ALF è una di quelle magiche paroline di tre lettere capaci di spalancare all’istante le porte dorate della nostra infanzia. In quegli anni meravigliosi ci affezionavamo a chiunque entrasse nel nostro salotto: ridevamo con le marachelle de Il mio amico Ricky e de Il mio amico Arnold, restavamo a bocca aperta di fronte ai prodigi della robottina di Super Vicky, sfrecciavamo sulle autostrade californiane insieme agli agenti di Chips e viaggiavamo con la fantasia grazie alle avventure de Il mio amico Ultraman.
Ma quando il tetto del garage di una tipica villetta americana è stato sfondato da una buffa navicella spaziale, i nostri pomeriggi sono cambiati per sempre. Il titolo originale dell’opera era semplicemente un acronimo per “Alien Life Form” (Forma di Vita Aliena), ma per tutti noi quell’ammasso di pelo rossiccio, sfacciato e perennemente affamato, è diventato in un batter d’occhio il compagno perfetto per sognare e ridere a crepapelle sul tappeto di casa.
Trama
La vita della tranquilla famiglia Tanner, residente in un sobborgo di Los Angeles, viene letteralmente sconvolta quando una piccola navicella spaziale precipita nel loro garage. A bordo c’è Gordon Shumway, uno sfrontato e peloso alieno originario del pianeta Melmac, ormai distrutto a causa di un’esplosione catastrofica (provocata dall’accensione simultanea di troppi asciugacapelli!). Il capofamiglia Willie Tanner lo ribattezza ALF e decide, con non poche esitazioni da parte della moglie Kate, di nasconderlo in casa per proteggerlo dall’Alien Task Force dell’esercito americano e dai ficcanaso vicini di casa, gli Ochmonek. Da quel momento inizia una convivenza a dir poco caotica: ALF è sarcastico, disordinato, consuma quantità industriali di cibo e ha una pericolosa, costante attrazione culinaria per Lucky, il povero gatto di famiglia. Eppure, sotto quella scorza cinica e battutista, si nasconde un cuore d’oro alla ricerca di una nuova casa.
Il confronto: ALF vs. Mork & Mindy
Quando si parla di alieni sbarcati sulla Terra per finire nel bel mezzo di una sitcom, il pensiero vola subito a Mork & Mindy. Sebbene lo spunto di partenza (l’extraterrestre che deve imparare a convivere con gli usi e costumi degli umani) sia condiviso, il tono delle due serie è molto diverso. Lo show con Robin Williams poggiava tutto sulla fisicità incontenibile e sull’improvvisazione folle dell’attore, esplorando dinamiche spesso più romantiche e adulte tra i due protagonisti. ALF, invece, sceglie la via della pura sitcom familiare americana smontandola dall’interno: usa un burattino per offrire un umorismo molto più cinico, dissacrante e a tratti irriverente (l’idea di un protagonista che vuole mangiarsi il gatto di casa era decisamente sovversiva!), concentrandosi sul caos domestico che questa surreale creatura porta nella monotonia della vita suburbana.
Cast e Personaggi
A rendere immortale la serie è stata la straordinaria alchimia tra gli attori in carne ed ossa e un pupazzo mosso magistralmente.
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Paul Fusco: Il creatore dello show, principale burattinaio e voce originale di ALF (magistralmente doppiato in italiano dal grandissimo Gigi Angelillo, che gli donò quella inconfondibile risata roca).
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Max Wright (Willie Tanner): Il nevrotico, ansioso e bonario capofamiglia, che passa la maggior parte del tempo a riparare i danni causati dal suo ospite alieno.
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Anne Schedeen (Kate Tanner): La matriarca razionale e concreta, inizialmente diffidente ma col tempo profondamente affezionata al peloso coinquilino.
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Andrea Elson (Lynn) e Benji Gregory (Brian): I figli della coppia. La prima, un’adolescente alle prese con i drammi del liceo, il secondo, il più stretto complice di giochi dell’alieno.
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Michu Meszaros: L’attore nano (scomparso nel 2016) che indossava il costume intero di ALF nelle (poche) scene in cui l’alieno veniva inquadrato a figura intera mentre camminava.

Uscita nelle sale / Stagioni e messa in onda
Creata da Paul Fusco e Tom Patchett, la sitcom ha debuttato negli Stati Uniti sul network NBC il 22 settembre 1986. Il successo fu travolgente e globale, portando la serie a durare per 4 gloriose stagioni, concludendosi nel marzo del 1990 dopo 99 memorabili episodi. In Italia l’alieno di Melmac è atterrato originariamente su Rai 2 (verso la fine degli anni ’80) all’interno delle fasce pomeridiane dedicate ai ragazzi, per poi godere di innumerevoli repliche sulle reti syndication e locali, tenendoci compagnia per oltre un decennio.
Dove rivederlo oggi (streaming, TV o home video)
ALF ha un fascino che non muore mai, eppure scovarlo in streaming in Italia è spesso una vera e propria caccia al tesoro televisivo. Ciclicamente fa la sua comparsa su canali gratuiti del digitale terrestre votati alla nostalgia, come Warner TV. I più fortunati possono trovare spezzoni indimenticabili su YouTube, mentre gli appassionati irriducibili del formato fisico custodiscono gelosamente i bellissimi cofanetti DVD pubblicati nel corso degli anni, veri gioielli da esporre fieri sulla mensola del salotto.
Sequel, spin-off, remake o libri ispirati
La fine della serie originale fu un trauma per molti fan: l’ultimo episodio si interruppe con un cliffhanger in cui ALF veniva catturato dalle autorità (la NBC cancellò brutalmente lo show prima della quinta stagione). Per sanare questa ferita, nel 1996 venne realizzato il film per la TV Il mio amico ALF (Project: ALF), dove finalmente scopriamo il destino del nostro alieno (anche se, purtroppo, senza la presenza della famiglia Tanner). Il clamore del personaggio generò anche ben due serie animate negli anni ’80: ALF (che raccontava la vita su Melmac prima dell’esplosione) e ALF Tales (dove i personaggi reinterpretavano le fiabe classiche). Nel 2004 fu persino lanciato l’effimero ALF’s Hit Talk Show, dove il nostro eroe intervistava vere celebrità!
Videogiochi, merchandise o giocattoli a tema
Se sei cresciuto a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, era impossibile non avere almeno un pupazzo di ALF in camera da letto! Il merchandise fu un’onda inarrestabile: zaini, lunchbox, le leggendarie figurine della Topps, persino una serie a fumetti targata Marvel. Ma i più fortunati ricordano certamente i videogiochi a lui dedicati, in particolare il platform uscito per il Sega Master System nel 1989. Non era esattamente un capolavoro di giocabilità, anzi era frustrante e difficilissimo, ma bastava vedere quegli sprite a 8-bit e sentire la musichina storpiata dal chip audio per innamorarsene.

FAQ
- Che fine ha fatto il pianeta Melmac?
Nella mitologia della serie, Melmac è andato distrutto in una gigantesca esplosione nucleare. La causa scatenante? Tutti gli abitanti del pianeta hanno acceso l’asciugacapelli esattamente nello stesso momento. Un’assurdità in pieno stile Gordon Shumway! - Quanti anni ha ALF?
Secondo la carta d’identità spaziale presentata nella serie, Gordon Shumway è nato il 28 ottobre del 1756. Considerando la longevità della sua razza, durante le vicende narrate con la famiglia Tanner è nel pieno dei suoi ruggenti duecentotrent’anni. - Perché ALF non si vedeva quasi mai per intero?
Per questioni puramente tecniche e di budget. Nella stragrande maggioranza delle scene, ALF è un sofisticato burattino manovrato da Paul Fusco, che stava accucciato in trincee appositamente scavate sotto il pavimento del set. Usare l’attore con il costume intero (Michu Meszaros) era estremamente caldo e scomodo, quindi lo si limitava solo alle rapide inquadrature di camminata.

