A volte mi capita di chiudere gli occhi, fare un respiro profondo e ripensare a quanto fossero genuini e magici i nostri pomeriggi da bambini. Non avevamo smartphone tra le mani o mille distrazioni digitali: la nostra unica, vera missione quotidiana era finire la merenda e prendere il posto migliore sul divano prima che iniziassero i cartoni animati in TV. Era un rito sacro, un biglietto di sola andata per avventure straordinarie.
Ogni giorno era un viaggio in mondi diversissimi. Un pomeriggio ci lasciavamo trasportare dai batticuori infiniti di Piccoli problemi di cuore, e quello successivo versavamo fiumi di lacrime per i drammi insormontabili di Georgie. Sapevamo sognare a occhi aperti cercando folletti nei boschi insieme a Memole dolce memole, ridevamo fino a perdere il fiato per i disastri casalinghi de Lo strano mondo di Minù e, quando sentivamo il richiamo dell’avventura ad alta quota, seguivamo le orme di Belle e Sebastien tra i ghiacciai.
Ma c’era un’altra storia, incastonata tra i monti svizzeri, che ha lasciato un segno indelebile nei nostri cuori, insegnandoci quanto possa essere difficile (ma necessario) perdonare chi ci ha ferito, mettiamoci in marcia verso il villaggio di Rossinière per parlare di Sui monti con Annette (il cui titolo originale giapponese è Alps Monogatari: Watashi no Annetto).
Trama: Un’amicizia spezzata e un lungo cammino
La trama di questo anime è molto più profonda e dolorosa rispetto a tante altre produzioni per bambini dell’epoca. Siamo in Svizzera, nel pittoresco paesino di Rossinière. Annette e Lucien sono due bambini inseparabili, amici per la pelle fin dalla più tenera età. La vita di Annette, già segnata dalla perdita della madre durante il parto del fratellino Dany, viene completamente stravolta da un tragico incidente.
Durante una lite, Lucien fa accidentalmente cadere il piccolo Dany in un burrone. Il bambino sopravvive, ma riporta gravi ferite che lo costringono a usare le stampelle, con il rischio di non poter più camminare normalmente. Da quel momento, il cuore di Annette si indurisce: il dolore si trasforma in odio e rancore verso quello che era il suo migliore amico. Il vero nucleo della serie diventa quindi il viaggio disperato di Lucien per redimersi e farsi perdonare, e la lenta, faticosa lotta interiore di Annette per ritrovare la dolcezza perduta e lasciar andare la rabbia.
Cast o Personaggi: Cuori in tempesta tra le Alpi
Il realismo psicologico dei personaggi è ciò che ha reso questa serie un vero capolavoro:
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Annette Burnier: Una protagonista atipica. Dolce e premurosa con la famiglia, ma capace di mostrare un risentimento e una freddezza glaciali (e a tratti crudeli) verso Lucien. Il suo percorso di crescita è bellissimo da guardare.
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Lucien Morel: Il co-protagonista, schiacciato da un senso di colpa gigantesco. Cerca disperatamente di rimediare al suo errore intagliando il legno per creare giocattoli per Dany e spingendosi ad attraversare le montagne da solo per cercare un medico.
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Dany Burnier: Il dolcissimo fratellino di Annette. Paradossalmente, è proprio lui il primo a non portare rancore a Lucien, dimostrando una purezza d’animo incredibile.
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Klaus: Il piccolo e vivacissimo ermellino bianco, inseparabile animaletto di Dany e mascotte della serie!
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Il vecchio Peguin: Un anziano e saggio intagliatore di legno che vive isolato e che diventa il mentore e la figura paterna di cui Lucien aveva disperatamente bisogno.

Episodi e messa in onda: Il marchio di garanzia del Meisaku
Prodotto nel 1983 dalla Nippon Animation, l’anime fa parte del prestigioso progetto World Masterpiece Theater (Meisaku), celebre per adattare i grandi classici della letteratura per ragazzi. La serie è composta da 48 episodi, uno più intenso dell’altro.
In Italia, il cartone è approdato nel 1985 su Italia 1, diventando subito un cult dei nostri pomeriggi, replicato infinite volte nel corso degli anni ’90. Impossibile, poi, dimenticare la mitica e allegra sigla cantata da Cristina D’Avena, che cantavamo a squarciagola saltando sul letto!
Dove rivederlo oggi
Se la nostalgia ha bussato forte e vuoi rivivere le emozioni di Annette e Lucien, al momento dovrai armarti di un po’ di spirito di ricerca, poiché non è fisso nei grandi cataloghi come Netflix o Prime Video.
Tuttavia, Yamato Video e Koch Media hanno pubblicato in passato degli ottimi cofanetti DVD completi, ideali per chi vuole conservare questo pezzo di storia nella propria collezione. In alternativa, YouTube è sempre un ottimo rifugio dove i fan caricano intere playlist o spezzoni memorabili, perfetti per riascoltare la sigla o rivedere le scene più emozionanti.

Sequel, film, libri o anime
Non esistono sequel animati di Sui monti con Annette, ma c’è una chicca che in pochi conoscono: l’anime è tratto da un famosissimo libro per ragazzi! Si intitola I tesori della neve (Treasures of the Snow), scritto dalla missionaria e autrice inglese Patricia St. John nel 1950.
Il libro originale calca in modo ancora più esplicito i temi cristiani del pentimento e del perdono rispetto alla versione giapponese. Dal romanzo sono stati tratti anche un paio di film live-action (con attori veri), tra cui un adattamento britannico uscito nel 1980.
Faq – Curiosità dal villaggio di Rossinière
- Come finisce Sui monti con Annette?
Il finale è un pianto assicurato. Dopo mille peripezie e aver rischiato la vita in una tempesta di neve, Lucien riesce a chiamare a Rossinière un celebre medico che opera con successo la gamba di Dany. Annette, vedendo l’estremo sacrificio e l’amore di Lucien, riesce finalmente a perdonarlo dal profondo del cuore. I due tornano a essere i grandi amici di un tempo, mentre Dany riprende a camminare. - Che animale è Klaus?
Anche se molti bambini all’epoca pensavano fosse un furetto o un criceto un po’ cresciuto, Klaus è in realtà un simpatico ermellino, un piccolo mammifero della famiglia dei mustelidi molto comune negli ambienti alpini. - Il villaggio di Rossinière esiste davvero?
Sì, esiste eccome! Si trova nel Canton Vaud in Svizzera. I disegnatori giapponesi fecero un meticoloso viaggio di ricerca sul posto prima di iniziare l’anime, e infatti i paesaggi, le montagne e perfino i tipici chalet in legno (come il famoso Grand Chalet) riprodotti nel cartone sono incredibilmente fedeli alla realtà.

