21 settembre: Attentato al giudice Rosario Livatino

1995
21 settembre: Attentato al giudice Rosario Livatino

Il 21 settembre del 1990 a soli 37 anni muore a causa di un attentato di stampo mafioso il giudice Rosario Livatino, che per la sua giovane viene ricordato come il giudice ragazzino o come il giudice bambino.

Biografia

Il giudice Rosario Livatino, nato il 3 ottobre 1952 a Canicattì, in provincia di Agrigento, è stato una figura notevole nel sistema giudiziario italiano. La sua carriera è stata caratterizzata da un impegno profondo per la legalità e la giustizia, che ha pagato con la propria vita.

Livatino si laureò in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo e nel 1981 superò l’esame di abilitazione alla professione forense. Tuttavia, invece di intraprendere una carriera come avvocato, decise di seguire la sua vocazione per la magistratura e nel 1983 entrò a far parte della magistratura italiana come giudice togato.

Il suo primo incarico lo portò a lavorare a Canicattì, il suo paese natale, dove si occupò di diversi casi di mafia. Livatino si rese ben presto conto dell’enorme potere e dell’influenza che la mafia esercitava sulla vita quotidiana della gente comune, non solo in termini di crimini commessi, ma anche di intimidazioni e di corruzione del sistema giudiziario.

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rosario livatinoIl giudice Livatino si distinse per la sua fermezza e coraggio nel perseguire la legalità, nonostante le minacce e le pressioni che subiva. Fu uno dei primi a utilizzare la legislazione antimafia allora appena introdotta per combattere il fenomeno mafioso in modo efficace. La sua attività investigativa e processuale portò all’arresto e alla condanna di molti membri di Cosa Nostra.

Purtroppo, il suo impegno contro la mafia ebbe un prezzo molto alto. Il 21 settembre 1990, a soli 38 anni, Livatino fu assassinato in un agguato criminale da parte di membri di Cosa Nostra. Fu ucciso a colpi di arma da fuoco mentre si dirigeva al tribunale di Agrigento, dove stava conducendo un importante processo contro i boss mafiosi.

La sua morte suscitò una forte ondata di indignazione in tutta Italia e contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della lotta alla mafia. Il sacrificio del giudice Livatino, la sua integrità e il suo impegno sono diventati un simbolo della lotta contro la criminalità organizzata in Italia.

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rosario livatinoIl giudice Livatino Rosario è stato riconosciuto come martire della giustizia e nel 1999 è stato dichiarato Servo di Dio dalla Chiesa cattolica, avviando il processo di beatificazione. Nel 2021, il Papa Francesco ha riconosciuto il martirio di Livatino, aprendo la strada alla sua proclamazione a beato. La sua figura è stata celebrata in diversi modi, tra cui l’intitolazione di strade e tribunali a lui dedicati, e il suo nome è diventato un simbolo di impegno e coraggio nel perseguire la giustizia.

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