Se vi dico La donna bionica, scommetto che vi scatta subito in testa quel mitico suono metallico, quello che partiva a ogni salto al rallentatore o durante le corse a perdifiato. Vi ricordate quanto ci esaltavano quegli effetti sonori? All’epoca, la nostra vecchia TV era una vera e propria finestra spalancata sul futuro e sulle meraviglie della scienza.
Potevamo fantasticare ammirando i circuiti nascosti sotto il vestitino di Super Vicky, sognare di sfrecciare sulle autostrade californiane parlando a un orologio con Supercar, tuffarci nei neon digitali di Automan o fare il tifo per la forza mitologica di Wonder Woman.
Eppure, quando sullo schermo appariva il dolce sorriso di Jaime Sommers, la magia di The Bionic Woman (questo il glorioso titolo originale) ci catturava in modo diverso. Non si trattava di divinità o di alieni, ma di una ragazza della porta accanto, costretta dal destino a diventare un prodigio della tecnica. Era fantascienza dal volto umano, un concentrato di emozioni e adrenalina che ci teneva incollati al divano, facendoci credere che, un giorno, avremmo potuto saltare anche noi oltre il muro del cortile scolastico con la stessa innaturale, stupenda leggerezza.
Trama
La storia di Jaime Sommers nasce da una tragedia e da un miracolo medico. Tennista professionista ed ex fiamma giovanile del colonnello Steve Austin, Jaime subisce un gravissimo incidente durante un lancio col paracadute. Pur di salvarle la vita, Steve implora il suo capo, Oscar Goldman, di sottoporla allo stesso intervento segreto che lo aveva trasformato. Jaime viene così dotata di impianti bionici: entrambe le gambe (che le permettono di correre a velocità incredibili), il braccio destro (capace di piegare l’acciaio) e l’orecchio destro (con un udito supersensibile).
A causa di un rigetto temporaneo, Jaime subisce un trauma cerebrale che le cancella la memoria della sua storia d’amore con Steve. Dopo essersi ripresa, decide di rifarsi una vita trasferendosi a Ojai, in California, per insegnare in una scuola media, ma accetta di lavorare come agente segreto sotto copertura per l’OSI (Office of Scientific Intelligence), affrontando spie, sabotatori e scienziati senza scrupoli.
Il confronto: La donna bionica vs. L’uomo da sei milioni di dollari
Essendo uno spin-off nato direttamente da L’uomo da sei milioni di dollari (la serie con protagonista Steve Austin), il confronto è d’obbligo. Sebbene condividano lo stesso universo narrativo, il creatore Kenneth Johnson decise di dare a Jaime un’anima completamente diversa. La serie di Steve Austin puntava tutto sull’azione pura, sulle missioni militari e su un approccio molto machista e legato alla Guerra Fredda.
La donna bionica, invece, era profondamente radicata nei sentimenti e nella psicologia della protagonista. Jaime non era un soldato, ma un’insegnante in costante ricerca di normalità. Spesso risolveva le missioni grazie al suo intuito, al dialogo e all’empatia, usando la violenza solo come ultimissima risorsa. Questo la rese un personaggio molto più tridimensionale e vicino al pubblico rispetto alla fredda efficienza del suo omologo maschile.
Cast e Personaggi
Il cuore e l’anima della serie risiedevano nell’interpretazione impareggiabile della sua protagonista, affiancata da un cast di supporto solido:
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Lindsay Wagner (Jaime Sommers): Con la sua eleganza naturale e la sua profonda umanità, ha reso il personaggio immortale, vincendo persino un premio Emmy (un caso rarissimo per una serie di fantascienza dell’epoca).
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Richard Anderson (Oscar Goldman): Il burbero ma paterno direttore dell’OSI. Curiosità formidabile: Anderson interpretava lo stesso personaggio contemporaneamente sia ne La donna bionica che ne L’uomo da sei milioni di dollari.
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Martin E. Brooks (Dr. Rudy Wells): Il geniale e amorevole scienziato artefice degli impianti bionici.
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Ford Beebe / Maximillion (Max il cane bionico): Introdotto nella terza stagione, questo pastore tedesco dotato anch’esso di potenziamenti bionici divenne rapidamente l’idolo dei telespettatori più piccoli.

Uscita nelle sale / Stagioni e messa in onda
Il personaggio di Jaime nacque originariamente nel 1975 in un episodio doppio de L’uomo da sei milioni di dollari. Il successo e la reazione del pubblico furono talmente travolgenti che la ABC decise di dedicarle una serie autonoma, andata in onda dal gennaio 1976. Lo show durò per 3 stagioni (le prime due sulla ABC e la terza sulla NBC) per un totale di 58 episodi, chiudendo i battenti nel 1978. In Italia, la serie arrivò negli anni ’80 riscuotendo un successo clamoroso, trasmessa inizialmente dalle reti locali per poi stabilizzarsi sui canali del gruppo Fininvest (come Retequattro e Italia 1).
Dove rivederlo oggi (streaming, TV o home video)
Scovare la maestrina bionica sui cataloghi dei grandi servizi di streaming moderni (come Netflix o Prime Video) è purtroppo un’impresa non da poco. Tuttavia, Jaime non ci ha mai abbandonati del tutto. Le reti in chiaro del digitale terrestre dedicate alle glorie del passato, in particolare Warner TV (canale 37), ci viziano spesso inserendo la serie nei loro palinsesti mattutini o pomeridiani. Per gli amanti del formato fisico che non vogliono dipendere dalle bizze dei palinsesti, esistono i preziosi cofanetti DVD completi (spesso rimasterizzati in modo superbo), un pezzo da collezione irrinunciabile per la propria cineteca vintage.
Sequel, spin-off, remake o libri ispirati
I fan non dovettero dire addio a Jaime nel 1978. Negli anni successivi, la nostalgia e l’affetto del pubblico portarono alla realizzazione di ben tre film per la televisione “reunion”, in cui Lindsay Wagner e Lee Majors tornarono a vestire i panni di Jaime e Steve: Il ritorno dell’uomo da sei milioni di dollari (1987), Scontro bionico (1989) e il romantico Il matrimonio dell’anno (1994). Purtroppo, nel 2007 il network americano NBC ha tentato di lanciare un remake intitolato Bionic Woman, con l’attrice Michelle Ryan. Le atmosfere erano troppo cupe, i personaggi freddi e lo sciopero degli sceneggiatori di quell’anno diede il colpo di grazia alla serie, cancellata dopo appena 8 episodi senza mai lasciare il segno.
Videogiochi, merchandise o giocattoli a tema
Se eravate ragazzini a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, sognavate sicuramente di trovare i giocattoli della Kenner sotto l’albero di Natale. L’action figure di Jaime Sommers (alta circa 30 centimetri) era un capolavoro di ingegneria ludica per l’epoca: aveva una sorta di lembo di gomma sul braccio che poteva essere arrotolato per mostrare i “circuiti” bionici sottostanti! Oltre alle bambole, il merchandise spaziava dai coloratissimi cestini per la merenda alle radioline portatili a forma di libro, fino a una serie di adattamenti a fumetti e persino un gioco da tavolo ufficiale che oggi fa gola a moltissimi collezionisti in tutto il mondo.

FAQ
- Perché Jaime e Steve non si sono messi subito insieme nella serie?
Quando i produttori decisero di far “risorgere” Jaime (che nel primissimo episodio de L’uomo da sei milioni di dollari era tecnicamente deceduta), avevano bisogno di un espediente per giustificare due serie separate. Si inventarono quindi l’amnesia di Jaime e il suo conseguente senso di angoscia nel ricordare il passato, costringendo i due a restare lontani e permettendo a Jaime di avere le proprie avventure indipendenti. Si sono felicemente sposati solo nel film TV conclusivo del 1994! - Come venivano realizzati quegli effetti di velocità pazzeschi?
Era un trucco tanto geniale quanto semplice. Le scene in cui Jaime correva (o saltava) a velocità bionica venivano in realtà girate rallentando la pellicola (in slow motion), accompagnandole con l’iconico effetto sonoro ritmato. Questo stratagemma visivo conferiva alla corsa una sorta di gravità e potenza sovrumana, molto più efficace dell’idea di velocizzare le immagini come si faceva nelle comiche di Benny Hill! - Come è nato il famoso suono bionico?
L’indimenticabile suono metallico che accompagnava l’uso dei poteri fu creato utilizzando un sintetizzatore Moog (molto all’avanguardia per l’epoca). I tecnici del suono smanettarono a lungo con i campionamenti elettronici finché non trovarono quel loop ritmato, ipnotico e leggermente vibrante diventato uno dei marchi di fabbrica più riconoscibili della storia della televisione.

