Bun Bun (il cui titolo originale giapponese è Hoero Bun Bun) è il tenerissimo protagonista del nostro viaggio nei ricordi di oggi. Certe volte basta accarezzare un cucciolo o incrociare lo sguardo dolce di un cagnolino per strada per fare un balzo all’indietro nel passato. In quegli anni spensierati della nostra infanzia, le emozioni non mancavano mai davanti allo schermo. Abbiamo sognato e cantato a ritmo di rock con Kiss me Licia, abbiamo riso fino alle lacrime per le geniali marachelle di Hello Spank e abbiamo provato a imparare improbabili tecniche di arti marziali con Nino il mio amico ninja. Abbiamo ammirato il coraggio e la fervida immaginazione di Anna dai capelli rossi, vissuto avventure incredibili tra i monti innevati con Belle et Sebastien e volato spensierati di fiore in fiore insieme a l’ape Maia.
Ma c’era anche un piccolissimo cagnolino che, sfidando mille pericoli in un mondo che sembrava gigantesco, ci ha insegnato il significato della speranza e dell’amicizia vera. Vi ricordate di Bun Bun?
Prodotto nel 1980 dalla Wako Productions e trasmesso originariamente in Giappone su TV Tokyo, questo anime si inserisce in quel fortunatissimo filone di cartoni animati “strappalacrime” che vedeva protagonisti simpatici animali alla ricerca di un affetto perduto. A differenza di storie con grandi drammi umani, questa serie ci mostrava il mondo, con tutte le sue insidie e le sue meraviglie, visto esclusivamente ad altezza di cucciolo. Un piccolo capolavoro di tenerezza che ci teneva col fiato sospeso ogni pomeriggio.
Trama
La storia inizia in modo molto triste: Bun Bun è un dolcissimo cucciolo di cane che viene crudelmente abbandonato e separato dalla sua amata mamma, venduta a un altro padrone e portata lontano. Rimasto solo e spaventato, il piccolo decide di non arrendersi e si mette coraggiosamente in viaggio per ritrovarla.
La strada per un cucciolo indifeso è piena di pericoli: accalappiacani spietati, cani randagi prepotenti e le mille difficoltà della vita all’aperto. Per sua fortuna, il destino mette sulla sua strada due alleati formidabili. Il primo è Zio Nora (Spillo in alcune traduzioni), un grosso e burbero cane randagio, dall’aspetto vissuto ma dal cuore d’oro, che prende il piccolo sotto la sua protezione. A loro si aggiunge Charlie, un cane furbo, imbroglione e opportunista, ma che finisce per affezionarsi profondamente al gruppo. Insieme, questo strambo trio affronterà mille peripezie girando di città in città, guidati solo dall’amore incondizionato del cucciolo per la sua mamma.
Cast o Personaggi
I protagonisti a quattro zampe di questa serie sono indimenticabili per la loro caratterizzazione umana:
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Bun Bun: Il piccolissimo protagonista. È un cucciolo innocente ma dotato di una testardaggine e di un coraggio ammirevoli. Non perde mai la speranza.
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Zio Nora: Un grosso cane randagio (simile a un mastino o a un incrocio). Apparentemente scontroso e indurito dalla vita di strada, diventa in realtà un vero padre putativo per Bun Bun, rischiando spesso la vita per lui.
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Charlie: Il lato comico del gruppo. Un randagio furbo, scansafatiche e maestro degli inganni, che spesso si caccia nei guai ma che dimostra in più di un’occasione grande lealtà.
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La Mamma di Bun Bun: Il motore di tutta la storia, un dolce cane che appare nei sogni e nei ricordi del cucciolo per dargli forza.
Episodi e messa in onda
Il viaggio di Bun Bun è raccontato in 39 emozionanti episodi.
In Italia, il cucciolo è arrivato a metà degli anni ’80, trovando la sua casa ideale sulle reti televisive locali e nei circuiti storici (come Euro TV e Odeon TV). Molti di noi ricordano con un sorriso malinconico la bellissima sigla italiana, un motivetto dolce e orecchiabile che ci preparava emotivamente alle piccole e grandi imprese del nostro eroe.

Dove rivederlo oggi
Vuoi rimetterti in viaggio e scoprire se il cucciolo ha finalmente riabbracciato la sua mamma?
Rispetto ad altri colossi dell’animazione, recuperare questa serie oggi è una piccola sfida da “cercatore di tesori”. Non essendo stabilmente presente sui moderni cataloghi di streaming, la vera miniera d’oro per noi nostalgici resta il caro vecchio YouTube. Lì, grazie a tanti appassionati, è possibile scovare playlist con episodi completi, salvati direttamente dalle storiche registrazioni in VHS delle TV locali.
Sequel, film, libri o anime
Sebbene l’anime si concluda chiudendo perfettamente l’arco narrativo del cucciolo, ci sono un paio di curiosità sulle sue origini:
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Il Manga: L’anime è liberamente ispirato all’omonimo manga di Shigeru Tsuchiyama. L’opera cartacea, purtroppo inedita in Italia, esplora con lo stesso tono avventuroso il viaggio del protagonista.
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Niente sequel animati o film cinematografici: la storia di Bun Bun è un gioiello unico e autoconclusivo, perfetto così com’è.
Giochi
Essendo un anime dai toni più intimi e privo di robot o superpoteri, non ha goduto dello stesso merchandising invasivo di altre serie coeve, ma non ci ha lasciati a mani vuote:
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Materiale di Cartoleria: Il piccolo cagnolino ha fatto capolino nelle nostre cartolerie con quaderni, diari e astucci. Avere Bun Bun sulla copertina del quaderno di scuola era un modo per farsi compagnia durante i compiti in classe.
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Le mitiche figurine: In alcune edizioni locali giravano piccoli adesivi e pacchetti di figurine che raffiguravano il trio canino durante le loro fughe rocambolesche.

Faq
- Cosa significa il titolo originale “Hoero Bun Bun”?
In giapponese, il verbo hoeru significa “abbaiare” o “ululare”. Quindi il titolo originale si traduce più o meno come “Abbaia, Bun Bun!”, un incitamento perfetto per un cucciolo che deve imparare a farsi valere in un mondo di randagi adulti. - La domanda più importante di tutte: alla fine, Bun Bun riesce a ritrovare la sua mamma?
Assolutamente sì! Dopo 39 episodi di pianti, incontri speciali e pericoli scampati, l’ultimo episodio regala a noi bambini di allora la soddisfazione e la gioia più grande. Il tenero cucciolo riesce finalmente a ricongiungersi con la sua amata madre, in un finale commovente che chiude in bellezza il viaggio insieme agli inseparabili Zio Nora e Charlie.

