Lalabel (il cui titolo originale giapponese è Mahō shōjo Raraberu) è una delle magiche protagoniste della nostra infanzia. In quegli anni abbiamo riso e pianto seguendo le vicende sentimentali di Piccoli problemi di cuore e cantato a squarciagola ai concerti rock di Kiss me Licia. Abbiamo incrociato le spade per le strade di Parigi con Il tulipano nero – la stella della senna, scoperto la sgangherata agenzia tuttofare di Nanà supergirl e schivato le folli scosse elettriche dell’extraterrestre Lamù la ragazza dello spazio. Ma in quegli anni c’era anche un’adorabile maghetta dai capelli rosa, armata di una bacchetta a forma di cuore, che oltre a sventare i piani di un ladruncolo maldestro ci insegnava saggi proverbi. Torniamo indietro nel passato e ricordiamo la magica Lalabel.
Se vogliamo analizzarla a fondo e fare un paragone con un altro colosso del genere, Lalabel si discosta nettamente dalle “maghette idol” come L’incantevole Creamy. Mentre Creamy usa la magia per trasformarsi in un’adulta e sfondare nel mondo dello spettacolo terrestre, Lalabel appartiene alla scuola delle streghette “classiche” alla Sally la maga o Bia, la sfida della magia. Tuttavia, a differenza di Bia (dove c’era una forte competizione per il trono del regno magico), in Lalabel il focus è molto più quotidiano, pacifico ed educativo. L’obiettivo della protagonista non è ottenere potere o fama, ma fermare un criminale combinaguai e, soprattutto, imparare a comprendere gli usi, i costumi e i sentimenti genuini degli esseri umani.
Trama
La storia ha inizio nel Regno della Magia. Biscus, un mago avido e imbroglione, ruba due valigie cariche di oggetti magici con l’intento di fuggire sulla Terra per arricchirsi. Lalabel, una giovane e coraggiosa maghetta, tenta di fermarlo. Durante la colluttazione, entrambi precipitano nel mondo degli esseri umani.
Lalabel si ritrova così sulla Terra, accompagnata solo dal suo fedele gattino Bila. Viene accolta e “adottata” dai signori Tachibana, una dolcissima coppia di anziani che la trattano come una vera nipote. La missione di Lalabel diventa duplice: da una parte deve adattarsi alla vita di una normale ragazzina terrestre andando a scuola e facendo nuove amicizie; dall’altra, deve usare i suoi poteri magici per sventare i continui (e spesso fallimentari) tentativi del perfido Biscus di truffare la gente. Alla fine di ogni avventura, Lalabel trae un insegnamento morale dall’esperienza vissuta, appuntando nel suo diario un famoso proverbio.
Cast o Personaggi
Il cast della serie è un mix perfetto di buoni sentimenti e macchiette comiche:
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Lalabel: La nostra protagonista. Solare, ottimista, coraggiosa e sempre pronta ad aiutare il prossimo. Usa la sua bacchetta magica pronunciando la mitica formula “Bellalula”.
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Biscus: L’antagonista. Più che un cattivo spietato, è un ladro avido, goffo e ingordo (adora mangiare i ramen!). I suoi piani truffaldini finiscono regolarmente in disastri comici.
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Ochiba: Il complice umano di Biscus. Un ometto stralunato e sfortunato che segue il mago nei suoi piani sperando di arricchirsi, ma finisce sempre per prenderle.
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I nonni Tachibana: La coppia di anziani che ospita Lalabel. Sono la saggezza personificata e rappresentano la famiglia terrestre della maghetta.
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Toko (Toko-chan): La migliore amica umana di Lalabel, a cui confida quasi tutti i suoi segreti e dubbi sulla vita scolastica.
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Bila: Il gattino nero di Lalabel, spalla fedele che la accompagna sempre e la avverte dei pericoli.
Episodi e messa in onda
Il viaggio terrestre della maghetta è composto da 49 coloratissimi episodi.
In Italia, il cartone animato approdò nel 1982, facendo la sua comparsa inizialmente sulle reti televisive locali per poi sbarcare sulle reti Mediaset (allora Fininvest). A consacrare Lalabel nell’Olimpo dei nostri ricordi è stata la meravigliosa sigla italiana omonima, suonata e cantata dai leggendari Rocking Horse. Quel giro di basso e il ritornello “Lalabel, Lalabel, fantastica ragazza che sei scesa giù dal cielo…” ci fanno ancora venire i brividi!

Dove rivederlo oggi
Vuoi impugnare la bacchetta e ripassare qualche proverbio?
Rispetto ad altre maghette, Lalabel è un po’ più sfuggente sui moderni canali digitali. Negli anni passati, Yamato Video ha reso disponibili in edicola dei cofanetti DVD (spesso allegati a riviste di settore) contenenti gli episodi storici. Oggi, non essendo stabilmente fissa nei palinsesti delle piattaforme di streaming principali, la via più veloce per noi nostalgici è affidarci a YouTube, dove le community di fan hanno preservato moltissimi episodi e spezzoni completi del doppiaggio storico.
Sequel, film, libri o anime
Nonostante la serie animata sia unica e autoconclusiva, il franchise vanta qualche piccola perla:
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Il Film (Speciale): Nel 1980 uscì nelle sale giapponesi un corto cinematografico intitolato Lalabel: Il mare chiama (Mahō shōjo Raraberu: Umi ga Yobu Natsuyasumi), proiettato durante i classici festival dell’animazione della Toei.
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Il Manga: L’adattamento a fumetti dell’anime fu affidato alla disegnatrice Eiko Fujiwara e venne serializzato sulle storiche riviste per ragazze giapponesi parallelamente alla messa in onda televisiva.
Giochi
Le bambine degli anni ’80 sanno bene quanto il merchandising di Lalabel fosse desiderato:
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La Bacchetta Magica e la Valigetta: Furono prodotti i giocattoli della bacchetta a forma di cuore con la stellina gialla al centro, insieme alla riproduzione della valigetta magica con la cinghia a tracolla, identica a quella che Lalabel usava per custodire i suoi segreti e il suo diario.
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Bambole e Polistil: Splendide le bamboline di Lalabel con i vestitini di stoffa, e ricercatissime oggi le miniature e i set da gioco prodotti da aziende storiche come la Polistil e la Fabianplastica, che hanno colorato le nostre camerette.

Faq
- Qual era la formula magica di Lalabel?
Per usare i suoi poteri, Lalabel roteava la sua bacchetta magica ed esclamava “Bellalula!” (nell’originale giapponese suonava come Berarura). - Perché Lalabel scriveva sempre un proverbio alla fine della puntata?
Questo dettaglio è ciò che rende Lalabel unica nel suo genere. La Toei Animation e le reti educative giapponesi vollero inserire una forte componente didattica nello show. Ogni volta che Biscus veniva sconfitto, Lalabel rifletteva sull’accaduto (un inganno, la pigrizia, la fretta) e usava un proverbio tradizionale per fare una morale ai bambini che guardavano da casa, scrivendolo nel suo diario magico prima di andare a dormire.

