A volte mi capita di chiudere gli occhi, fare un respiro profondo e ripensare a quanto fossero limpidi e magici i nostri pomeriggi da bambini. Non avevamo smartphone, tablet o distrazioni digitali: la nostra unica, vera missione era finire i compiti in tempo, preparare la merenda e prendere il posto migliore sul divano prima che iniziassero i cartoni animati. Era un rito sacro, un biglietto di sola andata per avventure straordinarie.
Ogni giorno era un viaggio in mondi diversissimi e pieni di emozioni. Un pomeriggio ci sbellicavamo dalle risate per le magie pasticcione de Il mago pancione o ci intenerivamo davanti ai guai del dolcissimo Hello Spank. Sapevamo sognare a occhi aperti aspettando che un pesce gigantesco abboccasse all’amo di Sampei, o ci facevamo sorprendere dalle bizzarre rimpiccioliture de Lo strano mondo di Minù. E quando avevamo voglia di avventure in alta quota o di grandi lezioni di vita, ci incamminavamo tra le nevi con Belle e Sebastien o seguivamo le difficili prove di perdono di Sui monti con Annette.
Ma in mezzo a tante risate e avventure, c’era un cartone animato che più di tutti ci ha fatto consumare scorte infinite di fazzoletti, insegnandoci la resilienza e il valore della speranza prima ancora che sapessimo cosa significassero. Parliamo di Remì – Le sue avventure (il cui titolo originale giapponese è Ie Naki Ko, letteralmente “Il bambino senza famiglia”).
Trama: Un viaggio disperato alla ricerca di una famiglia
La storia di Remì è forse una delle più drammatiche e toccanti mai trasmesse in TV. Remì è un bambino di otto anni che vive felicemente in un villaggio francese con la dolce madre adottiva, la signora Barberin. La sua vita viene stravolta quando il marito della donna, un uomo burbero e cinico che ha subito un infortunio sul lavoro, torna a casa e, per incassare qualche soldo, decide di vendere il bambino a un musicista girovago di nome Vitali.
Inizia così per Remì una vita dura, fatta di fame, freddo e lunghissime camminate attraverso la Francia. Eppure, il signor Vitali si rivela essere un uomo saggio e dal cuore d’oro, che fa da padre e maestro al piccolo, insegnandogli a leggere, a suonare l’arpa e a esibirsi per strada insieme a una sgangherata ma adorabile compagnia di animali ammaestrati. Tra bufere di neve, prigioni, lupi famelici e perdite strazianti, il viaggio di Remì si trasforma in una coraggiosa odissea per ritrovare le sue vere origini e, finalmente, una famiglia che lo ami.
Cast o Personaggi: Compagni di strada indimenticabili
Il cast di questa serie ci ha regalato figure che sono rimaste scolpite per sempre nei nostri cuori:
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Remì: Il nostro piccolo, grande eroe. Nonostante le ingiustizie e i dolori insopportabili, non perde mai la sua purezza d’animo e la sua gentilezza verso il prossimo.
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Il signor Vitali (Vitalis): L’artista di strada con la barba bianca e il mantello. Un tempo famoso cantante d’opera caduto in disgrazia, diventa la figura paterna di Remì. La sua saggezza e il suo spirito di sacrificio sono commoventi.
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La signora Barberin: La mamma adottiva di Remì, l’unica figura femminile rassicurante della sua primissima infanzia, che il bambino non smetterà mai di amare.
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Gli animali della compagnia: Il saggio e intelligente cane bianco Capi, gli sfortunati cagnolini Zerbino e Dolce, e l’indimenticabile Belcore (Joli-Cœur), la scimmietta dispettosa che si esibiva vestita da generale.
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Mattia: Un ragazzino di strada di origini italiane, furbo e talentuoso col violino, che diventerà il migliore amico e compagno fraterno di Remì nella seconda parte della serie.

Episodi e messa in onda: Un capolavoro in finto 3D
Prodotto dalla leggendaria Tokyo Movie Shinsha (TMS), l’anime debuttò in Giappone nel 1977, contando la bellezza di 51 episodi diretti nientemeno che dal grandissimo Osamu Dezaki. C’è una curiosità tecnica pazzesca: in Giappone fu trasmesso come Rittai anime, ovvero il primo anime a utilizzare un effetto stereoscopico (l’effetto Pulfrich) che dava l’illusione della tridimensionalità se guardato con appositi occhialini!
In Italia arrivò nell’ottobre del 1979 sulla Rete 1 (l’attuale Rai 1), incollando allo schermo milioni di spettatori. E come dimenticare la sigla italiana? Cantata dal coro de I ragazzi di Remì (diretto dal maestro Vince Tempera), con il suo giro di basso indimenticabile e il testo un po’ malinconico, è ancora oggi uno dei brani più cantati della nostra generazione.
Dove rivederlo oggi
Se vuoi versare qualche sana lacrima di nostalgia o mostrare questo capolavoro a un pubblico più giovane, la missione è fortunatamente molto semplice.
Oggi puoi gustarti l’intero viaggio di Remì sulle principali piattaforme di streaming: Yamato Video, detentrice dei diritti, rende spesso disponibili gli episodi sul suo canale Anime Generation (raggiungibile all’interno di Amazon Prime Video). Per chi ama avere i cofanetti in bella mostra in salotto, le edizioni in DVD di Yamato sono un vero gioiellino restaurato. Ovviamente, YouTube ospita sempre le iconiche sigle e gli spezzoni delle puntate più celebri.

Sequel, film, libri o anime
L’universo di Remì è vastissimo, ed è bene fare un po’ di ordine per chi ama le storie senza tempo:
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Il Romanzo originale: Tutto nasce dal celeberrimo romanzo francese Senza famiglia (Sans Famille) di Hector Malot, pubblicato nel 1878. Un super classico della letteratura per ragazzi da cui l’anime è tratto in modo fedelissimo.
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Il Film live-action: Nel 2018 è uscito un bellissimo film per il cinema di produzione francese intitolato proprio Remi, che riassume la storia con attori in carne ed ossa e paesaggi mozzafiato.
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Il remake “al femminile”: Nel 1996, all’interno del progetto World Masterpiece Theater, la Nippon Animation produsse Remì bambina senza famiglia (Ie Naki Ko Remi). In questa versione di 26 episodi, sorprendentemente, il protagonista è una bambina!
Faq – I segreti della famiglia Milligan
Prima di rimetterci in cammino stringendo al petto l’arpa di Vitali, ecco le risposte ad alcune domande che sicuramente ti sarai fatto da bambino!
- Di chi è figlio Remì in realtà?
Remì è figlio dei Milligan, una ricchissima famiglia inglese. Da neonato venne rapito dallo zio James, un uomo avido che voleva sbarazzarsi del legittimo erede per impossessarsi di tutta la fortuna della famiglia, e abbandonato a Parigi dove fu trovato dal signor Barberin. - Come muore il signor Vitali?
È uno degli episodi più drammatici della storia della TV per ragazzi. Durante una terribile bufera di neve alle porte di Parigi, Vitali, ormai malato e debole, rinuncia al calore del suo corpo e al suo mantello per avvolgere Remì e salvarlo dall’assideramento. Il mattino dopo, Vitali viene trovato morto congelato, mentre Remì si salva grazie al sacrificio del suo maestro. - Che animale è Belcore?
Belcore (Joli-Cœur in originale) è una simpaticissima scimmietta cappuccina. Anche la sua sorte nel cartone animato è tragica: morirà tra le braccia di Remì a causa di una forte polmonite presa durante il rigido inverno parigino.

