Se sei cresciuto tra fine anni ’80 e inizio ’90, è probabile che tu abbia ancora nella mente quel buffo pulcino (almeno io l’ho sempre visto come un pulcino) giallo armato di arco e frecce che saltava da una piattaforma all’altra cercando di salvare i suoi amici. Sì, stiamo parlando proprio di The New Zealand Story, un titolo che ha lasciato il segno nel cuore di chi ha vissuto l’epoca d’oro delle sale giochi e delle prime console casalinghe.
The New Zealand Story è stato sviluppato da Taito e pubblicato per la prima volta nel 1988 nelle sale giochi giapponesi. Il successo fu immediato, tanto che il gioco venne poi portato su numerose piattaforme: Amiga, Commodore 64, ZX Spectrum, NES, Mega Drive, PC Engine, e persino su Game Boy (con versioni modificate). Negli anni è diventato un piccolo cult, ricordato con affetto da chi ha vissuto quell’epoca.
Il titolo uscì in un periodo in cui i platform game stavano vivendo un momento magico. Dopo il successo di Super Mario Bros., molte software house cercavano il proprio eroe da lanciare: Taito ci riuscì con Tiki, un simpatico kiwi protagonista di un gioco tanto tenero quanto impegnativo.
Gameplay The New Zealand Story: tra dolcezza e sfida brutale
Dietro all’aspetto puccioso di Tiki si nasconde un gioco piuttosto difficile, in puro stile arcade anni ’80. L’obiettivo? Salvare gli amici kiwi rapiti da un malvagio leone-leopardo chiamato Wally Walrus (in alcune versioni un foca!) e affrontare livelli sempre più intricati pieni di nemici, trappole, ostacoli mobili e passaggi segreti.
Il gameplay si basa su:
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Movimenti in stile platform, con la possibilità di saltare, arrampicarsi e nuotare;
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Veicoli e mongolfiere utilizzabili per spostarsi più velocemente;
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Armi varie, tra cui frecce, laser e boomerang;
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Livelli labirintici con esplorazione verticale e orizzontale;
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Una grafica coloratissima e vivace, tipica degli arcade Taito.
La colonna sonora è rimasta impressa a molti: allegra, orecchiabile, quasi ipnotica. Un contrasto curioso con la difficoltà a tratti spietata del gioco.

I seguiti: poca fortuna, ma tanti porting
The New Zealand Story non ha avuto dei veri e propri sequel ufficiali degni di nota, anche se nel 2007 è uscita una versione remake per Nintendo DS dal titolo New Zealand Story Revolution. Il gioco proponeva una grafica aggiornata e alcune nuove meccaniche sfruttando il touch screen, ma non riuscì a raggiungere il successo dell’originale.
Curiosità e aneddoti
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Taito è la stessa casa che ha creato capolavori come Bubble Bobble e Arkanoid.
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In alcune versioni, Tiki ha una vita extra nascosta dietro muri invisibili o percorsi segreti.
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Il gioco è ambientato in un’ideale Nuova Zelanda cartoonesca, con riferimenti a monumenti reali come l’Auckland Sky Tower.
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Esiste un porting non ufficiale per MAME, che permette di rivivere l’esperienza arcade sul PC.
Anche se oggi non è famoso quanto altri platform della stessa epoca, New Zealand Story è rimasto nel cuore degli appassionati per il suo stile unico e per l’atmosfera spensierata, ma mai banale. È uno di quei titoli che rappresenta un’epoca in cui il game design era puro ingegno, senza bisogno di cinematiche o grafica 3D per emozionare.
Per molti gamer cresciuti in quegli anni, Tiki è un piccolo simbolo di un tempo in cui bastavano pixel, musichette 8-bit e tanta fantasia per vivere grandi avventure.
Dove giocarlo oggi
Ti è venuta voglia di rigiocare a The New Zealand Story? Hai diverse opzioni:
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Emulatori MAME o RetroArch: ti permettono di giocare alla versione arcade su PC;
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Mini console retrò (come TheC64 o Amiga Mini) con ROM compatibili;
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Versioni su mobile e console moderne, come la Virtual Console del Wii o DS;
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Steam: alcuni remake o raccolte di titoli Taito possono includerlo (verifica sempre la lista giochi).

FAQ
1. Chi è il protagonista di New Zealand Story?
Il protagonista è Tiki, un piccolo uccello kiwi impegnato a salvare i suoi amici rapiti.
2. Quando è uscito New Zealand Story?
Il gioco è stato pubblicato da Taito nel 1988 nelle sale giochi.
3. Su quali piattaforme era disponibile?
È stato rilasciato su Amiga, Commodore 64, NES, Sega Master System, ZX Spectrum, Game Boy e molte altre.
4. Esiste un seguito ufficiale?
Non esiste un vero seguito, ma nel 2007 è uscita una versione remake per Nintendo DS.
5. Dove posso giocarlo oggi?
Puoi giocarlo tramite emulatori, ROM, oppure su console retrò e alcuni store digitali.

