I Simpson (il cui titolo originale americano è semplicemente The Simpsons) sono i protagonisti gialli e irriverenti dei nostri ricordi ricordi di oggi. In quegli anni spensierati ci lasciavamo incantare dalle illusioni di Magica Magica Emi, ridevamo a crepapelle per i disastri in divisa di Scuola di Polizia (la serie animata) o per le marachelle casalinghe dell’incontenibile Denny combinaguai. Seguivamo con il fiato sospeso le buffe e sgangherate indagini de L’ispettore Gadget e ci caricavamo di adrenalina tifando per le battaglie a colpi di onde energetiche in Dragon Ball. Ma quando dal televisore partiva il coro celestiale “The Siiimpsooons…”, seguito da quella corsa forsennata verso il divano di casa, sapevamo che stava per iniziare qualcosa di unico.
Nata dal genio di Matt Groening nel 1987 come una serie di corti per il The Tracey Ullman Show e poi diventata una serie vera e propria nel 1989 per il network Fox, questa sit-com animata ha letteralmente riscritto le regole della televisione.
Se vogliamo essere esaustivi, è inevitabile fare un confronto con la sua erede spirituale e rivale per eccellenza: I Griffin (Family Guy) di Seth MacFarlane. Entrambe raccontano le vicende di una famiglia americana disfunzionale, ma l’approccio è molto diverso. I Griffin punta tutto su un umorismo cinico, spesso estremo, basato su gag nonsense e continui stacchi temporali (i famosi cutaway). I Simpson, specialmente nelle leggendarie prime dieci stagioni, pur essendo una satira feroce della middle class americana, mantiene un’anima profondamente emotiva. Dietro l’incompetenza di Homer o il cinismo di Bart, c’è sempre un cuore pulsante: alla fine della puntata, l’amore per la famiglia trionfa sempre, regalandoci trame molto più lineari, sentimentali e radicate nella realtà quotidiana.
Trama
La serie racconta la vita quotidiana, spesso assurda ma incredibilmente familiare, della famiglia Simpson, residente nell’immaginaria e stereotipata cittadina di Springfield.
Al centro delle vicende c’è Homer, padre di famiglia pigro e goffo che lavora (malissimo) come ispettore di sicurezza alla centrale nucleare locale; Marge, la madre casalinga dalla pazienza infinita e dai vertiginosi capelli blu; Bart, il figlio ribelle e maestro degli scherzi; Lisa, la bambina prodigio, vegetariana, ecologista e incompresa; e la piccola Maggie, che comunica solo ciucciando freneticamente il suo succhiotto. Attorno a loro ruota un microcosmo di decine e decine di cittadini bizzarri: poliziotti incompetenti, direttori scolastici esauriti, vicini di casa fin troppo perfetti e capi d’azienda spietati. Ogni puntata affronta temi universali come il lavoro, la religione, l’ambiente, la politica e la cultura pop, smascherandone le ipocrisie con un’ironia brillante e tagliente.
Cast o Personaggi
Oltre alla famiglia protagonista, la cittadina di Springfield vanta un cast sterminato. Ecco alcuni volti indimenticabili:
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Ned Flanders: Il vicino di casa ultra-religioso, gentile, perfettino e insopportabilmente amichevole, bersaglio preferito dell’odio irrazionale di Homer.
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Montgomery Burns: L’avido, vecchissimo e malvagio proprietario della centrale nucleare, accompagnato dal suo fedele e innamorato assistente Waylon Smithers.
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Krusty il Clown: L’idolo televisivo di Bart. Un clown cinico, depresso, dipendente dal gioco d’azzardo e dai vizi, l’esatto opposto di ciò che dovrebbe essere un idolo per bambini.
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Boe Szyslak (Moe): Il burbero e sfortunato barista della “Taverna di Boe”, rifugio di Homer e dei suoi compari di bevute Barney, Lenny e Carl.
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Seymour Skinner e il Commissario Winchester: Rispettivamente il preside della scuola elementare perennemente vessato da sua madre, e il capo della polizia più corrotto e incompetente della storia della TV.
Episodi e messa in onda
Il successo di questa serie è ciclopico: con oltre 750 episodi e più di 35 stagioni, è la sit-com e la serie animata più longeva della storia della televisione americana.
In Italia, la febbre gialla è esplosa nel 1991, quando la serie debuttò in prima serata su Canale 5. Ma per noi cresciuti negli anni ’90, I Simpson significano una sola cosa: il primo pomeriggio di Italia 1 alle 14:30. Era l’appuntamento fisso al ritorno da scuola. Un pezzo enorme del successo nel nostro Paese si deve all’adattamento e al monumentale doppiaggio del compianto Tonino Accolla, che ha regalato a Homer quella voce graffiante e indimenticabile, rendendo il suo “D’oh!” un vero marchio di fabbrica italiano.
Dove rivederlo oggi
Vuoi rimetterti sul divano e goderti la mitica gag della sigla iniziale?
Oggi I Simpson sono più accessibili che mai. La piattaforma streaming Disney+ possiede l’intero catalogo completo di tutte le stagioni, permettendoti di fare maratone infinite. Inoltre, Italia 1 non ha mai smesso di trasmettere le avventure della famiglia di Springfield, mantenendo in vita quell’appuntamento pomeridiano che per molti di noi ha il sapore di casa.

Sequel, film, libri o anime
L’impero di Matt Groening non si è fermato al piccolo schermo:
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I Simpson – Il film (2007): Un grandissimo evento cinematografico che ha portato la famiglia gialla sul grande schermo in un’avventura epica (e ambientalista), campione d’incassi in tutto il mondo. Spider-Pork è ancora nei nostri cuori!
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I Fumetti: La Bongo Comics, fondata dallo stesso Groening, ha pubblicato per anni storie originali a fumetti, meravigliosamente tradotte e vendute anche nelle edicole italiane per tutto l’arco degli anni ’90 e 2000.
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Crossover Epici: La serie ha incontrato ufficialmente i personaggi di Futurama (l’altra geniale creatura di Groening) in un indimenticabile episodio crossover, e persino la famiglia de I Griffin, sancendo la pace (televisiva) tra i due giganti dell’animazione.
Giochi
Il merchandising della serie è praticamente infinito, ma nei videogiochi ha lasciato segni indelebili:
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I Coin-op da sala giochi: Nei primi anni ’90, l’arcade della Konami de I Simpson (un picchiaduro a scorrimento in cui si affrontava il signor Burns con tutta la famiglia) ci ha letteralmente prosciugato le paghette a furia di gettoni.
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The Simpsons Hit & Run (2003): Un capolavoro uscito per PlayStation 2, Xbox e GameCube. Era sostanzialmente un clone scanzonato di Grand Theft Auto ambientato a Springfield: poter esplorare l’intera città a bordo dell’auto rosa di Homer guidando come dei pazzi era il sogno di ogni fan!
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Il gioco Mobile: I Simpson: Springfield (Tapped Out) è uno dei giochi per smartphone più scaricati e longevi di sempre, dove bisogna ricostruire la città da zero dopo che Homer l’ha fatta inavvertitamente esplodere.

Faq
Prima di scolarti una birra Duff ghiacciata e spegnere la TV, rispondiamo a un paio di curiosità classiche!
- Perché i personaggi sono gialli?
Fu una scelta voluta e geniale di Matt Groening per catturare l’attenzione degli spettatori che facevano zapping sfrenato in televisione. Vedere un lampo giallo sullo schermo costringeva l’occhio a fermarsi. Inoltre, si dice che un animatore avesse proposto quel colore proprio per rendere lo show visivamente unico e inconfondibile. - In quale stato americano si trova esattamente Springfield?
È il mistero più celebre della TV! Groening ha chiamato la città Springfield proprio perché è uno dei nomi di città più comuni negli Stati Uniti (ne esistono decine in altrettanti Stati). La posizione geografica dello show cambia in continuazione per adattarsi alle esigenze comiche della trama di ogni singolo episodio (a volte confina col mare, a volte col deserto, a volte con montagne innevate), diventando una “città di ovunque e da nessuna parte”.

