Mimì e la nazionale di pallavolo: Lacrime, sudore e schiacciate che hanno fatto la storia
Dimentica per un momento le corse infinite sui campi collinari di Holly e Benji o le buche interminabili sul green di Tutti in campo con Lotti. Molto prima che la pallavolo televisiva ci facesse sognare con i salti acrobatici di Mila e Shiro, c’era una ragazza con la coda di cavallo che ci ha insegnato il vero, crudo significato della parola “sacrificio”.
Lei è Mimì l’indiscussa protagonista del cartone animato Mimì e la nazionale di pallavolo (il cui storico titolo originale giapponese è Attack No. 1). Niente superpoteri spaziali o magia: qui c’erano solo allenamenti massacranti e una forza di volontà d’acciaio.
Trama: Dalla malattia al tetto del mondo
La storia di questo anime ha segnato i canoni del genere sportivo drammatico. La protagonista è Mimì Ayuhara (Kozue Ayuhara nella versione originale), una ragazzina di costituzione gracile che si trasferisce in una cittadina di provincia per curarsi dalla tubercolosi. Dopo essersi ripresa, scopre una passione viscerale per la pallavolo ed entra nella squadra del liceo Fujimi.
Ma dimentica gli allenamenti leggeri e le risatine negli spogliatoi: il percorso di Mimì è una vera e propria via crucis sportiva! Sotto la guida severissima del coach Inokuma, Mimì e le sue compagne vengono sottoposte a sessioni di allenamento al limite del disumano. Parliamo di catene ai polsi per rinforzare i muscoli, ricezioni fatte con palloni pesantissimi o addirittura allenamenti al buio totale per acuire i riflessi. Attraverso infortuni, rivalità feroci e tragedie personali devastanti, Mimì scalerà le gerarchie fino a indossare la maglia della nazionale giapponese, puntando alla vetta del campionato mondiale.
Cast o Personaggi: Rivali e amori sul parquet
Il successo di Mimì e la nazionale di pallavolo si deve a personaggi dal carisma straordinario, le cui dinamiche ci tenevano incollati allo schermo:
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Mimì Ayuhara: L’eroina incrollabile. Nonostante le disgrazie e gli ostacoli, la sua ossessione per la perfezione sportiva la spinge sempre oltre i propri limiti.
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Midori Hayakawa: Inizialmente la grande rivale, viziata e presuntuosa, diventerà ben presto la migliore amica di Mimì e la sua insostituibile compagna di squadra.
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Mister Inokuma: L’allenatore burbero, severo fino all’eccesso, che incarna la filosofia del sacrificio totale per raggiungere la vittoria.
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Sutomu (Tsutomu): Il grande amore di Mimì. Un ragazzo dolce e comprensivo che fa il tifo per lei fin dall’inizio, ma il cui destino segnerà per sempre l’animo della protagonista.

Episodi e messa in onda: Un successo lungo decenni
Tratto dall’omonimo manga di Chikako Urano (considerato uno dei capostipiti degli shōjo sportivi), l’anime fu prodotto dalla Tokyo Movie Shinsha e andò in onda in Giappone dal 1969 al 1971, contando la bellezza di 104 episodi!
In Italia sbarcò “solo” nel 1981 sulle reti locali e poi su quelle Fininvest. La colonna sonora italiana ha due anime ben distinte: la prima storica e amatissima sigla, La fantastica Mimì, fu cantata dalla bravissima Georgia Lepore. Negli anni ’90, in occasione di un ridoppiaggio e di nuove trasmissioni, l’onore passò a Cristina D’Avena con il brano intitolato proprio Mimì e la nazionale di pallavolo.
Dove rivederlo oggi
Se la nostalgia ti ha fatto venire voglia di un bel “bagher” e stai cercando di recuperare gli episodi storici, devi sapere che la serie è amatissima dai collezionisti.
Spesso l’anime fa la sua comparsa su canali satellitari tematici o su piattaforme come Amazon Prime Video (attraverso il canale Anime Generation di Yamato Video). Per i puristi che vogliono gustarsi la serie senza censure e con la massima qualità, Yamato Video ha pubblicato negli anni dei fantastici cofanetti DVD, ideali per una maratona all’insegna delle schiacciate e delle lacrime.

Sequel e film
L’universo di Attack No. 1 non si limita alla serie classica. Nel 1975 l’autrice del manga realizzò un seguito cartaceo intitolato Shin Attack No. 1. Per quanto riguarda lo schermo, tra il 1970 e il 1971 in Giappone furono distribuiti al cinema ben quattro film d’animazione riassuntivi della serie. Ma la vera chicca per gli appassionati è arrivata molti anni dopo: nel 2005 è stato realizzato un dorama (un telefilm giapponese live-action con attori in carne e ossa) di grandissimo successo in 11 puntate, con la famosa idol Aya Ueto nei panni di Mimì!
Faq – I segreti di Mimì Ayuhara
- Mila Hazuki e Mimì Ayuhara sono davvero cugine?
Assolutamente no! Questo è forse il più grande “falso storico” della TV italiana. Nell’edizione italiana di Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo, i doppiatori fecero dire a Mila di essere la cugina di Mimì Ayuhara per sfruttare il successo della vecchia serie. In realtà, i due anime sono stati creati da autori diversi e in Giappone non esiste alcun legame di parentela tra le due! - Che fine fa Sutomu?
È uno dei traumi infantili di noi spettatori degli anni ’80. Sutomu, il fidanzato di Mimì, muore tragicamente in un incidente stradale proprio mentre si sta recando al palazzetto per tifare per lei durante un’importantissima finale. - Come finisce il cartone animato?
Il finale è epico ma dal sapore agrodolce. Mimì guida il Giappone alla vittoria del campionato mondiale, diventando la giocatrice “Numero 1” al mondo. Tuttavia, mentre le sue compagne festeggiano, Mimì si rende conto dell’enorme prezzo pagato: per raggiungere quel traguardo ha sacrificato l’amore, le amicizie spensierate e la sua stessa giovinezza.

