Pat la ragazza del baseball (il cui titolo originale giapponese è Yakyū-kyō no Uta, traducibile come “La poesia degli appassionati di baseball”) è la protagonista del nostro viaggio nei ricordi di oggi. In quegli anni di televisione magica, l’animazione sportiva era una vera e propria scuola di vita. Abbiamo imparato a non arrenderci mai, sudando e sanguinando sotto rete con Mimì e la nazionale di pallavolo, abbiamo incassato i pugni più duri che il destino potesse sferrare sul ring polveroso di Rocky Joe e abbiamo stretto i denti impugnando la racchetta al fianco di Jenny la tennista. Ci siamo emozionati correndo a perdifiato sul campo verde di Arrivano i superboys e, per rilassarci tra un faticosissimo allenamento e l’altro, abbiamo sospirato seguendo i dolci intrecci amorosi di Piccoli problemi di cuore. Ma c’era una ragazza dal talento sconfinato che osò sfidare un mondo interamente maschile, salendo sul monte di lancio per dimostrare il suo valore, lei era Pat, la ragazza del baseball.
Prodotto nel 1977 dalla leggendaria Nippon Animation e tratto dal manga del maestro indiscusso del fumetto sportivo giapponese Shinji Mizushima, questo anime rappresenta una vera mosca bianca nel panorama degli spokon (i cartoni di sofferenza e sport).
Se facciamo un confronto con un altro colosso dell’epoca, come Mimì e la nazionale di pallavolo, le differenze sono abissali. Mimì si concentrava su tornei scolastici, drammi adolescenziali e colpi “magici” fisicamente impossibili generati dalla pura forza di volontà. Pat, al contrario, ci gettava a capofitto nel cinico e realistico mondo dello sport professionistico degli adulti. Non ci sono liceali qui, ma uomini fatti e finiti, atleti professionisti, manager spietati e le dure regole della lega professionistica di baseball. L’approccio è incredibilmente maturo e ruota attorno alla vera rottura di una barriera di genere in uno sport storicamente e rigidamente maschile.
Trama
La storia ruota attorno a Yuki Mizuhara (ribattezzata Pat nel doppiaggio italiano), una bellissima e brillante studentessa universitaria di medicina veterinaria con una passione segreta e un talento smisurato per il baseball. La sua vita prende una piega inaspettata quando viene notata da Tetsugoro Iwata, un leggendario e caparbio lanciatore cinquantatreenne, ancora in attività, che funge anche da talent scout per la squadra professionistica dei Tokyo Mets.
Iwata, riconoscendo il dono eccezionale della ragazza, decide di sfidare i vertici della lega professionistica giapponese (che vieta l’iscrizione alle donne) per farle firmare un contratto con i Mets. Affrontando lo scetticismo, il maschilismo e le prese in giro dei colleghi uomini e della stampa, Pat sale sul monte di lancio. A renderla letale è la sua “Palla dei sogni” (Dream Ball), un rarissimo e imprevedibile lancio sottomano che risulta letteralmente impossibile da battere, trasformandola in breve tempo nell’asso nella manica della squadra e nell’idolo dei tifosi.
Cast o Personaggi
Il cast è popolato da figure adulte e realistiche, tratteggiate con grande profondità psicologica:
-
Pat (Yuki Mizuhara): La determinata e talentuosa protagonista. Oltre a essere una giocatrice formidabile dal sangue freddo, non rinuncia alla sua femminilità e alla sua ambizione di diventare veterinaria, mostrando una maturità rara per i personaggi dell’epoca.
-
Tetsugoro Iwata: Il co-protagonista assoluto. Un lanciatore di oltre cinquant’anni, saggio, testardo e innamorato follemente del baseball. È lui a credere in Pat per primo e a fare da scudo contro i pregiudizi del mondo sportivo.
-
I Tokyo Mets: L’intera squadra (ispirata vagamente ad alcuni veri team nipponici) è composta da giocatori stravaganti, veterani sul viale del tramonto e giovani promesse, ognuno con un proprio bagaglio di sacrifici e storie personali.
Episodi e messa in onda
La struttura della serie originale è molto particolare: conta 25 episodi, ma in Giappone molti di questi erano stati trasmessi come special televisivi della durata di un’ora ciascuno.
In Italia, il cartone arrivò nella prima metà degli anni ’80 sulle sempre fedeli reti televisive locali e in syndication (come Euro TV e Odeon). A renderla indimenticabile e a farla entrare di prepotenza nei nostri cuori fu la stupenda sigla italiana “Pat, la ragazza del baseball”, cantata dal mitico coro de Le Mele Verdi di Mitzi Amoroso. Un brano delicato ma ritmato, perfetto per accompagnare le imprese sul diamante.

Dove rivederlo oggi
Vuoi rimetterti dietro la casa base e assistere a un lancio sottomano perfetto?
Recuperare Pat, la ragazza del baseball oggi è un’impresa degna di un fuoricampo all’ultimo inning. Purtroppo non è una serie che si trova facilmente sui moderni servizi di streaming a pagamento e non gode di edizioni DVD recenti e facilmente reperibili sul nostro mercato. La nostra salvezza, come sempre per le rarità degli anni ’80, resta YouTube: cercando bene tra i canali dei più grandi collezionisti e nostalgici, si possono scovare gli episodi con l’audio e il doppiaggio italiano originale direttamente dalle vecchie videocassette.
Sequel, film, libri o anime
In Giappone, l’impatto di questa storia è stato molto più grande di quanto si possa immaginare:
-
Il Manga Originale: Il fumetto Yakyū-kyō no Uta è un’opera vastissima e celebre in madrepatria. Shinji Mizushima lo ha disegnato per anni e ha persino creato dei manga sequel decenni dopo, seguendo la vita di Pat e Iwata.
-
I Film Live-Action: L’amore per questa storia ha generato in Giappone sia un film cinematografico dal vivo nel 1977, sia un dorama (una serie televisiva con attori in carne ed ossa) nel 1985, dimostrando quanto il tema della donna nel baseball professionistico fosse sentito dal pubblico nipponico.
Giochi
Essendo un anime maturo e sportivo, non fu accompagnato da giocattoli sgargianti nel nostro Paese, ma ha comunque le sue gemme da collezione:
-
Rodovetri (Cel): I pezzi da collezione più ambiti oggi sono sicuramente le “cel” d’animazione originali (i fogli di acetato dipinti a mano usati per creare il cartone), che vengono vendute a caro prezzo nelle aste online giapponesi per gli amanti del baseball e dell’animazione vintage.
-
I Dischi in Vinile: Il 45 giri originale della sigla italiana de Le Mele Verdi è considerato oggi un piccolo tesoro dai collezionisti di dischi legati alle sigle TV!

Faq
- È mai esistita davvero una donna che ha giocato nel baseball maschile professionistico?
Sebbene Pat sia un personaggio di fantasia, la storia è ispirata ai dibattiti reali. In Giappone e in America ci sono state grandissime campionesse di baseball femminile, ma le leghe maggiori professionistiche maschili (come la MLB o la NPB) hanno sempre mantenuto fortissime barriere. L’anime voleva proprio denunciare, in anticipo sui tempi, l’assurdità di precludere l’accesso a un talento purissimo solo per via del sesso. - Cos’era esattamente la “Palla dei sogni”?
La Dream Ball è descritta nell’anime come un lancio sottomano (con un movimento del braccio dal basso verso l’alto, stile softball) che, per un particolare effetto di rotazione impresso alle cuciture della palla, la faceva “danzare” in aria, rallentando e poi accelerando o cambiando traiettoria in modo irregolare proprio poco prima di arrivare alla mazza del battitore, rendendola invincibile!

