Dragon Ball (il cui titolo originale giapponese è Doragon Bōru) ha il potere incredibile di risvegliare l’animo bambino che è in ognuno di noi. Gli anni 80 e 90 erano un’epoca d’oro per l’animazione: ci esaltavamo per le tecniche letali di Ken il guerriero, soffrivamo e sudavamo sul ring con Rocky Joe, sognavamo di dominare l’energia psichica insieme a Babil junior e viaggiavamo su mondi lontani lottando al fianco dei felini Thundercats o impugnando le spade magiche di Blackstar. Eppure, c’è stato un ragazzino ingenuo, armato solo di un bastone allungabile e di una nuvola d’oro, che ha letteralmente stravolto il nostro immaginario e ridefinito il genere d’azione. Ricordate chi era?
Prodotta dalla Toei Animation nel 1986 e tratta dal manga immortale del compianto maestro Akira Toriyama, questa primissima serie animata è un capolavoro assoluto che ha fatto la storia.
È interessante notare quanto fosse innovativo l’approccio di Toriyama, specialmente se mettiamo a confronto Dragon Ball con l’altro colosso delle arti marziali di quel decennio: Ken il guerriero. Mentre l’opera di Tetsuo Hara era ambientata in un mondo post-apocalittico e si distingueva per toni tragici, iper-violenti e drammatici, il primo Dragon Ball faceva l’esatto opposto. Prendendo spunto dalla classica leggenda cinese dello Scimmiotto (Il viaggio in Occidente), l’anime ci catapultava in un mondo solare, coloratissimo, dominato da un umorismo brillante, gag demenziali e pura esplorazione fantastica. Solo col passare degli episodi e dei tornei, l’atmosfera avrebbe assunto i toni più seriosi e action che l’hanno poi resa celebre.
Trama
Tutto ha inizio in una remota zona montuosa, dove vive Son Goku, un ragazzino selvaggio, dotato di una forza straordinaria e di una bizzarra coda da scimmia. Rimasto solo dopo la morte del nonno adottivo, la sua vita pacifica viene stravolta dall’incontro/scontro con Bulma, una geniale sedicenne di città armata di veicoli iper-tecnologici.
Bulma è alla ricerca delle leggendarie sette Sfere del Drago: magiche sfere arancioni con delle stelline all’interno che, se radunate, permettono di evocare il drago divino Shenron, capace di esaudire un solo, grande desiderio. Goku decide di seguirla, dando il via a un viaggio rocambolesco. Lungo la strada, i due si faranno tantissimi amici (e altrettanti nemici), ma soprattutto Goku deciderà di intraprendere la via delle arti marziali. Affidandosi agli allenamenti massacranti (e spesso esilaranti) del Maestro Muten, Goku crescerà partecipando al celebre Torneo Tenkaichi, scontrandosi con organizzazioni militari come il perfido Fiocco Rosso e, infine, affrontando il demoniaco Gran Re Demone Piccolo.
Cast o Personaggi
Il cast della prima serie è una parata di personaggi stravaganti e indimenticabili:
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Son Goku: Il protagonista ingenuo e puro di cuore, con un appetito letteralmente insaziabile e una passione smodata per il combattimento e l’allenamento.
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Bulma: Intelligente, viziata e un po’ vanitosa, ma dotata di un ingegno tecnologico senza pari. È lei a inventare il Radar del Drago.
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Crilin (Kuririn): Il monaco calvo, compagno di allenamenti di Goku. Inizialmente furbo e un po’ scorretto, diventerà il suo migliore amico assoluto.
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Maestro Muten (Genio delle Tartarughe): L’anziano e pervertitissimo maestro di arti marziali. Vive su un’isoletta sperduta ed è l’inventore della leggendaria mossa energetica Kamehameha.
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Yamcha (Iamko) e Pual: Inizialmente un predone del deserto terrorizzato dalle ragazze, Yamcha diventa un prezioso alleato insieme al suo inseparabile animaletto mutaforma.
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Tenshinhan (Tensing) e Jiaozi (Riff): Prima spietati rivali della Scuola della Gru, poi nobili guerrieri e fedeli alleati di Goku.
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Piccolo Daimao (Al Satan): L’antagonista definitivo della prima serie. La personificazione del male assoluto sulla Terra, capace di generare demoni.
Episodi e messa in onda
Questa gloriosa prima epopea è raccontata in ben 153 episodi.
In Italia, il cartone ha avuto una storia distributiva curiosa. Arrivò per la prima volta nel 1989 su Junior TV (con una fedelissima edizione che manteneva le sigle originali giapponesi). Tuttavia, la vera e propria esplosione mediatica che ha segnato la nostra generazione avvenne solo nel 1999, quando Mediaset (su Italia 1) decise di riadattarlo e trasmetterlo quotidianamente, lanciandolo con la mitica e amatissima sigla cantata da Giorgio Vanni, che ancora oggi fa ballare i palazzetti interi.

Dove rivederlo oggi
Senti l’improvviso bisogno di allenarti portando un guscio di tartaruga sulla schiena? Niente di più facile!
Oggi l’anime è ampiamente disponibile. Yamato Video ha distribuito l’intera serie classica in eleganti cofanetti DVD perfetti per le nostre mensole. In digitale, gli episodi fanno spesso capolino su Amazon Prime Video (attraverso il canale Anime Generation) e Mediaset continua, ciclicamente, a trasmettere repliche sulle reti dedicate come Italia 2, rendendolo di fatto un classico intramontabile che non lascia mai i nostri teleschermi.
Sequel, film, libri o anime
Parlare dell’universo di Dragon Ball significa parlare del più grande impero dell’animazione giapponese:
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Le Serie Successive: Dopo questa prima serie, la storia prosegue senza interruzioni con il colossale Dragon Ball Z (incentrato sulle origini aliene di Goku e sui combattimenti su scala cosmica), per poi passare a Dragon Ball GT (non canonico ma amatissimo) e al modernissimo e ufficiale Dragon Ball Super.
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Il Manga: L’intera storia della prima serie e della serie Z è contenuta in un unico, gigantesco manga originale a firma di Akira Toriyama, pubblicato in Italia da Star Comics e ristampato in innumerevoli e prestigiose edizioni.
Giochi
Il radar del merchandising impazzisce se si punta su Goku e compagni:
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Le Action Figure storiche: Già a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, le edicole italiane e i negozi di giocattoli della Giochi Preziosi strabordavano di pupazzi in plastica snodabile. Oggi, la linea S.H. Figuarts della Bandai propone le versioni definitive e iperdettagliate del piccolo Goku.
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I Videogiochi: I titoli dedicati al brand sono letteralmente centinaia. Se i vecchi picchiaduro a 16-bit del Super Nintendo restano pietre miliari del retrogaming, per i fan moderni capolavori come Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi o l’avventura RPG Dragon Ball Z: Kakarot rappresentano l’esperienza definitiva.

Faq
Prima di chiamare a squarciagola la Nuvola Speedy, ecco un paio di curiosità da veri intenditori!
Cosa significa la parola “Kamehameha” (Onda Energetica)? Akira Toriyama ha raccontato che, mentre cercava un nome “energico” e d’impatto per l’attacco speciale del Maestro Muten, sua moglie suggerì di usare la parola Kamehameha, che era il nome di un leggendario sovrano che unificò il Regno delle Hawaii. Visto che il Maestro Muten vive su un’isola tropicale in stile hawaiano, il nome era assolutamente perfetto!
Perché Goku ha la coda da scimmia all’inizio della storia? Inizialmente, come detto, Toriyama voleva semplicemente omaggiare il Re Scimmia del romanzo cinese Il viaggio in Occidente. Tuttavia, con l’avanzare della storia e l’inizio della serie Z, l’autore ha trasformato brillantemente questa particolarità estetica nel tassello fondamentale per un colpo di scena pazzesco: rivelare che Goku, in realtà, appartiene a una potentissima stirpe extraterrestre chiamata Saiyan, che possiede per natura quella coda.

