A-Team è il rombo inconfondibile di un furgone nero con la striscia rossa che sfreccia nei ricordi dei nostri pomeriggi più belli. Chiudete gli occhi un istante: non vi sembra di sentire ancora l’odore della merenda appena preparata mentre il televisore a tubo catodico si scaldava?
Negli anni ’80 la TV era il nostro passaporto per l’avventura. Potevamo sognare isole misteriose con Fantasilandia, volare imbranati ma coraggiosi con Ralph Supermaxieroe, o pattugliare le autostrade californiane in moto insieme ai ragazzi di Chips. Se cercavamo le atmosfere hawaiane c’era la rombante Ferrari di Magnum Pi, e per l’ingegno allo stato puro ci affidavamo ciecamente a Macgyver.
Ma quando si trattava di pura azione, c’era un solo gruppo di fuorilegge a cui rivolgersi. L’opera originale, intitolata The A-Team, ci ha insegnato che non importava quanto fosse disperata la situazione: con un po’ di nastro adesivo, qualche tubo d’acciaio saldato in un fienile e un piano ben congegnato, i buoni avrebbero sempre trionfato, regalandomi e regalandoci la certezza che l’amicizia è l’arma più potente di tutte.
Trama
Nel 1972, un’unità speciale dell’esercito americano operante in Vietnam viene condannata ingiustamente da un tribunale militare per un crimine che non ha commesso (la rapina alla banca di Hanoi, in realtà ordinata da un superiore tragicamente morto in battaglia). I quattro militari riescono a evadere da un carcere di massima sicurezza e si rifugiano in clandestinità nei bassifondi di Los Angeles. Da quel momento sopravvivono lavorando come soldati di ventura. Braccati incessantemente dalla polizia militare (guidata dal colonnello Lynch prima e dal colonnello Decker poi), offrono il loro aiuto ai deboli e agli oppressi contro criminali, corporazioni senza scrupoli e sceriffi corrotti. D’altronde, come recitava l’indimenticabile voce narrante della sigla: “Se avete un problema che nessuno può risolvere, e se riuscite a trovarli, forse potrete ingaggiare il famoso A-Team”.
Il confronto: A-Team vs. Missione Impossibile
Se parliamo di squadre speciali in grado di risolvere missioni impossibili, il parallelo con l’omonima e storica serie Missione Impossibile sorge spontaneo. Sebbene entrambe le serie seguano le vicende di un team di esperti che porta a termine incarichi all’apparenza insuperabili, il tono e lo stile sono diametralmente opposti. Missione Impossibile è un racconto di spionaggio governativo freddo e calcolato, basato sull’inganno, sui travestimenti raffinati e sul silenzio. L’A-Team è esattamente l’inverso: sono mercenari sfrontati e rumorosi. Le loro missioni non si risolvono sgattaiolando nel buio, ma sfondando cancelli a bordo di veicoli blindati improvvisati, facendo volare auto in aria con spettacolari esplosioni e scaricando raffiche di mitra che, miracolosamente, non provocano mai vittime.
Cast e Personaggi
Il fascino irripetibile della serie è dovuto alla chimica perfetta dei suoi quattro folli protagonisti:
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George Peppard (Colonnello John “Hannibal” Smith): Il leader carismatico. Un maestro dei travestimenti col perenne sigaro in bocca, che adorava ripetere la sua frase iconica: “Vado matto per i piani ben riusciti”.
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Mr. T (Sergente Bosco Albert “P.E.” Baracus): Il muscolo del gruppo. Un meccanico geniale, ricoperto di catene d’oro e con un terrore paralizzante per il volo, motivo per cui veniva regolarmente sedato a tradimento dai compagni prima di salire su un aereo. La sigla “P.E.” stava per “Pessimo Elemento”.
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Dirk Benedict (Tenente Templeton “Sberla” Peck): Il “faccia da schiaffi”, l’affascinante e impeccabile truffatore capace di rimediare qualsiasi oggetto di lusso o attrezzatura grazie alla sua irresistibile parlantina.
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Dwight Schultz (Capitano H.M. “Howling Mad” Murdock): Il geniale e svitato pilota di elicotteri, ufficialmente rinchiuso in un ospedale psichiatrico (il reparto veterani) da cui Sberla lo fa regolarmente evadere a ogni puntata.

Uscita nelle sale / Stagioni e messa in onda
Creata dalle vulcaniche menti di Stephen J. Cannell e Frank Lupo, la serie debuttò sulla rete americana NBC il 23 gennaio 1983, subito dopo il Super Bowl, ottenendo un successo stratosferico. Andò in onda per 5 stagioni, collezionando 98 esplosivi episodi fino alla chiusura nel marzo 1987. In Italia, le avventure del furgone nero arrivarono nel 1984, trasmesse da Rete 4 e successivamente da Italia 1, diventando un pilastro intoccabile della televisione commerciale dei nostri anni più belli.
Dove rivederlo oggi (streaming, TV o home video)
Ancora oggi, il richiamo di Hannibal e soci è fortissimo. Trovarli in streaming on-demand non è sempre immediato (spesso i diritti ruotano su piattaforme come Amazon Prime Video o NOW), ma i canali tematici gratuiti del digitale terrestre, come TwentySeven o Warner TV, ci regalano periodicamente generose maratone pomeridiane o serali. Per chi non vuole dipendere dai palinsesti, i massicci cofanetti DVD con la serie completa si trovano facilmente online e rappresentano un acquisto obbligato per la propria cineteca vintage.
Sequel, spin-off, remake o libri ispirati
La televisione non ha mai tentato la strada dello spin-off, ma il cinema sì. Nel 2010 è uscito nelle sale il film reboot A-Team, diretto da Joe Carnahan. Con un cast stellare composto da Liam Neeson (Hannibal), Bradley Cooper (Sberla), Quinton “Rampage” Jackson (P.E. Baracus) e Sharlto Copley (Murdock), la pellicola ha cercato di aggiornare le origini del gruppo spostando i loro trascorsi militari dalla guerra del Vietnam a quella in Iraq. Nonostante l’azione sfrenata, il film non ha generato i sequel sperati, lasciando intatto il mito della serie originale.
Videogiochi, merchandise o giocattoli a tema
Se avevi un’infanzia negli anni ’80, le probabilità di possedere il furgoncino della Galoob o di Bburago erano altissime. Il merchandise fu colossale: dalle action figure snodabili alle piste elettriche, fino alle amatissime (e introvabili) scatole di montaggio. Anche il mondo dei videogiochi non rimase a guardare: furono pubblicati diversi titoli tie-in per Commodore 64, ZX Spectrum e Amstrad CPC. Più di recente, la nostalgia ha spinto LEGO a includere un formidabile pacchetto espansione per LEGO Dimensions, permettendo ai giocatori di guidare il furgone e impersonare P.E. Baracus.

FAQ (Domande frequenti)
- Perché nell’A-Team non moriva mai nessuno?
Fu una precisa direttiva dei produttori per mantenere lo show “family-friendly” (adatto alle famiglie). Nonostante migliaia di proiettili sparati e incidenti spettacolari (con auto che si ribaltavano sistematicamente in volo), i cattivi venivano sempre inquadrati un attimo dopo mentre strisciavano fuori dalle lamiere, storditi ma vivi. Si stima che nell’intera serie ci sia stata un’unica vittima accertata “on-screen” e in modo del tutto accidentale. - È vero che George Peppard e Mr. T non andavano d’accordo sul set?
Purtroppo sì. Peppard, un attore di stampo classico (famoso per Colazione da Tiffany), faticava ad accettare che Mr. T, diventato una star all’improvviso, guadagnasse di più e rubasse la scena a livello di popolarità. Le tensioni sul set diventarono così forti che in alcuni periodi i due non si parlavano direttamente, usando Hulk Hogan (apparso come guest star) o Dirk Benedict come “ambasciatori” per comunicare. - Chi era il vero Sberla nell’episodio pilota?
Un dettaglio sfugge a molti: nel primissimo episodio pilota di due ore, il personaggio di Sberla non fu interpretato da Dirk Benedict, ma dall’attore Tim Dunigan. I produttori decisero però che Dunigan aveva un aspetto troppo giovane e pulito per risultare credibile nei panni di un reduce del Vietnam, sostituendolo prontamente con Benedict a partire dal secondo episodio.

