Ci sono giorni in cui la nostalgia bussa forte alla porta, e l’unica cosa da fare è farle spazio sul divano e lasciarsi trasportare indietro nel tempo. I nostri pomeriggi da ragazzini erano un vero e proprio ottovolante di emozioni sportive e non solo. Un giorno ci esaltavamo seguendo le corse infinite sui campi chilometrici di Holly e Benji, un altro ridevamo fino a perdere il fiato per i tiri assurdi di Gigi la trottola o provavamo a imitare i salti e le schiacciate acrobatiche di Mila e Shiro. E quando volevamo l’adrenalina pura dei combattimenti, ci esaltavamo (e un po’ ci spaventavamo) davanti alla spietata ferocia de L’uomo tigre.
Ma tra tutti gli eroi dello sport, ce n’era uno che ci ha insegnato il vero sapore della polvere, del sudore e della lotta per la sopravvivenza, sbattendoci in faccia una realtà cruda e indimenticabile, l’indomabile Rocky Joe (il cui leggendario e poetico titolo originale giapponese è Ashita no Joe, ovvero “Il Joe di domani”).
Trama: Dalla strada alla gloria (passando per l’inferno)
Dimentica gli eroi perfetti, ricchi o senza macchia. La storia di Rocky Joe è un pugno allo stomaco fin dal primo episodio. Joe Yabuki è un ragazzo orfano, ribelle, attaccabrighe e vagabondo, che finisce nei bassifondi (la Doya-gai) di Tokyo. Qui, tra povertà ed emarginazione, si scontra quasi per caso con Danpei Tange, un ex pugile ormai fallito e alcolizzato.
Danpei, prendendo un cazzotto dal ragazzo, intravede in lui un talento naturale e devastante per la boxe. Inizia così a implorarlo di farsi allenare, ma Joe è una testa calda e finisce presto in un riformatorio minorile. Proprio dietro le sbarre, però, Joe incontra l’uomo che cambierà per sempre il suo destino: Toru Rikiishi, un pugile professionista prodigioso che lo sconfigge e gli instilla la fiamma della competizione. Da quel momento, Joe accetta di seguire i consigli di Danpei (inviati per lettera) per potersi misurare ad armi pari con Rikiishi nel mondo del pugilato professionistico, iniziando un percorso di redenzione e autodistruzione che farà la storia degli anime.
Cast o Personaggi: Anime tormentate in cerca di riscatto
Ogni cicatrice e ogni sguardo dei personaggi di questo capolavoro raccontano una vita intera:
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Joe Yabuki: L’antieroe per eccellenza. Sfuggente, arrogante ma con un cuore enorme nascosto sotto strati di cinismo. Il suo colpo incrociato (il famoso “colpo d’incontro a croce”) è leggenda.
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Danpei Tange: L’allenatore burbero con la benda sull’occhio. Vive in una baracca fatiscente sotto un ponte, ma il suo grido “Incrocia, Joe!” e le sue lacrime di orgoglio sono indimenticabili. Trova in Joe la sua ragione di vita.
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Toru Rikiishi: Il rivale definitivo. Calmo, letale e disposto a sacrifici inumani (come una dieta letale per scendere di categoria di peso) pur di mantenere la promessa di sfidare Joe.
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Yoko Shiraki: La ricca e fredda ereditiera che gestisce una palestra di boxe. Inizialmente odia Joe, ma col tempo sviluppa per lui un sentimento complesso, un mix di ammirazione e amore taciuto.
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Mammut Nishi: Un ragazzo grosso e bonario, ex compagno di riformatorio di Joe, che diventa il suo migliore amico e compagno di allenamenti, mostrando il lato più umano e fallibile dello sport.

Episodi e messa in onda: Un cult generazionale
La genesi dell’anime di Ashita no Joe è divisa in due parti storiche. La prima serie, cruda e diretta dal maestro Osamu Dezaki, risale al 1970 ed è composta da 79 episodi. Dieci anni dopo, nel 1980, lo stesso regista realizzò la seconda serie di 47 episodi, caratterizzata da una qualità grafica eccezionale e dai famosi “fermo immagine” a pastello che esaltavano la drammaticità delle scene.
In Italia, il ciclone Joe si abbatté su Rete 4 nel 1982 per poi passare su Italia 1. I distributori scelsero di chiamarlo “Rocky Joe” per sfruttare l’onda del successo mondiale dei film di Rocky con Sylvester Stallone. E non possiamo non menzionare la leggendaria sigla italiana, cantata dagli Oliver Onions (sotto lo pseudonimo di Gli amici di Rocky): una melodia epica e malinconica che ci faceva accapponare la pelle!
Dove rivederlo oggi
Se la voglia di risalire sul ring si fa sentire, rintracciare Joe non è un’impresa impossibile.
Yamato Video ha fatto un lavoro straordinario per preservare questa pietra miliare. Entrambe le serie sono spesso disponibili in streaming sul canale tematico Anime Generation (accessibile tramite Amazon Prime Video). Per chi, come noi, ama tenere le vecchie glorie esposte in salotto, i cofanetti DVD restaurati di Rocky Joe sono un acquisto obbligato per ogni vera collezione che si rispetti.

Sequel, film, libri o anime
L’eredità di Ashita no Joe è monumentale in Giappone, avendo influenzato intere generazioni (si narra che alla morte di uno dei personaggi principali dell’opera, in Giappone fu celebrato un vero e proprio funerale pubblico!).
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Il Manga originale: L’opera nasce dalle geniali menti dello sceneggiatore Asao Takamori (con lo pseudonimo di Ikki Kajiwara, lo stesso autore de L’uomo tigre!) e del disegnatore Tetsuya Chiba, pubblicato a fine anni ’60.
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Film: Dalle serie animate sono stati ricavati dei bellissimi film riassuntivi. Inoltre, nel 2011 è uscito un film live-action giapponese con attori veri, molto apprezzato dai fan per la fedeltà.
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Megalo Box (Il “Sequel” spirituale): Nel 2018, per festeggiare il 50º anniversario del manga, è stato creato l’anime Megalo Box. Non è un seguito diretto, ma una rilettura moderna e fantascientifica della storia, con incontri di boxe clandestini e pugili dotati di esoscheletri. Un capolavoro assoluto che ti consiglio di recuperare!
Faq – I segreti della Doya-gai
Prima di toglierci i guantoni, rispondiamo ad alcune delle domande che ci hanno tormentato per anni.
- Come finisce Rocky Joe?
Il finale è forse la scena più iconica e celebre della storia degli anime. Dopo un estenuante e massacrante incontro per il titolo mondiale contro l’invincibile campione José Mendoza, Joe torna al suo angolo. Sorride, sereno e in pace con se stesso, consapevole di aver dato tutto. L’immagine si congela su di lui, sbiancato come “cenere bianchissima”, lasciando un finale aperto e poetico sul suo destino. - Perché Rikiishi muore?
La morte di Toru Rikiishi è un momento di svolta devastante. Per poter combattere contro Joe nella categoria dei pesi gallo, Rikiishi (che era fisicamente molto più grande) si sottopone a una dieta estrema e alla disidratazione totale. Indebolito da questa pratica letale e dai duri colpi ricevuti da Joe durante il loro storico match, muore per le lesioni cerebrali appena dopo aver vinto l’incontro, stringendo la mano al suo rivale. - Cosa significa la frase “Bruciare fino a diventare cenere bianchissima”?
È la filosofia di vita di Joe. Rifiutando una vita mediocre o “tiepida”, Joe confida a Yoko che il suo scopo sul ring non è semplicemente vincere o arricchirsi, ma bruciare intensamente, dare tutto se stesso in un istante luminoso e incandescente, fino a non lasciare altro che cenere bianca e pura.

