Ci sono cartoni animati che, appena li nomini, ti fanno subito sentire il profumo della fantasia e ti riportano a quei pomeriggi infiniti passati sul tappeto della cameretta, pronti a sognare a occhi aperti. La TV dei nostri ricordi era una vera e propria porta magica, capace di portarci ovunque.
Potevamo cantare e suonare la chitarra con il simpatico dinosauro di Ti voglio bene Denver, correre a perdifiato sui monti svizzeri per abbracciare i capretti insieme ad Heidi o imparare a sorridere alle avversità della vita con la dolce Pollyanna. E se cercavamo un po’ di mitologica allegria c’erano i guai divini di Pollon, mentre per esplorare le profondità oceaniche bastava indossare il boccaglio insieme a Gli Snorkies.
Ma se avevamo voglia di nasconderci nel cuore segreto di una foresta incantata, sapevamo esattamente chi cercare. Parliamo de I puffi (il cui titolo originale belga è Les Schtroumpfs, divenuto poi The Smurfs nella famosissima serie animata americana).
Molto prima dell’arrivo della computer grafica, c’era un mondo disegnato a mano che ha letteralmente conquistato il pianeta. Nati inizialmente come personaggi secondari in un fumetto belga del 1958 dalla matita geniale di Peyo (Pierre Culliford), questi ometti blu hanno poi spiccato il volo grazie alla leggendaria casa di produzione americana Hanna-Barbera. La serie animata degli anni ’80 ha trasformato I Puffi in un fenomeno di culto mondiale, insegnandoci il valore della comunità, dell’amicizia e… l’uso spropositato del verbo “puffare”!
Trama
Nascosto nel profondo di una fitta foresta europea, al riparo da occhi indiscreti, sorge il villaggio dei Puffi. Queste minuscole creature dalla pelle blu e dai caratteristici cappelli bianchi vivono pacificamente all’interno di deliziose case a forma di fungo. La loro società è perfettamente organizzata e guidata dal saggio Grande Puffo.
Tuttavia, la tranquillità del villaggio è costantemente minacciata. Il terribile (ma spesso ridicolo) mago Gargamella, accompagnato dal suo perfido e spelacchiato gatto Birba, è ossessionato dal desiderio di catturare i Puffi. Il suo obiettivo? Inizialmente usarli come ingrediente segreto per creare l’oro, e successivamente, logorato dalle continue sconfitte, semplicemente mangiarli o distruggerli per pura vendetta. Ogni episodio è un susseguirsi di piani diabolici di Gargamella che vengono immancabilmente sventati dall’astuzia e dall’unione dei nostri piccoli eroi blu.
Cast o Personaggi
Ogni abitante del villaggio ha una caratteristica dominante che gli dà il nome, rendendo il cast infinito e spassosissimo:
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Grande Puffo: Il saggio leader del villaggio, distinguibile per la barba bianca e i vestiti rossi. È un esperto di magia e pozioni.
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Puffetta: Per molto tempo l’unica figura femminile del villaggio. Bionda, bellissima e amata da tutti, ha un’origine insospettabile e magica.
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Quattrocchi: L’intellettuale e saccente del gruppo. Si vanta sempre di essere il vice del Grande Puffo, ma finisce puntualmente per essere scaraventato fuori dal villaggio con un calcio nel sedere.
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Brontolone: “Io odio i Puffi!” è la sua frase storica. Sempre imbronciato e pessimista, ma con un cuore d’oro.
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Inventore: Il genio della meccanica, riconoscibile dalla matita sull’orecchio e dalla tuta da lavoro.
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Forzuto: Il muscoloso del villaggio, con un tatuaggio a forma di cuore sul braccio, sempre pronto all’azione.
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Gargamella: Lo sgangherato antagonista, uno stregone umano arcigno, avido e perennemente sfortunato.
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Birba (Azrael in originale): Il gatto di Gargamella, furbo e cattivo, che spera sempre di farsi un gustoso spuntino a base di Puffi.

Episodi e messa in onda
La serie capolavoro della Hanna-Barbera vanta numeri da capogiro: andò in onda dal 1981 al 1989, per un totale di ben 9 stagioni e oltre 250 episodi (che includevano spesso più storie brevi per puntata).
In Italia, l’invasione blu arrivò nei primi anni ’80, passando dalle reti locali per poi esplodere sulle reti Fininvest (oggi Mediaset). Le sigle italiane sono tra i brani più iconici della nostra infanzia, cantate prima da Victorio Pezzolla e poi dalla leggendaria Cristina D’Avena (“Noi Puffi siam così”, “Puffa di qua, puffa di là”, “Canzone dei Puffi”), diventando dei veri e propri inni generazionali.
Dove rivederlo oggi
Se hai voglia di un bel tuffo nel bosco per sfuggire a Gargamella, oggi è facilissimo ritrovare la magia.
Essendo un vero colosso dell’intrattenimento, gli episodi della serie classica anni ’80 sono spesso disponibili sulle maggiori piattaforme di streaming gratuite per bambini o on-demand. Su YouTube si trovano tantissime compilation ufficiali, episodi completi e, ovviamente, tutte le sigle per un po’ di karaoke nostalgico. Per i puristi, esistono tantissime edizioni in DVD ricche di episodi storici perfette per essere collezionate.

Sequel, film, libri o anime
I Puffi non si sono mai fermati agli anni ’80, continuando a evolversi decennio dopo decennio:
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Il Fumetto originale: Tutto nasce nel 1958 dalla penna di Peyo, all’interno di una storia di John e Solfami (Johan et Pirlouit). Il successo fu tale che ottennero subito una loro collana a fumetti indipendente, pubblicata ininterrottamente fino a oggi.
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Film in CGI (Live Action/Animazione): Tra il 2011 e il 2013 sono usciti due film hollywoodiani per il cinema (I Puffi e I Puffi 2) che mescolavano attori veri ai Puffi in computer grafica, ambientati nel mondo reale (a New York e Parigi).
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I Puffi – Viaggio nella foresta segreta (2017): Un lungometraggio d’animazione totalmente in CGI che riprende lo stile originale di Peyo.
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Il Reboot animato (2021): Un’attuale serie televisiva in computer grafica 3D (co-prodotta da Peyo Productions e trasmessa su Nickelodeon e in Italia su Rai Yoyo) che presenta nuove avventure e tantissimi nuovi personaggi, incluse molte nuove Puffette!
Giochi (anche giochi in scatola, da tavolo etc, ma solo se sono presenti)
Se c’è un marchio che ha letteralmente invaso le nostre case negli anni ’80, è proprio questo!
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Le figurine in gomma (Schleich/Peyo): I famosissimi modellini in PVC (i mitici “Puffini”) erano una vera ossessione! Ce n’erano centinaia di modelli diversi, da quelli con gli attrezzi da lavoro ai Puffi sportivi. Ancora oggi esiste un florido mercato di collezionisti a livello mondiale.
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Videogiochi retro: I Puffi sono stati protagonisti di storici videogiochi. Dalle prime avventure sulla console ColecoVision e Atari 2600, fino ai bellissimi e coloratissimi (ma difficilissimi!) titoli platform per Super Nintendo e Sega Mega Drive negli anni ’90.
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Giochi da tavolo: In Italia spopolarono i giochi in scatola marchiati Editrice Giochi e MB, con percorsi a dadi in cui l’unico scopo era riuscire a raggiungere il villaggio senza farsi acchiappare dalla pedina di Gargamella.
Faq
Prima di salutare il Grande Puffo e uscire dalla foresta, chiariamo un paio di grandi misteri della nostra infanzia!
- Come è nata Puffetta?
A differenza di tutti gli altri Puffi, Puffetta non è nata in modo naturale! Fu originariamente creata proprio da Gargamella con un incantesimo oscuro (usando argilla e magia) per infiltrarsi nel villaggio, seminare discordia e far innamorare e litigare i Puffi. All’inizio era bruttina e aveva i capelli neri. Fu il Grande Puffo, con la sua magia bianca, a “purificarla”, trasformandola nella dolce e bionda Puffetta che tutti conosciamo. - Da dove deriva la parola “Puffo” e “Schtroumpf”?
La parola francese Schtroumpf nacque per caso nel 1957 durante una cena tra l’autore Peyo e l’amico Franquin. Peyo voleva farsi passare la saliera, ma non ricordando il termine disse: “Passe-moi le… schtroumpf!”. I due iniziarono per scherzo a parlare inserendo questa parola ovunque. In Italia, la traduzione geniale “Puffo” nacque per dare un suono buffo, tondeggiante e spumeggiante, che ricordasse proprio l’aspetto di questi folletti. - Quanti sono i Puffi in tutto?
La filastrocca originale diceva che i Puffi erano esattamente 100 (tutti maschi). Successivamente, con l’arrivo di Puffetta, di Baby Puffo, Nonno Puffo, Bontina e le nuove generazioni di Puffi creati per la serie e i fumetti più recenti, il numero è salito ben oltre, perdendo il conteggio originale!

