“Carletto, che paura mi fa…”. E poi appariva lui, con quella faccetta simpatica da vampiro bambino, accompagnato da un lupo goffo, una mummia impacciata e un Frankenstein tenerone. “Carletto il principe dei mostri” non era solo un cartone animato: era un appuntamento fisso, una compagnia divertente e un rifugio sicuro in un pomeriggio di merenda e spensieratezza.
Insieme ad altri cartoni mitici come Coccinella, Sampei, Holly e Benji, Lupin III, Vola mio Mini Pony e tanti altri, anche questo ha lasciato un segno indelebile nella nostra infanzia.
Trama: mostri, risate e tenerezza
Il giovane Carletto, principe del regno dei mostri chiamato Mostrilandia, viene mandato sulla Terra dal padre, preoccupato per il suo futuro, con l’obiettivo di offrirgli una vita più serena. Così Carletto si trasferisce a Tokyo insieme ai suoi fedeli accompagnatori: il Conte Dracula, Frank e l’Uomo Lupo, stabilendosi in una vecchia casa lontano dal caos del loro mondo d’origine.
Non passa molto tempo prima che il principe stringa amicizia con Hiroshi, un ragazzo sveglio e curioso che vive poco distante con la sorella Sis, in un modesto appartamento. Nel corso delle sue giornate sulla Terra, Carletto entra in contatto sia con creature mostruose dal cuore buono o ambiguo, sia con gli esseri umani, imparando il valore dell’amicizia e aiutando Hiroshi nei suoi problemi quotidiani, soprattutto nel tentativo di rendere più felice la sorella.
Episodio dopo episodio, Carletto e i suoi tre compagni, spesso affiancati da Hiroshi, affrontano avventure sempre nuove in cui mondi diversi si scontrano e si incontrano: mostri e umani imparano a comprendersi, a collaborare e, a volte, anche a combattere, con l’obiettivo comune di proteggere il mondo da minacce oscure e pericolose, in un’epoca in cui i mostri non sono più così diffusi come un tempo.
Nel capitolo conclusivo della serie, dopo numerose difficoltà legate allo studio e alla crescita personale, Carletto e il suo inseparabile trio fanno ritorno a Mostrilandia. Il distacco da Hiroshi è definitivo, ma segna la fine di un percorso in cui, nonostante i guai causati, il ragazzo è riuscito finalmente a conquistare l’affetto della sorella, che impara a guardarlo con occhi diversi.

Cast e doppiaggio italiano: le voci che ci hanno fatto sorridere
Uno degli elementi più amati della versione italiana è senza dubbio il doppiaggio. A curare l’adattamento fu il grande Luciano Setti, che trasformò i dialoghi in piccoli capolavori comici, ricchi di espressioni italiane colorite e giochi di parole irresistibili. È anche grazie a lui se il cartone ha avuto un impatto così forte sul pubblico italiano.
Le voci dei personaggi principali sono rimaste nel cuore di molti:
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Carletto aveva una voce squillante e vivace, perfettamente in linea con il suo carattere impulsivo ma affettuoso.
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Dracula parlava con un accento esilarante, mentre Frank era lento e impacciato, e Lupo sempre affamato e buffamente spaventato.
La sigla italiana, “Carletto che paura mi fa”, è una delle più iconiche dell’epoca e ancora oggi scatena ondate di nostalgia tra i fan.
Episodi e messa in onda: una serie cult degli anni ’80
“Carletto il principe dei mostri” è arrivato in Italia nel 1983, trasmesso inizialmente da reti locali e successivamente anche da emittenti nazionali. La serie originale giapponese, prodotta dalla TMS Entertainment, era composta da 50 episodi, andati in onda in Giappone tra il 1980 e il 1982.
In Italia, però, vennero trasmessi solo 45 episodi, a volte in ordine sparso, ma questo non ha impedito ai piccoli spettatori di affezionarsi perdutamente al personaggio. Molti ricordano episodi specifici in cui Carletto si trasformava, affrontava mostri rivali o cercava di risolvere problemi quotidiani con la sua bacchetta (spesso finendo nei guai!).
Un episodio particolarmente amato? Quello in cui Carletto cerca di adattarsi alla scuola umana… con risultati esilaranti.

Dove vederlo oggi: tra streaming e DVD
Per fortuna, la magia di Carletto e i mostri non è andata perduta. Anche se non è sempre facile trovare la serie completa, esistono alcune soluzioni per rivederla:
1. DVD e collezioni fisiche
Diversi episodi sono stati pubblicati in DVD, spesso in collezioni dedicate ai cult anni ’80. È possibile trovarli su piattaforme come Amazon, eBay o nei mercatini del fumetto.
2. Streaming
Attualmente (aprile 2025), non risulta disponibile su Netflix o Disney+, ma occasionalmente compare su YouTube, grazie a caricamenti amatoriali (con qualità video variabile). In passato alcuni episodi sono stati trasmessi su emittenti come Italia 1 e Boing nei blocchi dedicati ai classici.
3. Versioni giapponesi
Per i più curiosi, esistono anche versioni sottotitolate in italiano della serie originale (Kaibutsu-kun), disponibili su siti specializzati in anime vintage.
Sigla Carletto il pricipe dei mostri
Faq
- Chi canta la sigla di Carletto il principe dei mostri?
La sigla del cartone animato è stata interpretata dal gruppo I Mostriciattoli, pseudonimo de Il Mago, la Fata e la Zucca Bacata. Questo gruppo era composto da Mauro Goldsand, Antonello Baranta, Fiammetta Tombolato, Roberta Petteruti e Patrizia Tapparelli. - Quando è uscito Carletto il principe dei mostri?
Carletto principe dei mostri è una serie animata giapponese trasmessa in Italia per la prima volta nel luglio 1983 su Italia 1, all’interno del programma “Bim Bum Bam”. La serie originale, intitolata “Kaibutsu-kun”, è andata in onda in Giappone dal 2 settembre 1980

