L’antidoto alla noia dal 1989: Perché “La Notte Vola” accende ancora ogni festa
Era il 1989, e nelle nostre case l’appuntamento del sabato sera non era solo un programma televisivo, era un rito collettivo. Ricordo bene le corse per finire i compiti o la cena, solo per non perdere la sigla di apertura. Non c’era YouTube, non c’era lo streaming: se volevi rivedere quel balletto, dovevi sperare di aver inserito correttamente la VHS nel videoregistratore e aver premuto “Rec” al momento giusto.
Proprio da quei ricordi fatti di luci colorate e rullanti elettronici emerge un brano che ha cambiato il modo di intendere la sigla televisiva in Italia. Sto parlando, ovviamente, di quel fenomeno di costume che risponde al titolo de La notte vola.
Lorella Cuccarini e la notte vola: un incontro scritto nelle stelle
In quel periodo, la televisione stava vivendo una trasformazione incredibile e Lorella Cuccarini ne era l’astro nascente, la “più amata dagli italiani”. Ma è con il programma Odiens che accade la magia. Quando partiva la canzone La notte vola, l’atmosfera cambiava. Non era solo musica; era un segnale che ci diceva che la serata stava per diventare frizzante, ironica e piena di energia.
Mi capita spesso di ripensarci: Lorella Cuccarini ne La notte vola non era solo una ballerina eccezionale, era l’immagine di un’Italia solare che aveva voglia di divertirsi. Quel movimento delle mani a “farfalla”, che tutti noi abbiamo provato a rifare davanti allo specchio (ammettetelo, non mentite!), divenne istantaneamente un marchio di fabbrica. Ancora oggi, se in una festa o in un matrimonio parte il ritornello, vedi generazioni diverse unirsi nello stesso gesto. Perché, in fondo, la Cuccarini ne La notte vola ha saputo unire l’eleganza della danza classica alla grinta del pop moderno.
Testo “La notte vola”
Cosa fai fra sogni e TVPomeriggi che non passano piùSale già leggera un’ideaDi una moto e via, notte sei miaMordila la tua fantasiaNon dormire aspettando domaniCrescerà forte più di teQuesta voglia di vita fra le tue maniE volaCon quanto fiato in golaIl buio ti innamoraQualcuno ti consolaLa notte volaAll’ombra di un respiroIo ti sarò vicinoTi prego resta sempre bambinoE volaCon quanto fiato in golaIl buio ti innamoraQualcuno ti consolaLa notte volaAll’ombra di un respiroIo ti sarò vicinoTi prego resta sempre bambinoDimmi cosa vuoi da questa cittàChe ti prende amore e niente ti dàChe ora è, che importa se saiChe sui passi tuoi non ritorneraiMordila la tua fantasiaNon dormire aspettando che sia domaniE volaCon quanto fiato in golaIl buio ti innamoraQualcuno ti consolaLa notte volaAll’ombra di un respiroIo ti sarò vicinoTi prego resta ancora bambinoMordila la tua fantasiaNon dormire aspettando domaniCrescerà forte più di teQuesta voglia di vita fra le tue maniE volaCon quanto fiato in golaIl buio ti innamoraQualcuno ti consolaLa notte volaAll’ombra di un respiroIo ti sarò vicinoTi prego resta ancora bambinoVola
Il ritmo che non ci abbandona mai
Ma cosa rendeva così speciale quel pezzo? Sicuramente l’arrangiamento. Se ascoltate bene la versione originale, quel sintetizzatore così marcato è il simbolo puro della fine degli anni ’80. È un brano che ti spinge a muoverti, che ti fa sentire leggero. Vola la notte vola, cantavamo a squarciagola, e in quel momento sembrava davvero che ogni preoccupazione potesse svanire tra un passo a due e un sorriso della “Lorella nazionale”.
La forza de la notte vola di Lorella Cuccarini stava nella sua semplicità apparente, che nascondeva in realtà una produzione professionale di altissimo livello. Era la perfetta colonna sonora di quegli anni di ottimismo, prima che il decennio successivo portasse nuove sonorità e nuove malinconie. Ogni volta che sento la notte vola cuccarini alla radio o su un vecchio vinile, sento quel brivido di quando la TV era davvero il focolare domestico attorno a cui sognavamo tutti insieme.

Curiosità che forse non tutti sanno (anche se c’eravamo!)
Spesso, parlando con gli amici del blog, ci rendiamo conto che alcuni dettagli ci sono sfuggiti tra un ballo e l’altro. Ad esempio, qualcuno mi ha chiesto recentemente: “Ma chi ha scritto La notte vola?”. Beh, la firma dietro questo successo è di quelle importanti: la musica è stata composta dal grande Silvio Testi (che è anche il compagno di vita di Lorella), mentre il testo porta la firma di Marco Salvati e Peppi Nocera. Un team formidabile che ha saputo creare un meccanismo perfetto.
Un’altra domanda che salta fuori spesso durante i nostri pomeriggi amarcord è: “Quando è uscita la canzone La notte vola di Lorella Cuccarini?”. Era, come dicevo, l’inizio del 1989. Il brano fece il suo debutto come sigla del programma Odiens, la risposta satirica di Antonio Ricci ai grandi varietà dell’epoca. Da quel momento, il successo fu travolgente, portando il singolo ai vertici delle classifiche di vendita e rendendo la notte vola un pezzo di storia della musica pop italiana.
Oggi, quando rivedo quei filmati, non vedo solo una coreografia. Vedo un pezzo della mia giovinezza, vedo la cura che mettevamo nei dettagli e quella voglia di “volare” che, forse, dovremmo recuperare un po’ tutti.
E voi? Vi ricordate dove eravate la prima volta che avete visto quel balletto? Riuscite ancora a fare il movimento con le mani senza sbagliare? Raccontatemi i vostri ricordi nei commenti, mi farebbe davvero piacere leggerli!

