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Cult 70-80-90

Cabine telefoniche

Giuseppe CastelliBy Giuseppe Castelli4 Mins Read34 Views
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cabine telecom
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Prima degli smartphone, c’era la fila: Le regole non scritte della cabina pubblica

Ti ricordi quando, per chiamare un amico, bisognava cercare una cabina telefonica libera, sfoderare dal portafogli una delle nostre inseparabili schede telefoniche (o l’immancabile gettone) e sperare che dall’altra parte qualcuno rispondesse? Magari lo si faceva proprio il venerdì pomeriggio, al volo, per mettersi d’accordo su quale film andare a noleggiare alla catena Blockbuster prima di rintanarsi in casa per il weekend. Erano momenti semplici ma intensi, fatti di attese, di telefonate brevi e di emozioni vere. Le cabine telefoniche, con il loro vetro appannato d’inverno e il profumo di pioggia d’estate, sono state per decenni un punto di riferimento per tutti: studenti, viaggiatori, innamorati e famiglie lontane. Oggi sono un simbolo di nostalgia, ma anche un’icona della cultura pop.

L’origine delle cabine telefoniche

La prima cabina telefonica pubblica nacque a Londra nel 1889. La capitale inglese, da sempre all’avanguardia nella comunicazione, introdusse le celebri cabine rosse, le famose cabine telefoniche londinesi (o red telephone box), disegnate da Giles Gilbert Scott nel 1924.
In Italia, le cabine telefoniche SIP arrivarono negli anni ’50, inizialmente con il sistema a gettoni, poi sostituite dalle schede telefoniche prepagate. Erano gestite prima da SIP e poi da Telecom Italia, diventando presto una presenza fissa in ogni città, accanto ai bar, nelle stazioni e nelle piazze.

cabine telecom

Il successo e la diffusione in Italia

Negli anni ’80 e ’90 le cabine telefoniche italiane raggiunsero il loro massimo splendore. Ce n’erano più di 300.000 sparse per tutto il Paese: da Roma a Milano, da Torino a Palermo.
Erano il punto di contatto tra chi partiva e chi restava. Quante volte, in viaggio o in vacanza, abbiamo cercato la mappa delle cabine telefoniche più vicine o ricordato il numero scritto su un pezzo di carta?

Ogni chiamata era un piccolo evento: la moneta che cadeva, il timer che scorreva, la voce metallica che avvisava “credito insufficiente”. E se pioveva, si restava dentro quella cabina a parlare, protetti da un vetro appannato che sapeva di segreti.

Curiosità e varianti

  • Le cabine inglesi: le celebri cabine telefoniche di Londra, oggi patrimonio nazionale, sono diventate un’icona mondiale. Molte sono state riconvertite in mini biblioteche, postazioni Wi-Fi o defibrillatori pubblici.

  • Le cabine italiane Telecom: inizialmente in metallo grigio, poi in plexiglass trasparente, hanno attraversato decenni di evoluzione. Alcune versioni moderne includevano anche servizi fax e Internet.

  • Le cabine a gettoni: prima dell’arrivo delle schede, si utilizzavano i celebri gettoni telefonici SIP, oggi oggetti da collezione insieme alle vecchie schede telefoniche.

  • Cabine rintracciabili? In teoria sì: ogni cabina aveva un numero univoco, ma non sempre era possibile localizzarla in tempo reale, soprattutto prima dell’era digitale.

La scomparsa e il lento addio

Con l’arrivo dei cellulari e poi degli smartphone, le cabine telefoniche pubbliche sono cadute in disuso. A partire dal 2013, Telecom Italia (TIM) ha iniziato a dismetterle progressivamente.
Nel 2019 erano rimaste meno di 15.000 cabine attive in tutto il Paese, molte delle quali in zone rurali o isolate. Nel 2020 si è parlato di mantenerne alcune per motivi di sicurezza, ma la maggior parte è stata rimossa o trasformata.

Oggi le cabine telefoniche dismesse sono diventate pezzi di arredo urbano o oggetti di collezionismo: alcune si possono addirittura comprare online e restaurare come elemento vintage per casa o giardino.

cabine del telefono

Dove trovarle oggi

Se vuoi rivedere una cabina telefonica italiana, puoi ancora trovarne alcune in Roma, Milano e Torino, spesso nei pressi di vecchie stazioni o uffici postali.
Le cabine telefoniche londinesi, invece, resistono come simbolo turistico e si trovano praticamente in ogni angolo della capitale. Alcune sono state messe in vendita su eBay o in negozi di arredamento vintage, a prezzi che variano da poche centinaia a migliaia di euro.

C’è chi le colleziona, chi le fotografa e chi, semplicemente, si ferma un attimo davanti a una cabina arrugginita e sorride, ricordando una telefonata di tanti anni fa.

FAQ 

1. Quanto valgono le tessere delle cabine telefoniche?
Le vecchie schede telefoniche Telecom o SIP possono valere da pochi euro fino a diverse centinaia, a seconda della tiratura e delle condizioni.

2. Quanto valgono i vecchi gettoni delle cabine telefoniche?
I gettoni telefonici SIP prodotti tra gli anni ’50 e ’80 hanno valore collezionistico, in genere tra 2 e 10 euro, ma quelli rari possono superare i 50 euro.

3. Dove ci sono ancora le cabine telefoniche?
In Italia ne rimangono pochissime, sparse tra Roma, Milano, Torino e alcune località turistiche. Invece, a Londra, le iconiche cabine rosse sono ancora ovunque.

4. Chi ha inventato le cabine telefoniche?
Le prime cabine pubbliche furono introdotte a Londra nel 1889 e progettate da Giles Gilbert Scott negli anni ’20, diventando poi un’icona globale.

5. Perché hanno tolto le cabine telefoniche?
La diffusione dei telefoni cellulari e la riduzione drastica dell’uso pubblico hanno reso insostenibile la loro manutenzione e gestione economica.

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Giuseppe Castelli
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Web Developer specializzato in WordPress, Digital Advertising e SEO. Mi occupo di progettazione siti, gestione campagne Meta Ads, Social Media Management e posizionamento sui motori di ricerca.

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