Chi ha vissuto la TV degli anni ’70 e ’80 non può non ricordare Portobello: la voce calda di Enzo Tortora, il telefono che squillava in diretta, le storie di gente comune, le risate e le emozioni condivise da milioni di telespettatori.
Era un appuntamento fisso del venerdì sera, uno di quei momenti in cui l’Italia si fermava davanti allo schermo, pronta a ridere, commuoversi e sentirsi parte di qualcosa di più grande.
La storia del programma
Portobello nacque nel 1977, ideato e condotto da Enzo Tortora, e trasmesso su Rai 2. Il titolo si ispirava al famoso mercato londinese di Portobello Road, simbolo di scambi, curiosità e incontri.
Proprio come in quel mercato, anche nel programma si poteva “vendere”, “comprare” o “cercare” qualcosa — ma non oggetti, bensì idee, sogni e solidarietà.
Ogni puntata era un caleidoscopio di storie vere, invenzioni, annunci stravaganti e momenti di umanità genuina. Il pubblico a casa poteva intervenire telefonicamente per aiutare, partecipare o semplicemente condividere un sorriso.
Il format era rivoluzionario per l’epoca: un programma in diretta, interattivo, basato sulla partecipazione del pubblico e sulla spontaneità. In un’Italia che si stava aprendo alla modernità, Portobello rappresentava la voglia di dialogare, di sentirsi parte di una comunità.
Enzo Tortora, il cuore del programma
Parlare di Portobello significa inevitabilmente parlare di Enzo Tortora. Giornalista, conduttore e uomo di grande cultura, Tortora seppe creare un rapporto unico con il pubblico.
Il suo modo garbato, ironico e profondo di comunicare trasformò Portobello in un vero fenomeno di costume. Dietro la scrivania, con il telefono accanto e lo sguardo sempre attento, Tortora accoglieva ogni ospite con rispetto e curiosità, trattando tutti — dal pensionato all’inventore geniale — con la stessa dignità.
Accanto a lui c’era un simpaticissimo pappagallo, mascotte del programma, diventato iconico per il suo ostinato silenzio: ogni settimana Tortora cercava invano di fargli dire la parola “Portobello”, ma il pennuto non collaborava mai. Eppure, quel momento era uno dei più attesi dal pubblico.
Dopo l’arresto e le ingiuste vicende giudiziarie che colpirono Tortora nel 1983, il programma fu sospeso. Ma nel 1987, una volta assolto e tornato in TV, Tortora riportò in onda Portobello per un’ultima, commovente stagione. Quell’edizione fu un vero atto d’amore del pubblico verso un uomo che aveva incarnato la televisione fatta di verità e passione.
Puntate e momenti indimenticabili
Ogni puntata di Portobello era un piccolo mondo. C’erano inventori che portavano creazioni bizzarre, persone che cercavano parenti lontani, animali smarriti, progetti di solidarietà, e storie toccanti di vita quotidiana.
Tra i momenti più iconici, si ricordano le telefonate improvvise, le risate con il pubblico, le commozioni autentiche di chi riusciva finalmente a ritrovare un familiare o a ricevere un aiuto inaspettato.
La forza di Portobello stava nella spontaneità: nulla era scritto, tutto poteva accadere. Era la televisione in diretta più vera che ci fosse, e forse proprio per questo è rimasta nel cuore di generazioni intere.
Negli anni successivi, il format fu ripreso più volte, ma senza mai eguagliare la magia dell’originale. Nel 2018 la Rai tentò un revival con Antonella Clerici, ma il pubblico nostalgico sapeva bene che Portobello era e resterà per sempre “il programma di Enzo Tortora”.

Dove vedere Portobello oggi
Rivedere Portobello oggi è come riaprire un album di famiglia. Alcune puntate storiche e speciali sono disponibili su RaiPlay, nella sezione dedicata ai grandi programmi del passato.
Su YouTube si trovano clip originali, interviste e momenti indimenticabili, molti dei quali restaurati e condivisi da appassionati di televisione vintage.
Per i curiosi e i nostalgici, anche Teche Rai conserva una vasta raccolta di materiali, immagini e documentari dedicati a Enzo Tortora e al suo capolavoro televisivo.
Guardare oggi Portobello significa ritrovare un modo di fare TV che non c’è più: autentico, gentile, capace di emozionare senza bisogno di effetti speciali.
FAQ
- Come funzionava Portobello?
Il programma era un contenitore di annunci, invenzioni e storie vere raccontate in diretta. Le persone potevano contattare la redazione per cercare qualcosa o qualcuno, e il pubblico a casa poteva rispondere tramite telefono. - Quando iniziava Portobello?
La prima puntata andò in onda nel 1977 su Rai 2, diventando in poco tempo uno dei programmi più seguiti e amati della televisione italiana. - Chi ha condotto Portobello?
Il conduttore storico fu Enzo Tortora, che ne fu anche ideatore e anima. Nel 2018 il format fu riproposto da Antonella Clerici, ma il legame con Tortora resta indissolubile.

