COME SI DIVENTA GAMER PROFESSIONISTI?

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Fino a qualche tempo fa, passare ore e ore davanti a un video gioco era considerato per molti una perdita di tempo (genitori in primis), ma negli ultimi anni grazie all’esplosione degli eSports ha di pari passo incrementato le possibilità di guadagno per chi vi si cimentava nella loro versione agonistica. Veri e propri team con giocatori di professione e come tali con necessità di lunghe ore di allenamenti, sponsor, campionati e ovviamente un più o meno lauto stipendio.

Ma come si diventa realmente un giocatore di videogiochi professionista? Diciamolo subito, non pensate che sia una cosa facile, soltanto pochissimi tra i tanti riescono a crearsi una vera carriera. Tutti però, sono passati attraverso un iter abbastanza simile.

Focalizzare la propria passione

Quando parliamo di passione per i video giochi, forse siamo un po’ troppo generici. Intendiamoci, quando giochiamo per divertimento è giusto e legittimo provare un po’ tutte le esperienze ludiche possibili, dai giochi di ruolo agli sparatutto passando per i vari sportivi.

Se pensiamo però a uno sviluppo in ambito professionale, diventa ovviamente necessario fare delle scelte abbastanza precise. Si parte dal “filone” del genere preferito, quello con cui ci sentiamo più a nostro agio, in cui stiamo ottenendo risultati migliori. Per poi magari affinare proprio il singolo gioco in maniera maniacale, perchè è ovvio che più lo si conosce, più possibilità avremo di diventare competitivi.

Giocare. Giocare. Giocare.

La vita di un gamer professionista (o semi-professionista) passa necessariamente attraverso lunghe ore di allenamento. Dopo aver “scelto” il genere e il gioco infatti, dovremo padroneggiare al meglio ogni tipo di situazione in merito, conoscere nel dettaglio tutte le possibilità che il gioco offre. E per farlo non c’è altro modo che studiarlo e giocare a ripetizione.

Ed è solo il primo step. Perchè qua parliamo di uno gioco agonistico, che implica quindi un qualche tipo di sfida. A seconda del gioco ci saranno sicuramente dei tornei online o delle classifiche di merito da scalare, in alcuni casi delle vere e proprie competizioni a cui partecipare (o tentare di farlo tramite qualificazioni o scalando il ranking specifico). Inutile dirvi che sono in tantissimi a tentare, in pochi a riuscirci, ma con tanta applicazione almeno qualche tentativo si può riuscire a farlo.

Parola d’ordine: farsi notare

Proprio perchè i gamer bravissimi nel gioco puro e semplice sono davvero pochi, la porta di accesso delle vittorie nei vari tornei è sempre molto ristretta. E a volte non basta nemmeno. Certo se davvero si ottengono vittorie a raffica, qualcuno prima o poi lo noterà sicuramente. Ma in generale basta guardarsi un attimo in giro per vedere che tutti i gamer più pagati e con maggiore successo, sono soprattutto quelli che sono riusciti a creare una vera e propria comunity attorno a loro.

Gli strumenti sono i soliti, i canali social. Da portare avanti tutti all’unisono, in particolare ovviamente quelli video come Twitch (che per molti è la prima fonte di reddito) o Youtube (parliamo di gamer con milioni di utenti al seguito). Lo “streaming” online è diventato infatti il modo migliore non solo per ottenere un reddito di base proponendosi mentre si gioca, ma anche un ottima occasione per farsi vedere da qualche “talent scout” interessato sì al fatto che siamo bravi nei videogame, ma soprattutto al seguito che siamo riusciti a crearci.

Un joypad, un team

Tutto il percorso è fatto da scelte personali, da ore di allenamento in solitaria (salvo chi è online insieme a noi). Ma uno dei punti fondamentali ad un certo punto del percorso, è trovare un buon team con cui circondarsi. Non solo per condividere passione e vittorie, ma anche per confrontarsi sulle metodologie di gioco, creare nuove strategie condivise, migliorare di fatto su tutti i fronti.

Oltre appunto al moltiplicare le possibilità di crescita dei nostri canali social, dove proprio questo tipo di condivisioni sono un metodo sicuro per aumentare i propri fan.

Potremmo dire insomma che il mestiere del gamer è fatto solo in piccola parte di gioco agonistico reale (competizioni, tornei e quant’altro). La maggior parte del tempo invece sarà un lavoro certosino di allenamenti ripetitivi, streaming ad ogni ora e qualunque tipo di pubblic relation per provare ad aprire le porte del professionismo.

Questo se si cerca un qualche introito. Perchè non dimentichiamoci che i video giochi sono, e saranno, soprattutto un divertimento per quasi tutti. Ma se siete bravi, costanti, volenterosi e fortunati, perchè non provare.

Fonte immagine: piqsels20

A cura di: Hibet Social

 

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