lo standard per i decenni a venire.

Giochi più famosi
Il vero motore del successo furono i giochi NES. Titoli come Super Mario Bros., The Legend of Zelda e Metroid non erano semplici passatempi, ma avventure complesse che richiedevano giorni, se non settimane, per essere completate. La libreria di giochi Nintendo NES è vasta e comprende capolavori che spaziano dai platform ai giochi di ruolo. Chi non ricorda le musiche 8-bit di Tetris o la difficoltà punitiva di Ghosts ‘n Goblins? Ogni cartuccia era un piccolo tesoro, e scambiarsi le “cassette” a scuola era un rito sacro.
Curiosità, modelli e varianti
Nel corso degli anni, sono state prodotte diverse varianti della console. Oltre al modello classico (il famoso “tostapane”), esiste una versione “top loader” (NES-101) più compatta e rara. Una curiosità interessante riguarda gli accessori: dal futuristico Power Glove alla pistola Zapper per Duck Hunt, Nintendo ha sempre cercato di innovare. Con l’arrivo del suo successore, il Super Nintendo Entertainment System (SNES), il NES non è sparito, ma è entrato nella leggenda, diventando un oggetto di culto per il Nintendo vintage. Oggi, il termine NES Nintendo evoca immediatamente nostalgia e rispetto tra gli appassionati.
Dove trovarlo oggi
Se la nostalgia vi assale, recuperare un Nintendo NES oggi è possibile, ma richiede attenzione. Il mercato del collezionismo è fiorente: si possono trovare unità originali su eBay, nei mercatini dell’usato o nei negozi specializzati in retrogaming. Tuttavia, bisogna fare attenzione ai prezzi e alle condizioni. Per chi cerca un’esperienza più moderna senza i problemi delle vecchie cartucce, Nintendo ha rilasciato il NES Classic Mini, una versione in miniatura con giochi preinstallati. Che cerchiate il pezzo da collezione originale o una soluzione plug-and-play, il fascino di questa console resta immutato.
Tutto quello che devi sapere sul NES: Le risposte alle tue curiosità

Perché bisognava soffiare nelle cassette? Qual è il gioco più raro? Il NES nasconde segreti che vanno ben oltre Super Mario Bros. Abbiamo selezionato le domande più interessanti e le curiosità meno note per raccontarvi tutto ciò che (forse) ancora non sapete sulla scatola grigia più famosa del mondo.
- Perché bisognava soffiare nelle cassette del Nintento Nes?
È probabilmente il rito collettivo più famoso della storia dei videogiochi: inserivi la cassetta, lo schermo diventava grigio o lampeggiava, la tiravi fuori, davi un soffio deciso sui contatti e, come per magia, tutto funzionava. Ma la verità, per quanto possa far male ai nostri ricordi d’infanzia, è che quel “soffio magico” in realtà non serviva a nulla, anzi, faceva danni.
Il motivo per cui il gioco ripartiva non era la rimozione della polvere tramite il nostro fiato, ma semplicemente il fatto di aver estratto e reinserito la cartuccia. Il NES utilizzava un connettore interno molto particolare (chiamato a 72 pin) che funzionava un po’ come un tostapane: bisognava spingere la cassetta dentro e poi giù. Questo meccanismo, con il tempo, tendeva ad allentarsi, rendendo difficile il contatto elettrico tra la console e il gioco. Togliendo e rimettendo la cartuccia, davamo ai contatti una “seconda possibilità” di allinearsi correttamente. Il soffio era solo una superstizione: avremmo ottenuto lo stesso risultato togliendo la cartuccia e guardandola intensamente prima di rimetterla dentro!
Il problema vero è che, senza saperlo, stavamo lentamente uccidendo i nostri giochi. Il fiato umano contiene molta umidità e, a livello microscopico, piccole goccioline di saliva. Soffiando sul rame dei contatti non facevamo altro che accelerare il processo di ossidazione e creare ruggine. Ironia della sorte, più soffiavamo, più i contatti si sporcavano nel lungo periodo, costringendoci a soffiare ancora di più la volta successiva.
Nintendo lo sapeva bene, tanto che sul retro di ogni cartuccia c’era scritto esplicitamente di non soffiare sui connettori, ma nessuno leggeva quelle avvertenze: eravamo troppo impegnati a salvare la principessa Peach.
- Qual è il gioco più raro del Nes?
Gemini said
Definire il gioco più raro del NES è un po’ come cercare il Santo Graal: la risposta cambia radicalmente se stiamo parlando di un oggetto che si poteva effettivamente comprare in un negozio o di un pezzo da museo creato solo per pochi eletti.
Se parliamo del raro in assoluto, la leggenda è la versione dorata del “Nintendo World Championships 1990”. Questa cartuccia non è mai arrivata sugli scaffali: fu prodotta esclusivamente come premio per un concorso della rivista Nintendo Power negli Stati Uniti. Ne esistono solo 26 copie in tutto il mondo. La cartuccia contiene tre minigiochi (Super Mario, Rad Racer e Tetris) con un timer speciale per le competizioni. Possederne una oggi significa avere in mano un oggetto che vale quanto un appartamento di lusso; è l’unicorno del collezionismo, luccicante e praticamente introvabile.
Se invece cerchiamo il gioco più raro tra quelli commercializzati regolarmente, la corona spetta a “Stadium Events”. La storia qui è affascinante perché è frutto di un tempismo sfortunato. Il gioco uscì nel 1987 come titolo sportivo da usare con un tappetino fitness. Poco dopo il lancio, però, Nintendo decise di acquisire quella tecnologia per creare il suo Power Pad. Per evitare confusione sul mercato, ordinò il ritiro immediato e la distruzione di tutte le copie di Stadium Events per ripubblicarlo con un altro nome (World Class Track Meet). Si stima che solo circa 200 copie siano sfuggite al macero e siano state vendute. Chi lo comprò all’epoca per pochi dollari, oggi si ritrova in casa un tesoro dal valore di decine di migliaia di euro.
C’è poi una menzione d’onore per titoli come “Little Samson”. A differenza di Stadium Events, che è famoso solo per la sua storia editoriale, Little Samson è raro perché uscì troppo tardi. Arrivò nei negozi quando ormai tutti avevano gli occhi puntati sul nuovo Super Nintendo; vendette pochissimo e ne stamparono poche copie, ma oggi è ricercatissimo perché, oltre a essere raro, è considerato uno dei giochi tecnicamente più belli e divertenti della console.

