Ci sono pomeriggi silenziosi in cui la mente inizia dolcemente a vagare all’indietro nel tempo, riportandoci a quelle merende fatte di pane e marmellata davanti alla TV. Vi ricordate quando i cartoni animati sapevano farci piangere calde lacrime di commozione?
Se in quegli anni abbiamo sofferto per gli intricati amori della bella Georgie, abbiamo viaggiato in mondi minuscoli con I fantastici viaggi di Fiorellino e cantato a squarciagola seguendo i concerti di Kiss me Licia; se abbiamo imparato l’ottimismo dall’immaginazione di Anna dai capelli rossi e Pollyanna, o amato la natura incontaminata insieme ad Heidi, c’è stata una bambina che ci ha insegnato cos’è la vera nobiltà d’animo, quella che non si compra col denaro.
Parliamo di Lovely Sara (il cui titolo originale giapponese è Shōkōjo Sēra, ovvero “La piccola principessa Sara”).
Prodotta nel 1985 dalla celebre Nippon Animation, questa serie fa parte del glorioso progetto World Masterpiece Theater, un franchise nipponico dedicato alla trasposizione animata dei grandi classici della letteratura per ragazzi. Tratto dal celebre romanzo “La piccola principessa” di Frances Hodgson Burnett, questo anime ha segnato un’intera generazione con la sua narrazione drammatica, profonda e incredibilmente toccante, insegnandoci che la gentilezza è un’arma potentissima contro le avversità.
Trama
La storia è ambientata nella Londra di fine Ottocento. Sara Morris (Crewe nella versione originale) è una bambina di dieci anni, dolce, intelligente e immensamente ricca. Suo padre, un facoltoso uomo d’affari inglese che vive in India, la iscrive al prestigioso e rigidissimo collegio femminile diretto da Miss Minchin, per garantirle la migliore istruzione possibile. Trattata come una vera principessa, Sara è ammirata da tutti per i suoi modi gentili, ma attira le invidie di alcune compagne.
La tragedia, però, è dietro l’angolo. Nel giorno del suo undicesimo compleanno, arriva la terribile notizia: il padre di Sara è morto improvvisamente in India, perdendo l’intero patrimonio a causa di un investimento disastroso in una miniera di diamanti. Rimasta orfana e senza un centesimo, Sara viene declassata da Miss Minchin a sguattera del collegio. Costretta a vivere in una squallida soffitta, a patire il freddo, la fame e le umiliazioni costanti, Sara non perde mai la sua dignità. Sopravvive alle angherie rifugiandosi nel suo mondo di fantasia, aiutando chi sta peggio di lei e comportandosi sempre, nel cuore, come una vera principessa, fino all’arrivo di un misterioso vicino di casa che cambierà per sempre il suo destino.
Cast o Personaggi
I personaggi di questo cartone sono caratterizzati in modo magistrale, dividendo chiaramente i buoni dai cattivi:
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Sara Morris (Crewe): La dolcissima e resiliente protagonista. Anche nelle condizioni più disperate, non cede mai alla cattiveria e all’odio.
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Miss Minchin: L’antagonista principale. Direttrice del collegio, è una donna avida, crudele e calcolatrice.
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Lavinia: La rivale snob e viziata di Sara, che gode nel vederla caduta in disgrazia.
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Becky (Becky): La giovane sguattera del collegio. Inizialmente aiutata da Sara quando era ricca, diventerà la sua compagna di sventure e la sua amica più fidata nella soffitta.
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Ermengarda e Lottie: Le amiche sincere di Sara, che le rimangono fedeli anche quando diventa povera, andandola a trovare di nascosto.
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Peter: Un simpatico ragazzo che lavora come vetturino e fa commissioni al mercato, sempre pronto a proteggere e aiutare Sara (un personaggio inventato appositamente per l’anime).
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Mr. Carmichael e Mr. Chrisford: Il primo è l’avvocato, il secondo è il misterioso vicino di casa di origini indiane, socio del defunto padre di Sara, che la cerca disperatamente per restituirle l’immensa fortuna.

Episodi e messa in onda
La serie è composta da 46 emozionanti episodi, diretti sapientemente da Ryūzō Nakanishi.
In Italia, il cartone debuttò nel 1986 su Italia 1, diventando subito un appuntamento fisso per milioni di bambini. La celebre sigla italiana “Lovely Sara”, cantata dall’intramontabile Cristina D’Avena, aveva un tono malinconico ma speranzoso che ancora oggi ci fa venire i brividi a riascoltarla.
Dove rivederlo oggi
Se vuoi rivivere le emozioni e farti un bel pianto liberatorio, ci sono ottime notizie!
Yamato Video ha curato un’edizione home video eccellente, raccogliendo l’intera serie in preziosi cofanetti DVD perfetti da esporre in libreria. Attualmente, puoi trovare gli episodi disponibili in streaming legale sulla piattaforma Amazon Prime Video, tramite il canale Anime Generation. Su YouTube, inoltre, è facilissimo trovare spezzoni indimenticabili caricati dagli appassionati.
Sequel, film, libri o anime
Come molti adattamenti letterari, Lovely Sara non ha avuto sequel animati diretti, ma il suo impatto culturale è vastissimo:
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Il Libro Originale: Il romanzo di Frances Hodgson Burnett, La piccola principessa (A Little Princess), pubblicato nel 1905, è un classico della letteratura mondiale da leggere assolutamente.
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I Live Action al Cinema: La storia è stata adattata in numerosi film. I più famosi sono quello del 1939 con l’ex bambina prodigio Shirley Temple, e lo stupendo film del 1995 diretto da Alfonso Cuarón (La piccola principessa), che pur prendendosi alcune libertà rispetto al romanzo (il finale è diverso), regala atmosfere magiche.
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Drama Giapponese: Nel 2009 è stato realizzato anche un dorama (serie tv live-action) in Giappone, intitolato Shōkōjo Seira, che riadatta la storia in tempi moderni.

Giochi
Pur essendo un anime dai toni drammatici, il merchandising di Sara non è mancato:
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Album di Figurine: Come per ogni grande successo degli anni ’80, la Panini pubblicò un fantastico album di figurine dedicato alla serie, che andò letteralmente a ruba nelle edicole!
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Bambole e accessori: Furono prodotte e importate delle bamboline (tipo Barbie) che raffiguravano Sara sia nei suoi eleganti abiti rosa dei primi episodi, sia nella povera veste scura da sguattera. Oggi queste bambole vintage sono rarità assolute cercate dai collezionisti.
Faq
Prima di asciugarci le lacrime e chiudere la porta della soffitta, rispondiamo a qualche classica curiosità.
- Sara perdona davvero Miss Minchin alla fine?
Assolutamente sì. Questo è uno degli insegnamenti più grandi del cartone. Una volta tornata milionaria, Sara non cerca vendetta contro la direttrice che l’aveva maltrattata. Al contrario, dona una grossa somma di denaro al collegio (dimostrando di essere una vera “principessa” d’animo) e se ne va, portando con sé l’amica Becky per assumerla come sua assistente personale. - Come si chiamava la scimmietta del vicino indiano?
Il dispettoso e simpatico animaletto, che spesso entrava nella soffitta di Sara passando dal tetto (creando un collegamento vitale con il signor Chrisford), si chiamava Sulì. - Ci sono differenze tra il romanzo e l’anime giapponese?
Sì, i giapponesi hanno aggiunto parecchio materiale per allungare la serie a 46 episodi. Personaggi come il vetturino Peter e il cagnolino Jump non esistono nel libro. Inoltre, nel romanzo la permanenza di Sara in soffitta è molto più breve e le angherie subite da Miss Minchin e Lavinia sono state un po’ esagerate nell’anime per accentuare il dramma.

