La balena Giuseppina (il cui titolo originale giapponese è Kujira no Josephina, conosciuta anche come Addio Giuseppina!) è la dolcissima protagonista del nostro tuffo nel passato di oggi. Negli anni d’oro della nostra infanzia abbiamo sognato a ritmo di musica con Kiss me Licia, abbiamo esplorato i misteri del corpo umano con Siamo fatti così e sorriso davanti alle improbabili tecniche di Nino il mio amico ninja. Ci siamo commossi seguendo i lunghi e difficili viaggi di Anna dai capelli rossi, esplorato le montagne innevate insieme a Belle et Sebastien e asciugato più di una lacrima per il dolce Remì. Ma c’era anche un’amica speciale, un cucciolo azzurro che nuotava in un bicchiere d’acqua pronto a insegnarci il coraggio di crescere.
Vi ricordate della tenerissima balena Giuseppina?
Prodotto nel 1979 dalla Ashi Productions (in collaborazione con Kokusai Eiga-sha), questo delicatissimo anime è una vera perla dell’animazione.
Se vogliamo analizzare a fondo la struttura di quest’opera, viene naturale fare un paragone con un altro colosso assoluto: Doraemon. In entrambi i cartoni troviamo un ragazzino timido e insicuro affiancato da una creatura magica che lo aiuta a superare le difficoltà quotidiane. Tuttavia, le differenze sono abissali. Mentre Doraemon è un gatto robot del futuro che usa chiuski fantascientifici per creare gag comiche che spesso peggiorano la situazione del pigro Nobita, La balena Giuseppina ha un sapore puramente fiabesco, poetico e psicologico. Giuseppina non regala oggetti magici; è l’incarnazione dell’amico immaginario, della forza interiore e della fantasia infantile. Il suo scopo non è far ridere, ma accompagnare dolcemente il bambino nel suo percorso di crescita, fino al momento inevitabile in cui non avrà più bisogno di lei.
Trama
La storia ci porta nella vita di Choppy (Santi nell’originale), un bambino spagnolo molto timido, insicuro e spaventato dal mondo che lo circonda. Una notte, mentre è solo e impaurito, il piccolo crea con la forza della sua immaginazione un’amica speciale: Giuseppina, una balenottera magica color azzurro.
Giuseppina possiede poteri straordinari: può volare nel cielo e ha la capacità di rimpicciolirsi fino a nuotare comodamente nel bicchiere d’acqua che Choppy tiene sul comodino, oppure ingrandirsi abbastanza da permettere al bambino di cavalcarla tra le nuvole. Grazie al supporto costante e affettuoso della balena, Choppy impara ad affrontare le sue piccole grandi paure infantili, esplorando il mondo, difendendosi dai bulli e iniziando ad aprirsi agli altri. È un viaggio di formazione puro e dolcissimo.
Cast o Personaggi
Il cast della serie è ristretto e intimo, perfetto per concentrarsi sulle emozioni del protagonista:
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Choppy (Santi): Il ragazzino protagonista. Inizialmente debole, piagnucolone e insicuro, compirà una maturazione profonda nel corso della serie.
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Giuseppina: L’amica immaginaria perfetta. Una balena volante, saggia, materna e protettiva. Il suo legame con Choppy è il cuore pulsante dell’anime.
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Sancio (Sanchō): Un bambino un po’ prepotente e spaccone che inizialmente fa il bullo con Choppy, ma che poi diventerà un suo buon amico.
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Rosa: L’amica del cuore di Choppy, una bambina dolce che rappresenta il suo primo, innocente legame affettivo nel mondo reale.
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I Genitori e la Nonna di Choppy: Figure affettuose che cercano di capire il mondo interiore del bambino, spesso stupiti dalla sua vivida immaginazione.
Episodi e messa in onda
Questo commovente percorso di crescita si snoda in 24 bellissimi episodi (talvolta raggruppati in 23 puntate a seconda degli adattamenti).
In Italia, il cartone arrivò nei primissimi anni ’80 (precisamente nel 1981) sulle reti televisive locali e nei circuiti storici come Euro TV. Ad accompagnare le imprese del ragazzino c’era la bellissima sigla “La balena Giuseppina”, cantata da Giampaolo Daldello: un brano orecchiabile e nostalgico che ancora oggi molti di noi ricordano a memoria. In seguito, la serie è passata anche sulle reti Mediaset con il titolo alternativo Addio Giuseppina! e una nuova sigla cantata da Cristina D’Avena.

Dove rivederlo oggi
Vuoi scrutare il fondo di un bicchiere sperando di scorgere una minuscola balena azzurra?
Recuperare questa serie è un piccolo atto d’amore per i collezionisti. Non essendo presente sui palinsesti moderni dello streaming generalista, negli anni passati Yamato Video ci ha fatto un immenso regalo pubblicando i cofanetti DVD originali con la doppia traccia audio. Altrimenti, l’infinita videoteca di YouTube rimane la nostra fidata ancora di salvezza, dove moltissimi fan hanno riversato in digitale le puntate per non perdere le voci del doppiaggio storico.
Sequel, film, libri o anime
Le origini di questa serie nascondono una particolarità bellissima legata all’Europa:
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Il Romanzo Spagnolo: A differenza del 90% degli anime dell’epoca, La balena Giuseppina non è tratta da un manga giapponese. È l’adattamento del celebre libro per ragazzi Adiós, Josefina scritto nel 1962 dall’autore spagnolo José María Sánchez Silva. Ecco perché i nomi, le atmosfere e le cittadine dell’anime hanno un forte richiamo al mondo iberico! (Per intenderci, lo stesso autore scrisse il celeberrimo Marcellino pane e vino).
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Non ci sono sequel animati. L’opera è autoconclusiva e perfetta nella sua interezza.
Giochi
Le avventure di Choppy erano più intime e poetiche, lontane dal marketing aggressivo dei robottoni, ma qualche ricordo materiale ce lo hanno lasciato:
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Quaderni e Cartoleria: Il dolce musetto azzurro di Giuseppina apparve spesso nelle cartolerie italiane dei primi anni ’80, decorando diari e quaderni che ci facevano compagnia durante i compiti di scuola.
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Peluche d’importazione: Anche se rarissimi in Italia all’epoca, in Giappone e in Spagna vennero realizzati dei tenerissimi peluche della balena, che oggi sono vere e proprie reliquie da mercatino dell’antiquariato nerd.

Faq
Prima di svuotare il bicchiere e rimboccarci le coperte, rispondiamo a qualche curiosità!
- Ma alla fine Giuseppina scompare per sempre?
Il titolo originale e quello alternativo italiano (Addio Giuseppina!) sono già un enorme spoiler. Nel commovente episodio finale, Choppy compie il suo passo definitivo verso la maturità. Diventato un bambino sicuro di sé e capace di stringere amicizie vere nel mondo reale, si rende conto di non aver più bisogno del suo rifugio immaginario. In una scena strappalacrime, la balena lo saluta e nuota via nel cielo, scomparendo per sempre, a simboleggiare l’abbandono dell’infanzia e l’ingresso nella crescita. - Come mai in TV la serie ha avuto due titoli diversi?
Dipende dai diritti di trasmissione! Quando fu acquistata dalle reti locali, andò in onda come La balena Giuseppina con la storica sigla di Giampaolo Daldello. Anni dopo, quando i diritti passarono al circuito Fininvest/Mediaset, fu re-intitolata Addio Giuseppina! con una veste grafica nuova e la sigla affidata alla regina delle sigle, Cristina D’Avena.

