La spada di King Arthur (il cui titolo originale giapponese è Entaku no Kishi Monogatari Moero Āsā, ovvero “La storia dei cavalieri della tavola rotonda: Il fiammeggiante Arthur”) è l’epico protagonista dei nostri ricordi di oggi. Ci sono momenti in cui basta chiudere gli occhi per ritrovarsi catapultati all’indietro nel tempo, tornando a quei pomeriggi incantati della nostra infanzia, quando la magia e l’avventura prendevano vita direttamente dallo schermo del nostro salotto.
Durante la nostra infanzia vissuto storie straordinarie. Ci siamo sbellicati dalle risate con le invenzioni folli di Dr slump, abbiamo bruciato il nostro cosmo proteggendo la dea Atena al fianco de I cavalieri dello zodiaco e abbiamo solcato cieli alieni impugnando la spada magica di Blackstar. Abbiamo imparato il valore della puntualità correndo contro il tempo ne Il giro del mondo di Willy Fog, abbiamo sventato assurdi piani criminali grazie ai marchingegni de l’ispettore Gadget e catturato mostri spaventosi a colpi di zaino protonico con The real ghostbusters.
Ma c’era un giovane eroe dal cuore puro che, estraendo una spada incantata da un’incudine, ci ha portati tutti nel mitico regno di Camelot, lui era King Arthur.
Prodotta nel 1979 dalla storica Toei Animation (in collaborazione con Fuji TV), questa serie animata è una magnifica e personalissima reinterpretazione nipponica del ciclo arturiano e dei miti bretoni. Con il character design curato dal grandissimo Shingo Araki (lo stesso che poi avrebbe reso immortali I cavalieri dello zodiaco e Lady Oscar), questo anime ha saputo mescolare il fascino della cavalleria medievale con il ritmo e la magia tipici dell’animazione giapponese, regalandoci un’epopea indimenticabile.
Trama
La storia inizia in modo drammatico: il saggio Re Uther viene assassinato a tradimento dal malvagio Re Lavik, che usurpa il trono del regno di Logres avvalendosi dei poteri oscuri della strega Medessa. Il piccolo principe Arthur, ancora in fasce, viene però salvato dal saggio mago Merlino, che lo affida al fedele cavaliere Hector per farlo crescere al sicuro e all’oscuro delle sue vere origini reali.
Anni dopo, ormai quindicenne, Arthur partecipa a un torneo in cui si dice che chiunque riuscirà a estrarre una misteriosa spada (la sacra Excalibur) conficcata in un’incudine, sarà riconosciuto come il legittimo re. Davanti agli occhi increduli di tutti, il giovane compie l’impresa. Scoperta la verità sul suo passato, Arthur inizia così il suo lungo viaggio per formare l’ordine dei Cavalieri della Tavola Rotonda, radunando valorosi guerrieri per sconfiggere il tiranno Lavik, sventare le magie della strega Medessa e riportare la pace nel regno di Camelot.
Cast o Personaggi
I protagonisti di questa serie sono diventati vere e proprie icone di coraggio:
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Arthur: Il giovane, nobile e impetuoso protagonista. Coraggioso e leale, brandisce la potentissima spada Excalibur, capace di emettere bagliori magici e fiammeggianti.
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Lancillotto: L’affascinante e abilissimo cavaliere dall’armatura elegante, considerato il guerriero più forte del gruppo e migliore amico (nonché rivale) di Arthur.
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Tristano e Parsifal: Due dei più valorosi cavalieri che si uniscono alla causa. Tristano è il cavaliere malinconico e riflessivo, mentre Parsifal è impulsivo, forte e diretto.
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Ginevra: La bellissima principessa dal cuore gentile, destinata a intrecciare un forte legame con Arthur.
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Mago Merlino: Il vecchio e saggio stregone che guida Arthur nel suo percorso di crescita, comparendo nei momenti del bisogno.
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Re Lavik: L’usurpatore spietato, ossessionato dal potere e dal desiderio di distruggere l’erede di Uther.
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Strega Medessa: La potente e sinistra incantatrice che appoggia Lavik, capace di evocare demoni e lanciare letali maledizioni.
Episodi e messa in onda
La primissima serie classica è composta da 30 episodi ricchi di duelli, magia e colpi di scena.
In Italia, il cartone animato approdò nel 1981 (inizialmente sulle reti locali come Antenna Nord, per poi spopolare sui circuiti nazionali). A rendere questa serie un vero e proprio inno generazionale fu l’eccezionale sigla La spada di King Arthur, scritta da Riccardo Zara e cantata dal mitico gruppo “I Cavalieri del Re” (che presero il loro nome d’arte proprio in onore di questo cartone!). Impossibile non ricordarla e non canticchiarla!

Dove rivederlo oggi
Vuoi sguainare nuovamente Excalibur per un tuffo nei ricordi?
Oggi recuperare questa serie richiede un po’ di pazienza. Negli anni passati Yamato Video ne ha pubblicato i cofanetti DVD, diventati oggi dei bellissimi oggetti da collezione. Sebbene non sia stabilmente presente sui maggiori cataloghi di streaming, per fortuna l’instancabile community di YouTube offre spesso la possibilità di rivedere molte puntate storiche, complete dello sfrigolio dell’audio originale e dell’indimenticabile sigla d’epoca.
Sequel, film, libri o anime
Le avventure di Re Artù non si sono fermate al trentesimo episodio:
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La Seconda Serie (Il Principe dal Cavallo Bianco): Nel 1980, visti i buoni riscontri, la Toei produsse un sequel diretto di 22 puntate intitolato Moero Arthur Hakuba no Oji. In questa continuazione, dai toni leggermente più leggeri e fantastici, Arthur viaggia in incognito su una nave volante (sì, una vera e propria nave nel cielo!) affrontando nuovi nemici spaziali o mistici, in puro stile anime.
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Il Legame con la Letteratura: Ovviamente, il cartone ha spinto moltissimi di noi bambini ad avvicinarsi ai veri classici della letteratura per ragazzi, sfogliando per la prima volta i libri sulle vere leggende di Re Artù, di Mago Merlino e della ricerca del Sacro Graal.
Giochi
Le gesta eroiche del re bretone hanno conquistato anche i nostri pomeriggi di gioco:
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Le Action Figure: Furono importati e commercializzati bellissimi modellini snodabili (i classici chogokin giapponesi ricchi di metallo) raffiguranti Arthur e i suoi cavalieri, completi di scudi lucenti e spade estraibili. Averli tra le mani significava rivivere le battaglie di Camelot sul pavimento della cameretta!
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L’Album Panini: In Italia andò a ruba l’intramontabile album di figurine Panini. Scambiarsi i doppioni di Lancillotto o di Re Lavik a ricreazione era un appuntamento fisso per ogni alunno delle elementari.

Faq
- Il cartone animato è fedele alla vera leggenda di Re Artù?
Solo in parte! Gli sceneggiatori giapponesi hanno preso gli elementi base (Excalibur, Merlino, i nomi dei cavalieri e l’ambientazione) e li hanno riadattati in chiave shonen. Hanno aggiunto mostri giganti, magie visive molto simili ai superpoteri, e hanno cambiato completamente le origini di alcuni cavalieri per rendere la trama più avventurosa e adatta al giovane pubblico televisivo dell’epoca, eliminando i toni più cupi e drammatici del vero mito arturiano. - Chi cantava la sigla originale giapponese?
La sigla giapponese di apertura, Kibou yo sore wa, era cantata da nientemeno che Ichiro Mizuki, una vera e propria leggenda sacra in Giappone per aver interpretato le canzoni originali di capolavori come Mazinga Z, Jeeg Robot d’acciaio e Capitan Harlock.

