Alice è molto più di una semplice serie televisiva: è il profumo immaginario di un pessimo caffè americano e di un chili imbattibile che sembrava uscire dallo schermo a tubo catodico. Quando ripenso a quegli anni, la televisione era un vero e proprio porto sicuro in cui rifugiarsi. Se avevamo voglia di avventure esotiche, ci bastava sintonizzarci sulle indagini di Magnum P.I. o sui salti spericolati di Professione Pericolo. Se cercavamo le risate rassicuranti di un focolare domestico, c’erano gli episodi de I Robinson o la dolce malinconia di Love Boat.
Ma c’erano quei pomeriggi in cui avevamo solo bisogno di sederci al bancone di un locale alla mano, in mezzo a persone normali che affrontavano la vita con ironia, fatica e un sorriso. Entrare al Mel’s Diner era come andare a trovare dei vecchi amici: ci si sentiva a casa, coccolati dalle battute taglienti e da quella sensazione di una “famiglia allargata” in cui, prima o poi, tutto si sarebbe sistemato.
La trama di Alice: sogni, lavoro e tanta ironia
La serie racconta le vicende di Alice Hyatt, una donna da poco rimasta vedova che decide di fare i bagagli e lasciare il New Jersey per inseguire il suo sogno: diventare una cantante di successo a Los Angeles. Durante il viaggio verso la California, però, la sua vecchia auto la abbandona (insieme ai suoi risparmi) a Phoenix, in Arizona. Per mantenere se stessa e il giovane figlio Tommy, Alice è costretta ad accettare un lavoro come cameriera al Mel’s Diner, una tavola calda di periferia.
L’idea di un impiego temporaneo si trasforma ben presto nella sua nuova vita quotidiana. Tra ordinazioni urlate, clienti stravaganti e le padelle fumanti del burbero proprietario Mel, Alice trova una nuova dimensione e una rete di solidarietà femminile formidabile con le sue colleghe cameriere.
Il confronto: Alice vs. Cin Cin (Cheers)
Se c’è un’altra sitcom che ha saputo trasformare un locale pubblico in una vera e propria casa per i protagonisti, quella è Cin Cin (Cheers). Sebbene entrambe basino la loro comicità sulle dinamiche lavorative e sulle interazioni con i clienti avventori, le due serie hanno anime diverse. Cin Cin (nata qualche anno dopo, nel 1982) si concentra molto sulle dinamiche romantiche e sulla variegata fauna del bar, un luogo di svago serale. Alice, invece, mantiene un approccio più “blue-collar”, profondamente radicato nella classe lavoratrice e nelle difficoltà di una madre single. La solidarietà femminile dietro il bancone di formica del Mel’s Diner è il vero motore emotivo dello show, distinguendolo dalle risate più corali e “alcoliche” del pub di Boston.
Cast e personaggi: chi c’era dietro il bancone
Il successo clamoroso di questa sitcom si deve a un gruppo di attori in stato di grazia, capaci di trasformare delle macchiette in persone autentiche:
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Linda Lavin (Alice Hyatt): Il cuore dello show. Una madre forte, indipendente, sarcastica ma infinitamente dolce, capace di non perdere mai la speranza.
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Vic Tayback (Mel Sharples): Il burbero, tirchio e scontroso proprietario del locale, le cui magliette macchiate e il cui leggendario chili erano ormai un marchio di fabbrica. Sotto la scorza dura, nascondeva un cuore d’oro.
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Beth Howland (Vera Louise Gorman): La cameriera sbadata, fragile, ansiosa ma incredibilmente adorabile.
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Polly Holliday (Florence Jean “Flo” Castleberry): L’esuberante cameriera del sud, sfacciata e amatissima dal pubblico, resa immortale dalla sua iconica battuta “Kiss my grits!” (spesso adattata in italiano per mantenere l’impatto comico).
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Philip McKeon (Tommy Hyatt): Il figlio di Alice, il cui percorso di crescita dall’infanzia all’adolescenza avviene letteralmente sotto i nostri occhi.
Con l’abbandono di Flo, il cast vide l’ingresso di altre bravissime attrici come Diane Ladd (nel ruolo di Belle) e Celia Weston (nei panni di Jolene).

Uscita nelle sale / Stagioni e messa in onda
Trasmessa originariamente dal network americano CBS, la serie ha debuttato il 31 agosto 1976 ed è andata avanti per la bellezza di 9 stagioni, chiudendo i battenti il 19 marzo 1985 dopo ben 202 episodi. In Italia arrivò all’inizio degli anni ’80, diventando un riempitivo di lusso – e amatissimo – dei palinsesti delle reti private, tenendo compagnia a intere generazioni all’ora di pranzo o nel tardo pomeriggio. Il suo successo fu tale da fruttare alla serie svariati premi, inclusi dei meritatissimi Golden Globe.
Dove rivederlo oggi (streaming, TV o home video)
Recuperare una sitcom classica di questo tipo in Italia non è purtroppo facilissimo. Al momento non è presente nei cataloghi dei colossi come Netflix o Amazon Prime Video. Tuttavia, non bisogna disperare: canali tematici del digitale terrestre gratuiti, come Warner TV o TwentySeven, tendono spesso a ripescare queste perle del passato per maratone pomeridiane o notturne. Per i collezionisti irriducibili, esistono i cofanetti DVD (principalmente d’importazione americana o britannica), perfetti da affiancare in bacheca alle altre glorie degli anni ’80. Online, su YouTube, si trovano inoltre moltissimi spezzoni storici e alcune puntate intere caricate dai fan più nostalgici.

Sequel, spin-off, remake o libri ispirati
Molti non sanno che Alice è in realtà un adattamento televisivo! Nasce dal bellissimo film del 1974 Alice non abita più qui (diretto nientemeno che da Martin Scorsese), pellicola che fece vincere l’Oscar a Ellen Burstyn. Curiosità incredibile: Vic Tayback interpretava Mel anche nel film, e Diane Ladd, che nella serie tv entrerà in corsa come Belle, nel film originale interpretava proprio il ruolo di Flo!
Per quanto riguarda i veri e propri spin-off, nel 1980 l’esuberante personaggio di Flo (Polly Holliday) salutò il Mel’s Diner per diventare protagonista di una serie tutta sua, intitolata semplicemente Flo, ambientata in un roadhouse in Texas, che durò però soltanto due stagioni.
Videogiochi, merchandise o giocattoli a tema
Essendo una sitcom ambientata in una tavola calda, non c’erano astronavi o supereroi da trasformare in action figure. Ma il merchandise non mancò affatto: la vera e propria “mania” americana per il programma si tradusse in tazze da caffè targate Mel’s Diner, grembiuli da cucina, ricettari (qualcuno osò persino replicare il famoso e letale chili di Mel) e t-shirt con l’iconica scritta “Kiss my grits!”. Ancora oggi, nei negozi di abbigliamento vintage, una maglietta del Mel’s Diner è considerata un pezzo da intenditori.
FAQ (Domande frequenti)
- Il Mel’s Diner esiste per davvero?
Sì e no. L’insegna gigante a forma di tazza di caffè che si vede nella sigla apparteneva a un vero locale di Phoenix, il “Mel’s Diner”, che originariamente si chiamava in un altro modo e fu ribattezzato proprio per sfruttare il successo della serie televisiva, diventando una meta di pellegrinaggio per i fan. - Perché Flo ha lasciato la serie?
Polly Holliday abbandonò la serie principale al termine della quarta stagione perché la CBS decise di premiarla offrendole lo spin-off da protagonista (Flo). - Alice riesce alla fine a diventare una cantante professionista?
Assolutamente sì! Senza fare troppi spoiler emotivi, nell’ultimo, commovente episodio della serie, Alice ottiene finalmente un contratto discografico e parte alla volta di Nashville, chiudendo un cerchio durato ben nove stagioni e svuotando il suo armadietto al diner per l’ultima volta.

