Natale 1998: il delirio collettivo per trovare un “maledetto” Furby
In un’epoca dominata dalle sfide a Tetris sul Game Boy, dalle bolle di gomma profumata delle Crystal Ball e dai pomeriggi passati a giocattoli come i mitici Soldatini, chi è cresciuto tra gli anni ’90 e i primi 2000 ricorda bene quel buffo pupazzo con le orecchie da pipistrello e gli occhioni che si muovevano a tempo. Bastava accenderlo e iniziava a parlare in una lingua tutta sua, a muoversi e a reagire alle carezze. Il Furby è stato uno dei giocattoli più innovativi e iconici del suo tempo, una piccola creatura elettronica che sembrava viva e che, per molti bambini, diventò un vero amico di infanzia.
Il giocattolo in breve
Il Furby nacque nel 1998 grazie a Dave Hampton e Caleb Chung, due inventori che volevano creare un giocattolo in grado di “imparare” e comunicare come un animale domestico. Prodotto da Tiger Electronics, e successivamente distribuito da Hasbro, il Furby fu uno dei primi esempi di giocattolo interattivo intelligente. Parlava inizialmente in “Furbish”, una lingua inventata, ma man mano imparava parole in inglese (e nelle altre lingue di commercializzazione) a seconda delle interazioni del bambino.
Successo e diffusione
Il debutto del Furby durante le festività del 1998 fu un vero e proprio fenomeno commerciale. I negozi furono presi d’assalto e le scorte esaurite in pochi giorni. Nei primi dodici mesi furono venduti oltre 40 milioni di Furby in tutto il mondo. Era l’epoca in cui i giocattoli vintage tecnologici iniziavano a evolversi: dopo i Tamagotchi, il Furby rappresentava un passo avanti, più realistico e interattivo.
Il successo fu amplificato da una campagna pubblicitaria martellante e dal passaparola tra bambini e genitori, incuriositi da quel peluche che sembrava avere una propria personalità.
Curiosità e varianti
Nel corso degli anni uscirono moltissime varianti di Furby, dai modelli originali del 1998 a quelli con nuove funzionalità lanciate nel 2005, 2012 e 2016.
Furby Babies: più piccoli e con una voce più acuta, introdotti nel 1999.
Furby 2012: dotato di occhi digitali a LED e connesso a un’app per smartphone.
Furby Connect (2016): l’ultima grande evoluzione, con connettività Bluetooth e aggiornamenti tramite app.
Alcune edizioni limitate, come il Furby Party Rocker o il Furby Crystal, sono oggi molto ricercate nel mercato del collezionismo.
Tra le curiosità più note, molti genitori dell’epoca raccontano che il Furby sembrava “ascoltare” le conversazioni e “parlare da solo” anche di notte, alimentando leggende urbane e una certa aura di mistero attorno al giocattolo.
Il Furby è diventato un vero simbolo della cultura pop di fine anni ’90. È apparso in film, serie TV e persino in parodie online, diventando un’icona nostalgica accanto a giocattoli anni 80 e 90 come i Micro Machines o il Game Boy.
La sua fama lo ha reso protagonista di collezioni dedicate e persino di reinterpretazioni artistiche contemporanee. Ancora oggi, chi trova un vecchio Furby funzionante spesso lo conserva come ricordo di un’infanzia in cui la tecnologia sembrava magia.
Dove trovarlo oggi
I Furby originali del 1998 si trovano oggi su piattaforme come eBay, Vinted e nei mercatini dedicati ai giocattoli vintage. I prezzi variano molto in base alle condizioni: un modello usato può costare 30-50 euro, mentre un Furby nuovo sigillato nella scatola originale può superare i 200 euro.
Le edizioni più recenti, come il Furby Connect, si trovano facilmente anche online, ma per chi ama il fascino retrò, nulla batte la versione originale con le sue orecchie pelose e i suoi occhi meccanici.
FAQ
- Quando è stato inventato il Furby?
Nel 1998, da Dave Hampton e Caleb Chung, e prodotto da Tiger Electronics. - Il Furby è ancora in produzione?
Sì, Hasbro ha rilanciato più volte il giocattolo con nuove tecnologie, l’ultima versione è il Furby 2023. - Quanto vale un Furby originale?
Dipende dalle condizioni: un Furby del 1998 in scatola sigillata può valere oltre 200 euro. - Il Furby parla davvero?
Sì, utilizza un linguaggio chiamato “Furbish” e impara parole umane con l’interazione. - Perché alcuni Furby “parlano da soli”?
Perché i sensori di movimento o suono possono attivarsi anche accidentalmente.

