19 settembre: Il terremoto di Norcia

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19 settembre: Il terremoto di Norcia

Il 19 settembre del 1979 l’Italia viene scossa da un forte terremoto di magnitudo 5.9 che colpisce la Valnerina in Umbria, in particolare l’area di Norcia. Questa data viene ancora oggi ricordata come quella del Terremoto di Norcia.

Il terremoto

Il terremoto del 19 settembre 1979, avvenuto alle 23:36, fu caratterizzato da una magnitudo momento di 5,8 e da un’intensità stimata tra l’VIII e il IX grado della scala Mercalli. L’epicentro si trovava vicino a Maltignano di Cascia, a circa 8 km a sud di Norcia, con propagazione lungo l’asse nord-sud. Subito dopo l’evento principale, si registrarono forti repliche alle 23:41, 23:46 e 23:51.

L’area più colpita fu la Valnerina, situata al confine tra Umbria, Lazio e Marche, sul versante occidentale dei monti Sibillini. I piccoli borghi montani di Castel Santa Maria, Chiavano, Civita di Cascia e San Marco di Norcia nella provincia di Perugia, insieme a Trimezzo di Cittareale nella provincia di Rieti, subirono danni significativi. Il terremoto causò cinque vittime, di cui tre a Chiavano e due a San Marco, oltre a circa 1.500 sfollati e un centinaio di feriti.

A Norcia, molte abitazioni crollarono, così come parte delle mura urbane nei pressi del torrione e della porta di Santa Lucia. Le restanti porte cittadine, così come la maggior parte dei palazzi storici ed edifici religiosi, subirono gravi danni. La basilica di San Benedetto e il palazzo Vescovile riportarono lesioni significative, rendendoli inagibili per diversi mesi e venendo riaperti solo durante la visita di Papa Giovanni Paolo II il 23 marzo 1980.

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19 settembre Il terremoto di NorciaAnche i pilastri della navata della cattedrale di Santa Maria Argentea e le volte dell’annessa sagrestia subirono gravi danni. Il terremoto provocò danni anche alla Castellina e al palazzo Comunale, con gli uffici del municipio temporaneamente trasferiti in prefabbricati fuori porta San Giovanni.

Al di fuori della città, il santuario della Madonna della Neve, di stile bramantesco, fu completamente distrutto, mentre le chiese della Madonna di Cascia, di Santa Scolastica e l’ex convento dell’Annunziata subirono crolli parziali. Gravi danni furono registrati anche a Cascia, Cerreto di Spoleto, Poggiodomo e Preci.

Nel Lazio, i territori di Cittareale e Leonessa subirono gravi danni, mentre ci furono danni diffusi ad Amatrice, Accumoli e Cittaducale. A Rieti, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Pietro Apostolo e la cinta muraria subirono crolli parziali. Nel capoluogo sabino si registrò anche una vittima indiretta: un uomo, spaventato dalla scossa, fuggì in strada e venne investito da un’auto. Infine, si verificarono danni lievi in alcuni comuni di Abruzzo e Marche.

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Il terremoto fu avvertito in modo significativo in tutta l’Italia centrale, da Firenze a Roma, causando scene di panico. Un episodio curioso si verificò a Perugia, dove gli elefanti del circo Orfei mostrarono segni di inquietudine già un’ora prima del terremoto, per poi rompere le catene all’inizio della scossa e fuggire in città.

L’evento sismico del 19 settembre 1979 fu oggetto di uno studio approfondito guidato dal professor Paolo Favali, che permise di analizzare la tipologia e la quantità dei danni nell’intera area colpita, in particolare nei comuni circostanti Norcia.

Questo terremoto ha lasciato un segno significativo nella memoria delle persone coinvolte e ha avuto un impatto duraturo sulle comunità locali. Ha evidenziato l’importanza della preparazione e della gestione del rischio sismico, portando a una maggiore attenzione alle norme di sicurezza nelle costruzioni e all’adozione di misure per ridurre l’impatto di futuri terremoti.

L’evento sismico conosciuto come Terremoto a Norcia, ha profondamente colpito le zone centrali dell’Italia, e tra i terremoti in Umbria questo è difficile da dimenticare.

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