Devilman (il cui titolo originale giapponese è Debiruman) è il protagonista di tanti pomeriggi dei nostri anni più spensierati. Ci sono giorni in cui il vento fischia un po’ più forte fuori dalla finestra, l’atmosfera si fa vagamente più cupa, e la mente non può fare a meno di tornare a quei cartoni animati che ci tenevano incollati allo schermo, regalandoci anche qualche piccolo, indimenticabile brivido. In quegli anni favolosi abbiamo imparato le letali e millenarie arti marziali con Ken il guerriero, sollevato al cielo la spada magica urlando insieme a He-Man e i dominatori dell’universo e cavalcato valorosamente a difesa di Etheria con She-ra la principessa del potere. Abbiamo ruggito battendoci contro i Mutanti al fianco dei Thundercats, esplorato galassie ostili impugnando la Spada Stellare di Blackstar e assistito alla guerra millenaria per l’Energon schierandoci con i mitici Transformers. Ma in mezzo a tutti questi eroi scintillanti, c’era un demone ribelle che scelse di voltare le spalle alla sua stirpe per amore di una ragazza umana, lui è Devilman.
Nato nel 1972 dalla mente geniale e trasgressiva di Gō Nagai e prodotto dalla Toei Animation, l’anime di Devilman rappresenta un unicum nella storia della televisione. Venne concepito quasi in contemporanea all’omonimo e leggendario manga, ma con una differenza sostanziale: mentre il fumetto era un’opera cruda, filosofica, violenta e destinata a un pubblico maturo, la serie animata fu pesantemente riadattata per diventare un prodotto televisivo adatto ai bambini, trasformandosi in una sorta di “monster of the week” (un mostro diverso da sconfiggere ogni settimana) dai toni supereroistici.
Trama
La Tribù dei Demoni, un’antica razza che dominava la Terra prima dell’umanità, si risveglia dal suo sonno millenario nei ghiacci dell’Himalaya. Il potentissimo Grande Demone Zenon decide che è giunto il momento di riprendersi il pianeta, spazzando via gli esseri umani. Per spianare la strada all’invasione, invia sulla Terra uno dei suoi guerrieri più forti: Devilman.
Giunto in Giappone, il demone uccide un giovane e timido liceale di nome Akira Fudo (morto assiderato durante un’escursione in montagna con il padre) e si impossessa del suo corpo per nascondersi tra gli umani. Andando a vivere a casa della famiglia Makimura, amici del defunto padre di Akira, Devilman si innamora perdutamente della bellissima e agguerrita Miki Makimura. Questo sentimento, del tutto sconosciuto per un demone, gli fa cambiare schieramento. Decide così di usare i suoi poteri demoniaci per proteggere Miki e l’intera umanità, affrontando uno dopo l’altro gli spietati emissari inviati da Zenon per punire il suo tradimento.
Cast o Personaggi
I protagonisti dell’anime bilanciano l’atmosfera demoniaca con siparietti da commedia scolastica:
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Devilman / Akira Fudo: Il protagonista. Nella sua forma umana, a causa della possessione, non è più il ragazzino timido di un tempo, ma un tipo spavaldo e ribelle. Quando si trasforma, diventa il colossale demone verde, nero e rosso dotato di ali da pipistrello.
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Miki Makimura: La ragazza che fa battere il cuore al demone. È dolce ma ha anche un bel caratterino, ed è sempre pronta a sgridare Akira quando si comporta male.
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Tare Makimura: Il fratellino minore di Miki, classico elemento comico della serie, spesso coinvolto nei pericoli creati dai demoni.
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Zenon (Il Grande Demone): L’inquietante e colossale signore dei demoni, dotato di tre volti e di un potere smisurato.
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Lala: Una diavoletta sciocca e un po’ imbranata, inviata inizialmente per uccidere Devilman ma che finisce per innamorarsi di lui, agendo come spalla comica.
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Alphonse: Il grottesco e sgangherato professore della scuola di Akira, inserito esclusivamente per alleggerire i toni della serie.
Episodi e messa in onda
La storica serie animata è composta da 39 indimenticabili episodi.
In Italia, il demone di Gō Nagai atterrò nel 1983, trasmesso sulle reti televisive locali e in syndication. Ma ciò che ha reso Devilman un mito assoluto nel nostro Paese è l’immensa, epica, insuperabile sigla italiana. Cantata da I Cavalieri del Re (scritta dal maestro Riccardo Zara), con quel ritornello incalzante e il testo memorabile, è considerata all’unanimità una delle sigle dei cartoni animati più belle mai composte nella storia della nostra televisione.

Dove rivederlo oggi
Vuoi sferrare un “Lampo del Diavolo” e rituffarti negli anni ’70?
Yamato Video ha coccolato i fan italiani rilasciando, nel corso degli anni, edizioni restaurate della serie storica sia in DVD che in Blu-ray. Per chi preferisce lo streaming, gli episodi storici di Akira e Miki sono spesso disponibili sul canale Anime Generation (all’interno di Prime Video). E per un brivido rapido, YouTube è sempre zeppo di spezzoni storici e intere playlist caricate dai fan più affezionati.
Sequel, film, libri o anime
L’impatto di Devilman sulla cultura pop mondiale è devastante, generando infinite incarnazioni:
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Il Manga Originale: Il capolavoro cartaceo di Gō Nagai (da leggere assolutamente, ma preparatevi a una trama molto più apocalittica e tragica rispetto all’anime).
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Gli OAV degli anni ’80 e ’90: Meravigliosi mediometraggi animati (La Genesi, L’Arpia Silen e Amon – L’apocalisse di Devilman) che riprendono la vera, cruda storia del manga con animazioni e un character design stupendi.
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Devilman Crybaby (2018): La geniale e visionaria serie Netflix diretta dal maestro Masaaki Yuasa, che attualizza la storia del fumetto portandola ai giorni nostri con uno stile grafico psichedelico e un ritmo pazzesco.
Giochi
Le incarnazioni giocattolo del demone non potevano mancare sugli scaffali dei fan:
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Action Figure e Chogokin: Se da piccoli i giocattoli di Devilman scarseggiavano in Italia, oggi il mercato per noi collezionisti adulti è immenso. Dalle splendide e dettagliate S.H. Figuarts della Bandai, fino ai meravigliosi e pesantissimi robot in metallo della linea Soul of Chogokin (che, sebbene Devilman non sia un robot meccanico, ha dedicato figure fantastiche al personaggio), c’è l’imbarazzo della scelta per arricchire la nostra scrivania.

Faq
- Perché nell’anime Devilman non siede su un cornicione come fa nella sigla italiana?
L’iconica immagine di Devilman seduto pensieroso in cima a un grattacielo non appartiene alla serie animata storica! I curatori italiani della sigla presero gli spezzoni di un anime molto più recente dedicato a un altro personaggio (MazinSaga) e li usarono come video per il brano musicale, creando un po’ di confusione visiva, ma regalando un risultato epico. - Chi pronunciava le frasi inquietanti all’inizio della sigla italiana?
L’intro parlata della sigla (“Sono io il principe dei mostri…“) è recitata dallo stesso Riccardo Zara, leader de I Cavalieri del Re, che volle dare un tocco teatrale, shakespeariano e oscuro al brano prima di far esplodere la melodia pop.

