Occhi di Gatto: il mito delle tre sorelle che ha segnato una generazione
Diciamoci la verità: basta leggere il titolo per iniziare a canticchiare ‘Oh-oh-oh, Occhi di Gatto…’.
Se sei nato o cresciuto tra gli anni ’80 e ’90, questo non è solo un cartone animato. È un pezzo della nostra infanzia. I nostri pomeriggi erano un vero caleidoscopio di emozioni: potevamo appassionarci ai solenni drammi storici vissuti alla corte di Francia da Lady Oscar, cavalcare verso il tramonto assaporando l’avventura pura insieme a Sam il ragazzo del west, o piegarci in due dalle risate per le demenziali imprese sportive di Gigi la trottola. Eppure, quando arrivava il momento delle sorelle Tashiro, l’atmosfera cambiava completamente.
Era il momento di lasciarsi alle spalle la comicità a tinte dark di Carletto il principe dei mostri, o le rassicuranti atmosfere pastello fatte della magia di Vola mio mini pony e della tenerezza nei boschi incantati di Memole dolce Memole, per tuffarci nei misteri di una grande metropoli. È il ricordo della merenda davanti alla TV, dei compiti fatti in fretta per non perdere la puntata e di quella sigla di Occhi di Gatto cantata da Cristina D’Avena che conosciamo tutti a memoria.
Ma perché ci piace ancora così tanto? Mettiti comodo, prenditi un caffè e facciamo un salto indietro nel tempo per riscoprire insieme la magia di Occhi di Gatto
Di cosa parla esattamente? La trama in breve
La storia è geniale nella sua semplicità. Immagina tre sorelle bellissime che vivono una doppia vita.
Di giorno sono delle ragazze normalissime. Gestiscono un caffè molto carino, fanno i conti con i clienti e servono cappuccini. Sembrano le vicine di casa ideali.
Di notte, però, la musica cambia. Indossano delle tutine aderenti colorate (impossibile dimenticarle!) e diventano una banda di ladre inafferrabili, chiamate appunto “Occhi di Gatto”.
Ma attenzione, non sono ladre cattive. Non rubano per arricchirsi. Il loro obiettivo è molto più nobile e anche un po’ triste: rubano solo le opere d’arte che appartenevano al loro papà, un famoso artista scomparso misteriosamente anni prima. Sperano che, recuperando tutta la collezione, riescano a trovare un indizio per capire dove sia finito.
Il vero colpo di genio della trama? Il fidanzato della protagonista è un poliziotto! E il suo unico scopo nella vita è… arrestare proprio la banda Occhi di Gatto. Ovviamente, lui non ha la minima idea di chi si nasconda dietro quelle maschere. Un pasticcio divertentissimo, vero?
I personaggi di Occhi di Gatto: chi sono le protagoniste?
Se la storia funziona, è merito soprattutto loro. I personaggi di occhi di gatto sono scritti così bene che sembra quasi di conoscerli davvero.
Vediamo insieme chi sono i protagonisti principali:
1. Kelly (Rui)
È la sorella maggiore, quella con i capelli lunghi e ondulati. Kelly è la “mamma” del gruppo: è calma, intelligente e pianifica i colpi nei minimi dettagli. È lei la mente strategica dietro ogni furto.
2. Sheila (Hitomi)
La vera protagonista. È la sorella di mezzo, quella con i capelli lisci e il caschetto. È atletica, coraggiosa e spesso è lei che compie l’azione fisica più difficile durante i furti. Ma la cosa più complicata per lei è gestire il cuore: è innamorata di Matthew, il poliziotto che le dà la caccia!
3. Tati (Ai)
La piccolina di casa. È vivace, energica e un genio della tecnologia. Spesso costruisce aggeggi strani o veicoli per aiutare le sorelle a scappare. Dà quel tocco di allegria e spensieratezza al gruppo.
4. Matthew (Toshio)
Il povero ispettore di polizia. È imbranato, un po’ tontolone, ma ha un cuore d’oro. Ama Sheila alla follia e giura di catturare Occhi di Gatto per farsi promuovere e sposarla. Non sa che ogni volta che insegue la ladra, sta inseguendo la sua fidanzata!

Perché è il cartone animato anni 90 per eccellenza?
Anche se in Giappone è uscito un po’ prima, per noi italiani Occhi di Gatto è il simbolo del cartone animato anni 90. È arrivato nelle nostre case nel momento perfetto.
C’era tutto quello che si poteva desiderare:
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Azione: fughe sui tetti, elicotteri, salti impossibili.
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Amore: la storia impossibile tra ladra e poliziotto ci teneva incollati allo schermo.
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Comicità: vedere Matthew che non ne combinava una giusta faceva sempre ridere.
E poi, diciamocelo, lo stile era pazzesco. Le ambientazioni cittadine, le luci al neon, le musiche… tutto gridava stile ed eleganza. Non era un cartone per bambini piccoli, ma piaceva a tutti, maschi e femmine.
La sigla di Occhi di gatto: impossibile dimenticarla
La sigla è una di quelle che riconosci dopo due secondi.
Parte la musica…e sei di nuovo lì.
Ha fatto la storia delle sigle dei cartoni animati, diventando una delle più amate di sempre. Ancora oggi basta sentirla per tornare bambini.

Dove vederlo oggi?
Ti è venuta una voglia matta di fare un rewatch, vero? Ti capisco. Fortunatamente, oggi è molto più facile rispetto a quando dovevamo aspettare l’orario preciso in TV.
Attualmente, Occhi di Gatto viene spesso riproposto in televisione sui canali Mediaset (come Italia 1 o La5) durante la fascia mattutina o notturna.
Se invece vuoi vederlo in streaming quando pare a te, spesso la serie è disponibile su Amazon Prime Video (attraverso il canale Anime Generation) o su Mediaset Infinity. Controlla sempre il catalogo perché le disponibilità cambiano spesso, ma le tre sorelle tornano sempre a trovarci!
Tutto quello che hai sempre voluto chiedere su Occhi di Gatto
Tra un cappuccino servito al Cat’s Eye e un furto acrobatico sui tetti di Tokyo, le sorelle Tashikel hanno rubato anche i nostri cuori. Ma ammettiamolo: come ha fatto Matthew a non scoprire mai l’identità di Sheila per tutto quel tempo? E che fine ha fatto davvero il padre, Michael Heinz? Per sciogliere ogni dubbio su questo cult anni ’80, ho raccolto e risposto alle curiosità più ricercate in rete. Ecco tutta la verità sulla banda di ladre più amata della TV.
- Come va a finire Occhi di Gatto?
La domanda su come va a finire Occhi di Gatto non ha una risposta unica, perché il finale cambia drasticamente tra la serie televisiva (anime) e il fumetto originale (manga). Se hai mai cercato occhi di gatto streaming o i dvd occhi di gatto per vedere l’epilogo, potresti aver notato che il cartone animato lascia molte questioni in sospeso rispetto all’opera cartacea.
Ecco i due finali a confronto.
Il finale del cartone animato (Anime)
Nell’anime, che conta in totale 73 episodi, la storia ha un finale aperto. Nell’episodio 73, l’ultimo della serie, non assistiamo a una conclusione definitiva della vicenda. Le tre sorelle Sheila, Kelly e Tati (i nomi occhi di gatto nell’adattamento italiano) continuano la loro vita segreta.
Il rapporto tra Sheila e Matthew rimane in uno stato di “eterno fidanzamento” senza che lui scopra mai la vera identità della sua amata. Nonostante i sospetti e le indagini (spesso goffe), il detective non riesce a catturare la banda. Anche la ricerca del padre, il pittore Michael Heinz, non viene completata. L’ultima scena lascia intendere che le sorelle Occhi di Gatto continueranno a rubare quadri per ritrovare il genitore, scappando ancora una volta dalla polizia.
È un finale molto diverso rispetto a quelli drammatici o conclusivi di altri cartoni animati dell’epoca: chi ricorda il finale di Candy Candy o il finale Georgie (con i complessi intrecci tra Georgie e Abel o Abel e Arthur) sa che spesso le serie anni ’80 chiudevano in modo netto.
Il vero finale (Manga)
Il manga Occhi di Gatto, scritto da Tsukasa Hojo, ha un finale molto più complesso e agrodolce, che va oltre l’ultima puntata della TV. Verso la fine del fumetto, Sheila (Hitomi) decide di rivelare la sua identità a Matthew (Toshio). Dopo aver confessato di essere una delle ladre, fugge negli Stati Uniti. Matthew, che nel frattempo ha capito di amarla indipendentemente dalla sua maschera, lascia la polizia per cercarla.
Quando finalmente la trova in America, scopre una triste verità: a causa di una meningite virale, Sheila ha perso la memoria. Non ricorda più il suo passato da ladra, né la sua relazione con lui. Tuttavia, la scena finale mostra i due che giocano in spiaggia e ridono insieme; Matthew è felice di poter ricominciare una storia d’amore “pulita” con lei, libera dai segreti. C’è un dettaglio che i fan adorano: in una vignetta Sheila sembra reagire a un ricordo, suggerendo che forse non ha dimenticato tutto o che la memoria potrebbe tornare (o addirittura che stia fingendo per avere una seconda possibilità).
Ancora oggi, il mito resiste. La sigla Occhi di Gatto, interpretata dall’iconica Cristina D’Avena, è una delle canzoni più amate. Il testo della canzone Occhi di Gatto è conosciuto a memoria da tutti (“o-o-o occhi di gatto…“), quasi quanto la sigla di Hello Spank (anche se i personaggi di Hello Spank sono decisamente più buffi).
Se volete la vera fine, dovete leggere il fumetto. L’anime ci lascia con l’azione e l’adrenalina, ma il manga ci regala l’evoluzione umana di Sheila, Kelly e Tati.
- Come si chiamano le tre ragazze di Occhi di Gatto?
La risposta dipende se fai riferimento all’adattamento italiano o all’originale giapponese. Nella versione che tutti conosciamo, trasmessa in TV, i nomi Occhi di Gatto delle tre protagoniste sono Kelly, Sheila e Tati.
Le tre sorelle gestiscono il caffè “Cat’s Eye” di giorno e si trasformano in abili ladre di notte. Ecco i dettagli sui personaggi Occhi di Gatto:
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Kelly (in originale Rui Kisugi): È la sorella maggiore, la mente strategica del gruppo e figura materna per le altre due. Spesso è lei a pianificare i colpi nei vari episodi di Occhi di Gatto.
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Sheila (in originale Hitomi Kisugi): È la sorella di mezzo e la vera protagonista operativa. La storia d’amore travagliata tra Sheila e Matthew (il detective che le dà la caccia senza sapere chi sia) è il cuore pulsante sia del cartone animato Occhi di Gatto che del manga Occhi di Gatto.
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Tati (in originale Ai Kisugi): È la più piccola, genio della meccanica e dell’ingegneria, capace di costruire i gadget che le sorelle usano durante i furti.
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- Come si chiama il bar di Occhi di Gatto?
Il locale gestito dalle tre protagoniste si chiama proprio Cat’s Eye (che in inglese significa “Occhio di Gatto”). È qui che le tre sorelle lavorano di giorno, nascondendo la loro identità segreta di ladre.

