Ci ricordiamo tutti quei pomeriggi passati a sbavare davanti alle vetrine dei negozi di giocattoli, sperando di ricevere in regalo quei pesantissimi robot di metallo da esporre fieri in camera. Fin dai primi anni ’80, la TV ci aveva abituato a eroi pronti al martirio costante. Soffrivamo in compagnia dei piloti di Mazinga Z e Il grande Mazinga, temevamo per i lanci millimetrici dei componenti di Jeeg Robot D’Acciaio e ci sentivamo avvolti da una perenne malinconia seguendo la fuga interstellare di Ufo robot Goldrake. Difendere l’umanità, insomma, sembrava una missione disperata, cupa e priva di gioia.
Poi, improvvisamente, il ritmo è cambiato. Niente più lacrime amare o claustrofobiche basi segrete sotterranee: il nuovo baluardo della giustizia sorseggiava drink a bordo piscina, sfrecciava su una scattante auto sportiva e comandava un colosso d’acciaio di 120 metri capace letteralmente di fare le smorfie! Parliamo de L’imbattibile Daitarn 3 (il cui titolo originale giapponese è Muteki kōjin Daitān 3).
Prodotto nel 1978 dalla leggendaria Sunrise e diretto dal maestro Yoshiyuki Tomino (sotto lo pseudonimo collettivo di Hajime Yatate), Daitarn 3 è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno nel panorama dei “Super Robot”. Tomino, che di lì a poco avrebbe rivoluzionato per sempre la fantascienza con Mobile Suit Gundam, decise di creare una serie che fosse una brillante e colorata parodia dei classici anime robotici, strizzando l’occhio ai film di James Bond e alle commedie d’azione. Il risultato fu un capolavoro di umorismo, tamarraggine e puro intrattenimento.
Trama
La storia inizia su Marte. Il brillante professor Sozo Haran ha creato i Meganoidi, una razza di cyborg perfetti progettati per esplorare lo spazio. Purtroppo, come spesso accade con l’intelligenza artificiale, i Meganoidi si ribellano ai loro creatori. Guidati dall’enorme e misterioso Don Zauker e dalla sua sacerdotessa Koros, prendono il controllo di Marte e decidono di trasformare tutti gli esseri umani del sistema solare in cyborg al loro servizio.
L’unico a opporsi è il figlio del professore, Haran Banjo. Dopo aver assistito alla morte della sua famiglia (e all’uccisione della madre e del fratello), Banjo riesce a scappare sulla Terra portando con sé un’immensa quantità di oro marziano e il prototipo finale della tecnologia meganoide: il colossale Daitarn 3 (un robot alto ben 120 metri!). Dalla sua sfarzosa villa sul mare, circondato da collaboratori fidati e bellissime assistenti, Banjo ingaggia una guerra personale e spietata contro i comandanti Meganoidi, trasformandosi da eroe riluttante nell’incubo dei suoi ex-concittadini di Marte.
Cast o Personaggi
I personaggi di questa serie sono un concentrato di carisma e ironia che non ha eguali:
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Haran Banjo: Il protagonista assoluto. Una fusione tra Bruce Wayne e James Bond. Affascinante, miliardario, maestro di arti marziali, odia i Meganoidi con tutto se stesso. Dietro la sua apparente leggerezza si nasconde un animo ferito e vendicativo.
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Beauty Tachibana: La bionda assistente di Banjo. Formosa, svampita ma coraggiosissima. Figlia di un magnate, spesso finisce nei guai ma sa farsi valere.
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Reika Sanjo: L’altra bellissima spalla di Banjo. Ex agente dell’Interpol, intelligente, calcolatrice e molto abile nel combattimento. Tra lei e Beauty c’è una continua (ma bonaria) rivalità.
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Garrison Tokida: Il maggiordomo definitivo. Elegante, impassibile, un ex tiratore scelto che prepara il tè perfetto mentre fa esplodere i caccia nemici a colpi di fucile.
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Toppy: Il classico ragazzino vivace. Un orfanello che viene “adottato” dalla squadra di Banjo e che spesso si intrufola nelle missioni.
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Don Zauker e Koros: I villain della serie. Lui è un cyborg mostruoso e semicosciente, lei è la sua devota e bellissima portavoce cibernetica.

Differenza tra Mazinga Z, Il grande Mazinga, Jeeg roboto d’acciaio e Ufo Robot Goldrake
Se mettiamo a confronto Daitarn 3 con pilastri come Mazinga Z, Il grande Mazinga, Jeeg Robot D’Acciaio e Ufo Robot Goldrake, la differenza è abissale e sta tutta nel tono della narrazione.
Nei classici di Gō Nagai (Mazinga, Jeeg, Goldrake), l’atmosfera è cupa, quasi oppressiva. I protagonisti (Koji, Tetsuya, Hiroshi, Actarus) sono spesso ragazzi tormentati dal peso della responsabilità, che soffrono, versano sangue e vivono in basi paramilitari. I loro robot sono fredde armi di distruzione di massa. In Daitarn 3, si ride. Banjo è già adulto, ricchissimo e sicuro di sé. Vive in una villa sfarzosa bevendo cocktail. Il cartone è pieno di gag visive e parodie dei cliché del genere (i nemici che aspettano educatamente che il robot finisca la trasformazione, per esempio!). Perfino il Daitarn 3 riflette questa leggerezza: è l’unico mecha che mima le espressioni facciali di Banjo, spalancando la bocca metallica per urlare o facendo un sorriso sornione dopo una vittoria.
Episodi e messa in onda
L’anime è composto da 40 episodi, trasmessi originariamente in Giappone tra il 1978 e il 1979.
In Italia, il sole del Daitarn sorge per la prima volta nel 1980 sulle reti locali, per poi spopolare ovunque. La colonna sonora originale era curata dal grande Takeo Watanabe, ma noi italiani ricordiamo con le lacrime agli occhi la strepitosa sigla cantata da I Micronauti (di Vince Tempera e Luigi Albertelli), con il suo giro di basso leggendario e il ritornello “Daitarn Daitarn… uno per tre e tre per uno!”.

Dove rivederlo oggi
Se l’energia solare scorre di nuovo forte nelle tue vene, rintracciare Banjo è un gioco da ragazzi.
L’intera serie è oggi uno dei titoli di punta del canale Anime Generation (raggiungibile all’interno di Amazon Prime Video). Per i veri feticisti del collezionismo fisico, Dynit ha prodotto delle straordinarie edizioni in Blu-ray e DVD restaurate, complete di doppiaggio storico e tracce audio giapponesi. Inoltre, alcuni episodi storici o la sigla rimbalzano costantemente sulle varie playlist di YouTube.
Sequel, film, libri o anime
Nonostante l’immenso successo, non ci fu mai una “seconda stagione” televisiva per Daitarn 3.
Tuttavia, l’universo di Banjo ha continuato a vivere in altre forme:
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Le Light Novel: Anni dopo la conclusione dell’anime, Yoshiyuki Tomino ha scritto una serie di brevi romanzi (light novel) incentrati su Banjo e Garrison per ampliare la storia.
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Super Robot Wars: Il videogioco! Daitarn 3 è una presenza storica, amatissima e pressoché fissa in quasi tutti i capitoli della celebre saga videoludica nipponica Super Robot Taisen, dove combatte fianco a fianco proprio con i Mazinga e Goldrake.

Giochi (anche giochi in scatola, da tavolo etc, ma solo se sono presenti)
Il Daitarn 3 ha fatto vendere vagonate di plastica e metallo negli anni ’80!
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I giocattoli Clover: All’epoca, l’azienda giapponese Clover rilasciò in Italia i fantastici (e costosissimi) modellini trasformabili. Potevi letteralmente chiudere le gambe del robot per farlo diventare il carro armato (Daitank) o aprire le ali per il caccia (Daifighter). Oggi sono reliquie da centinaia (se non migliaia) di euro.
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Soul of Chogokin: Nei decenni successivi, Bandai ha riproposto il Daitarn 3 nella sua celebre e lussuosa linea per collezionisti adulti, con snodi perfetti e dettagli maniacali. Non esistono invece famosi giochi in scatola italiani dedicati esclusivamente alla serie.
Faq
Prima di scendere dalla Match Patrol, rispondiamo alle domande che da bambini ci facevano impazzire!
- Cosa urla Banjo prima di scagliare l’attacco finale?
La frase è scolpita nel marmo della storia della televisione: “Ed ora, con l’aiuto del sole vincerò! Attacco solare! Energia!”. Il Daitarn 3 accumulava energia solare sulla corona dorata della testa per poi scagliarla come una sfera incandescente contro il Meganoidi di turno. - Come finisce Daitarn 3?
È uno dei finali più discussi, spiazzanti e amari della storia degli anime. Dopo aver sconfitto definitivamente Koros e Don Zauker su Marte in una battaglia drammatica (e molto lontana dal tono comico del resto della serie), si intuisce che i cattivi potrebbero essere stati in parte manovrati dai ricordi dello stesso padre di Banjo. La scena finale è silenziosa e malinconica: la villa è vuota, gli amici se ne vanno ciascuno per la propria strada, e Banjo rimane da solo nel buio, accendendo le luci di casa. - Perché si chiama “Daitarn 3”?
Il numero 3 rappresenta le tre configurazioni in cui il robot può trasformarsi: la forma umanoide da combattimento (Daitarn 3), l’aereo da caccia pesante (Daifighter) e l’enorme carro armato corazzato (Daitank). La parola “Daitarn” è invece un gioco di parole giapponese che significa “Grande e audace”.

