È quasi magia Johnny (il cui titolo originale giapponese è Kimagure Orange Road) è la scintilla che accende la nostra macchina del tempo di oggi. Vi capita mai di sentire in lontananza il suono di un sax o una vecchia canzone pop anni ’80 e ritrovarvi improvvisamente proiettati indietro nel tempo, seduti sul pavimento della cameretta di quand’eravamo ragazzini? Negli anni d’oro della televisione abbiamo vissuto amori, risate e passioni di ogni genere. Abbiamo seguito i concerti e i batticuori adolescenziali di Kiss me Licia, ammirato la tenacia e la sconfinata fantasia di Anna dai capelli rossi e sorriso delle follie spaziali e romantiche di Lamù. Abbiamo ballato a ritmo di rock e ologrammi con Jem e le Holograms e ci siamo sbellicati dalle risate con i poteri surreali dell’imbranata Nanà Supergirl. Ma c’è stato un triangolo amoroso indimenticabile, sospeso tra poteri paranormali e l’adolescenza più pura, che ci ha tenuti incollati allo schermo con il fiato sospeso per mesi, lo ricordate?
Prodotto nel 1987 dal celebre Studio Pierrot e tratto dall’omonimo manga del compianto maestro Izumi Matsumoto, questo cartone animato è una pietra miliare assoluta.
Se vogliamo analizzarlo attentamente, è affascinante notare la differenza con un altro grandissimo anime coevo come Lamù. Entrambi presentano un triangolo amoroso e un elemento soprannaturale (gli alieni in un caso, i poteri ESP nell’altro). Tuttavia, mentre in Lamù l’elemento magico/alieno è il motore predominante di una commedia slapstick demenziale e frenetica, in Orange Road i poteri ESP di Johnny sono quasi marginali. Fungono solo da pretesto (o da espediente comico) per innescare equivoci romantici. Il vero fulcro dell’opera è lo slice of life: la narrazione incredibilmente realistica, matura e malinconica dei turbamenti adolescenziali, della crescita e delle indecisioni del cuore.
Trama
La storia inizia quando la famiglia Kasuga (che nell’adattamento italiano ha il cognome omesso o semplificato) si trasferisce in una nuova città. La particolarità di questa famiglia è che tutti i membri (tranne il padre) possiedono l’ESP, ovvero poteri paranormali come telecinesi, teletrasporto e ipnosi.
Il primogenito Kyosuke (il nostro Johnny), passeggiando su una scalinata di 99 gradini, riesce a prendere al volo un cappello di paglia rosso volato via a una ragazza bellissima e misteriosa. È il classico colpo di fulmine. A scuola, però, scopre che quella ragazza dolce e affascinante è Madoka (Sabrina), temuta da tutti perché considerata una teppista ribelle. Come se non bastasse, la migliore amica di Sabrina, la solare ed energica Hikaru (Tinetta), si innamora perdutamente di Johnny dopo averlo visto usare (di nascosto) i suoi poteri per segnare un canestro impossibile. Inizia così un infinito, dolce e tormentato triangolo amoroso: Johnny è follemente attratto dalla complessa Sabrina, ma non ha il coraggio di ferire i sentimenti della dolcissima Tinetta, finendo per trascinare la situazione in un mare di esilaranti e malinconici equivoci.
Cast o Personaggi
Il carisma di questa serie risiede nei suoi personaggi indimenticabili, che noi italiani abbiamo conosciuto con nomi decisamente diversi dagli originali:
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Johnny (Kyosuke Kasuga): Il protagonista indeciso, timido e insicuro, dotato di poteri ESP. Il suo perenne tentennamento tra le due ragazze è il motore della storia.
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Sabrina (Madoka Ayukawa): Una delle icone femminili assolute degli anni ’80. Bellissima, suona il sassofono e lavora al bar ABCB. All’apparenza distaccata e ribelle, nasconde un animo profondo, adulto e romantico.
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Tinetta (Hikaru Hiyama): L’esatto opposto di Sabrina. È vivace, infantile, estroversa e innamorata persa di Johnny, che chiama affettuosamente “tesoruccio”.
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Manuela e Simona (Kurumi e Manami): Le sorelle minori di Johnny, gemelle. Anche loro dotate di poteri, spesso li usano in modo irresponsabile cacciando il fratello nei guai.
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Ercole (Kazuya): Il pestifero cuginetto di Johnny. È telepate e usa spessissimo la “testata telepatica” per scambiare il suo corpo con quello del cugino (creando disastri con Sabrina e Tinetta).
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Il Nonno: Anziano e vispo capostipite della famiglia, dotato di poteri ESP formidabili ma spesso usato per le gag comiche.
Episodi e messa in onda
I tormenti amorosi di Johnny si dipanano in 48 episodi televisivi.
In Italia, la serie sbarcò nel 1989 su Italia 1, diventando un fenomeno di costume pazzesco grazie anche all’iconica sigla “È quasi magia Johnny”, cantata da Cristina D’Avena. Tuttavia, l’adattamento Mediaset fu vittima di una censura devastante. Oltre a cambiare tutti i nomi (persino i nomi dei locali e delle città), vennero tagliati interi episodi, rimosse quasi tutte le scene che mostravano accenni di sensualità o temi considerati “troppo adulti” (come l’uso di alcolici o i veri sentimenti conflittuali dei personaggi), trasformandolo in un cartone quasi esclusivamente infantile, quando l’originale era pensato per i teenager.

Dove rivederlo oggi
Vuoi scendere di nuovo quei 99 gradini e ascoltare la colonna sonora pop anni ’80?
Fortunatamente oggi possiamo godere dell’opera nella sua forma originale! Yamato Video ha fatto un lavoro straordinario ripubblicando la serie in cofanetti DVD e Blu-ray, offrendo sia il doppiaggio storico (per i nostalgici) sia una versione integrale e non censurata, rispettosa dell’originale giapponese Kimagure Orange Road. In digitale, la serie fa spessissimo capolino sul canale Anime Generation (su Amazon Prime Video) per infinite maratone serali.
Sequel, film, libri o anime
La conclusione della serie TV lasciava le cose un po’ in sospeso, ma l’opera ha avuto un prosieguo spettacolare:
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Il Manga Originale: Il fumetto di Izumi Matsumoto è un capolavoro edito in Italia da Star Comics (con svariate ristampe nel corso dei decenni). Da leggere assolutamente per vivere la vera essenza della storia.
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Gli OAV: Furono realizzati 8 episodi speciali usciti direttamente per il mercato home-video, con una qualità d’animazione eccellente e storie inedite.
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I Film Cinematografici: Il primo film, Voglio tornare a quei giorni (1988), è la vera e drammatica conclusione del triangolo amoroso narrato nella serie. Anni dopo, nel 1996, uscì un secondo film, …e poi, l’inizio di quell’estate (Shin Kimagure Orange Road), che mostra i personaggi ormai adulti e al college.
Giochi
Nonostante l’assenza di astronavi o robottoni, l’universo di Orange Road ha invaso le nostre camerette:
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I “Rodovetri” e i Poster: Negli anni ’90, possedere un poster di Sabrina al sassofono o un rarissimo “cel” d’animazione originale (i fogli di acetato usati per disegnare l’anime) significava avere un vero tesoro in camera.
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Le Action Figure: Il merchandising in Italia si è risvegliato per noi collezionisti adulti. Oggi esistono splendide statuine in PVC (soprattutto della linea Megahouse o Pop Up Parade) che riproducono Sabrina e Tinetta in modo incredibilmente dettagliato.

Faq
- Cosa significa il titolo originale “Kimagure Orange Road”?
Kimagure in giapponese si traduce come “capriccioso” o “volubile” (aggettivo perfetto per descrivere l’umore adolescenziale dei protagonisti, in particolare l’indecisione di Johnny e il carattere di Sabrina). Orange Road è il nome della strada in cui abitano i personaggi, ma rappresenta anche metaforicamente la strada, colorata e un po’ incerta (come un tramonto arancione), dell’adolescenza. - Ma alla fine, Johnny chi sceglie tra Sabrina e Tinetta?
Nella serie TV censurata italiana il finale è molto annacquato e aperto. Tuttavia, nel film conclusivo Voglio tornare a quei giorni (e nel finale del manga originale), Johnny prende finalmente una decisione matura e definitiva. Rompe dolorosamente i rapporti con la dolce Tinetta, dichiarando una volta per tutte il suo amore esclusivo per Sabrina, mettendo fine al triangolo in una delle sequenze più mature e malinconiche dell’animazione anni ’80.

